Rispondi a: Nucleare: un maledetto imbroglio

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brig.zero
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Nucleare: fuga dalla Romania. Greenpeace: «Tutti rinunciano tranne Enel…» :ummmmm:

LIVORNO. Come riportiamo in un altro articolo, vedi link, le aziende elettriche di Germania, Francia e Spagna (RWE, GdF/Suez/Electrabel e Iberdrola) hanno annunciato di aver abbandonato il progetto di costruire due reattori nucleari a Cernavoda, in Romania. Ma restano della partita, almeno per ora, l'italiana ENEL e Arcelor-Mittal Galati (Lussemburgo/Romania).

Cernavoda è nata da un viaggio del dittatore Nicolae Ceausescu in Canada, nel 1980. Il progetto fu fermato dalla rivoluzione del 1989 e da allora, dei cinque reattori previsti, ne sono stati costruiti solamente due ma il quinto non potrebbe comunque essere realizzato perché non c'è abbastanza acqua per il raffreddamento del reattore. Nel 2004, la Romania ha deciso di costruire gli altri due reattori: un modello, CANDU 6, instabile come quello di Cernobyl, ad alta emissione di trizio radioattivo e con standard di sicurezza insufficienti. E Greenpeace commenta così: «Dopo l'uscita di scena della maggior parte degli investitori, tutti ci chiediamo – commenta Giuseppe Onufrio, direttore esecutivo di Greenpeace – quanto tempo ci metteranno Enel e Arcelor a scappare. Ma non è detto: Enel ha un debole per il nucleare di qualunque tipo esso sia». 😕

Enel, infatti, vuol costruire un elettrodotto per portare in Italia 150 megawatt dalla discussa centrale (in zona sismica) di Krsko, in Slovenia. Altro progetto di ENEL è il completamento (costosissimo) della centrale nucleare di Mochovche, in Slovacchia, dove il Comitato di Conformità (Compliance Committee) della Convenzione di Aarhus ha formalizzato le accuse per l'assenza di trasparenza e di adeguata consultazione del pubblico nel processo di costruzione di due nuovi reattori.

http://www.greenreport.it/_new/index.php?page=default&id=8655


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