Rispondi a: Nucleare: un maledetto imbroglio

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Anonimo

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Referendum nucleare: istruzioni per l'uso [Video]
La campagna di comunicazione dei due fronti
L'Aquila, 11 mag 2011 – Non è un film di fantascienza, ma potrebbe essere raccontato così: un disastroso terremoto, seguito da uno tsunami, distrugge alcune città del Giappone, una centrale nucleare viene danneggiata, contaminando l'area circostante e diffondendo le sue radiazioni nel mondo, si scatena allora una guerra planetaria per arrestare l'avanzata dell'energia atomica. Noi siamo nel mezzo di questa battaglia, condotta anche con le armi della comunicazione dichiarata e occulta.

Stati Uniti, Germania, Francia, Spagna, i capi di stato si interrogano sul futuro energetico. In Italia sul nucleare ci sarà un referendum, il 12 e il 13 giugno, che non è stato ancora rinviato, nonostante la moratoria di un anno voluta dal governo, inclusa nel decreto legge n.34/2011, art. 5, del quale si aspetta la definitiva approvazione e il conseguente ricorso in Cassazione per, eventualmente, verificare la necessità del quesito referendario sul nucleare.

Quindi la questione nucleare non è fantascienza, ma realtà ed è legittimo e doveroso che ognuno sull'argomento possa farsi l'idea che vuole – leggendo, confrontandosi, ascoltando approfondimenti televisivi, seguendo i telegiornali – se al referendum rispondere sì (cioè che non vengano costruiti nuovi impianti nucleari in Italia) o no (di accettare che nuove centrali nucleari nascano nei prossimi anni sul territorio nazionale).

A distanza di un mese dal voto i fronti del sì e del no cercano di sostenere ognuno la propria causa, ma il sospetto che la lotta sia impari a favore del no è piuttosto forte, se non altro per la “potenza di fuoco” comunicativa che sta dispiegando. Facciamo solo alcuni esempi.

Umberto Veronesi, presidente dell'autorità sulla sicurezza nucleare in Italia, nelle scuole italiane sta organizzando l'iniziativa “I giorni della scienza”, promosso dalla Fondazione Veronesi. L'orientamento degli incontri è esplicito nei materiali che accompagnano questo progetto, come il video visibile sul sito della Fondazione (vedi) decisamente a favore di questa fonte di energia alternativa. Il comitato «Vota sì per fermare il nucleare» e il Wwf non hanno aspettato a farsi sentire, ma intanto l'allegra macchina del nucleare di stato lavora nelle scuole. E se ci fossero dubbi sulla non equidistanza di Veronesi basta ricordare quello che affermò prima di diventare presidente dell'Autorità sulla sicurezza nucleare in Italia «Potrei tranquillamente dormire in camera con le scorie radioattive. Le scorie non sono un problema per la salute, si tratta di una piccola quantità di materiale radioattivo che viene chiuso tra quattro blocchi di piombo, che viene vetrificato». Veronesi poi aggiungeva che lo stoccaggio delle scorie può diventare problematico ma solo «con il tempo» (quanto tempo? Per quali generazioni di cui non dovremmo preoccuparci?) e in ogni caso «in Italia ce ne sono pochissime», per questo aggiungeva «Il nucleare non è una scelta, è una necessità quindi sono sicuro che potremmo mettere in atto i nostri progetti per quattro o addirittura per otto centrali nucleari».

E Veronesi sa di avere dalla sua parte una autorevolezza scientifica sul “pubblico” e l'ha spesa come testimonial dello spot pro nucleare. A proposito di spot, come dimenticare quello che in tv e sulla carta stampata poneva quesiti di taglio filosofico-esistenziale su quale scelta operare sul nucleare, inscenando una partita a scacchi di un uomo con se stesso (la sua coscienza?). Spot commissionato dal Forum sul nucleare – presieduto da Chicco Testa – e realizzato dall'agenzia pubblicitaria Saatchi & Saatchi, dal sapore metafisico, che sotto le mentite spoglie di voler stimolare la riflessione, suggeriva la risposta: il nucleare è bene. Una campagna pubblicitaria costata 6 milioni di euro. Sapete perché non l'abbiamo più vista quella pubblicità da un certo punto in poi? Il Giurì dell’autodisciplina pubblicitaria ha bloccato la messa in onda dello spot perché giudicato ingannevole.

Da parte loro le associazioni e i comitati contro il nucleare svolgono la “campagna elettorale” sul web e con varie forme di attivismo sul territorio. Greenpeace ha realizzato due videot, visibili su youtube, facendo leva sull'ironia, chiamando in causa il premier Berlusconi che favoleggia su «una Fukushima più bella e funzionale. Fukushima 2», oppure parodiando le rassicurazioni dei nuclearisti con un «Benvenuto uranio. Il nucleare: il problema senza la soluzione».

Insomma le due differenti convinzioni sul nucleare usano tattiche differenti, influenzate dalla quantità di denaro e risorse che possono investire, nulla di nuovo, ma è utile ricordarcelo mentre ci facciamo un'idea su come votare a giugno, come per gli altri tre quesiti (1. Modalità di affidamento e gestione dei servizi pubblici locali di rilevanza economica. Abrogazione; Determinazione della tariffa del servizio idrico integrato in base all’adeguata remunerazione del capitale investito. Abrogazione parziale di norma; Abrogazione della legge 7 aprile 2010, n. 51 in materia di legittimo impedimento del Presidente del Consiglio dei Ministri e dei Ministri a comparire in udienza penale).

di Alessia Moretti