Rispondi a: lettera aperta da parte di donne italiane musulmane

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altair
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La faccenda del velo integrale, indossato da alcune donne islamiche che vivono in paesi occidentali, non merita, a mio avviso, riflessioni approfondite dove si discetta di morale, religione e cultura: tale faccenda può essere risolta con alcune considerazioni di carattere pratico.

In occidente le donne, ormai da tempo, si abbigliano come meglio credono e pochi trovano da ridire e, in ogni caso, non sorge alcun impedimento; anche le scelte più estreme sono ammesse ma tutte sono unite da un tratto comune: il volto scoperto.

Mostrarsi in pubblico con il volto scoperto è una caratteristica che appartiene agli usi e costumi del mondo occidentale e morale, religione e cultura c'entrano ben poco.

Il volto scoperto è l'uso condiviso da tutti, indipendentemente da quello che passa per le nostre teste: dentro la testa quel che vuoi, ma sulla testa cappelli, foulard e quant'altro di qualunque foggia, a patto che il volto resti scoperto e quindi ben riconoscibile (caso previsto dalla legge italiana).

Proviamo a trasferire con l'immaginazione, in un contesto islamico, una delle donne occidentali che girano per le nostre città, abbigliata nel seguente modo: scarpe con tacchi a spillo, autoreggenti, minigonna, camicetta sbottonata fino al punto giusto, “trucco e parrucco”.

Tale donna risulterebbe inevitabilmente fuori contesto e non mancherebbe di suscitare vibrate proteste da parte di molti islamici e, soprattutto, da parte delle autorità locali: la libertà di portarsi dietro usi e costumi occidentali non le verrebbe concessa: nessuno la obbligherà ad indossare il velo integrale, ma le verrà consigliato di trovare un giusto compromesso.

Nelle cronache di molte giornaliste occidentali, inviate in paesi dove la libertà di abbigliamento non esiste, a volte si accenna alla necessità di prestare attenzione alle severe abitudini locali: evitare quindi di indossare pantaloni e men che mai aderenti, coprirsi il capo con un velo o foulard e mantenere un atteggiamento riservato rappresentano i requisiti minimi.

La conclusione di tutto il discorso è breve: usi e costumi locali vanno rispettati da tutte le persone portatrici di altre culture, senza perdere troppo tempo in inutili polemiche.