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InneresAuge
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L'arte dell'inganno e come permettere al male di perpetuarsi in modo addirittura “ritualizzato”:

INIZIAZIONE, ESOTERISMO E LUCIFERISMO NELLA MASSONERIA DEL G.O.I. !!! PARTE 5°
Dottrine gnostiche si trovano anche nel film Inferno, di Dario Argento (1980). In quel film è ripresa l’idea gnostica delle Tre Madri (entità femminili demoniache), le tre sataniche ipostasi della Morte: l’architetto di Londra, Varelli avrebbe costruito una dimora a ciascuna di esse (Friburgo, Roma e New York). Nell’ultima abita la più giovane e la più terribile: Mater Tenebrarum.
Nel film, Varelli le chiama anche «le Sorelle le Grazie le Furie». Le dimore infernali delle Tre Madri ricordano le dimore filosofali dell’alchimista Fulcanelli, sul cui nome è ricalcato quello di Varelli .

Albrile illustra quella che nel mondo culturale e letterario gnostico costituisce una pedagogia alla rovescia ossia
«uno stratagemma luciferico: anatematizzare per affascinare.
Lucifero attende, gioioso, negli abissi…
L’adepto stregonico in questo senso si associa elettivamente al Princeps tenebrarum e, nella familiarità con esso, vive in una condizione di soddisfacimento, traendone i poteri malefici e sovversivi, oggetto della glorificazione mondana» .
In quello studio, Albrile cita anche un’opera gnostico-esoterica (Mémoirs du sang) la quale, in apparenza, condannerebbe la magia sessuale demoniaca, ma in realtà la promuove.
Albrile spiega che «al centro dell’opera dei démoni» – e quindi degli gnostici che si dedicano alla praxis o culto – è «la manipolazione dello sperma, veicolo dell’essenza luminosa» .
Nella ricerca gnostica, «mente e sessualità» (gnosi intellettuale e magia sessuale) sono «aspetti complementari di una ricerca infinita da non confondere con il fine auspicato», ossia la riconquista di «un Paradiso perduto». Albrile riconosce che qualora si ha la «sovrapposizione» tra tali «veicoli» (ossia «mente e sessualità») ed «il fine auspicato», allora «il risultato trascina l’adepto verso il basso, verso quella dimora alchemica che si è trasformata in un sacello infernale» .
Ed io, a questo punto, mi chiedo: come fa uno gnostico massone o non massone (pieno di odio verso la creazione, verso le leggi morali di questa vita fisica-morale, verso il Dio Creatore, verso i Dogmi cristiani) a resistere all’impulso veemente di scendere verso il basso… verso i sacelli infernali?

Anche in questo caso è interessante notare che lo studio di Albrile è stato pubblicato su di una rivista massonica, alla rubrica Esoterismo.
Il Gran Maestro Gustavo Raffi ha sottolineato che i Massoni sono «Iniziati e Testimoni della Luce», «soldati della Luce» contro le Tenebre dell’intolleranza. I Massoni sacralizzano il Tempio Massonico e nel corso dei Lavori rituali si manifesta «la Luce spirituale», la «Gnosi Muratoria», «la Luce Iniziatica». Il Maestro Massone può sperimentare «la possibilità di ricongiungere gli opposti» («complexio oppositorum»), unendo l’uomo e il cosmo. Il Maestro Massone è «libero da dogmi, imposizioni e catene materiali» .
Su Hiram N° 2/2004, il massone Claudio Bonvecchio ripropone la dottrina (neo)gnostica della conciliazione degli opposti. Egli spiega che le Religioni e le Istituzioni Iniziatiche, tra cui la Massoneria, cercano la Luce… La Luce splende nelle Tenebre… Occorre entrare (o scendere) nelle Tenebre per vedere brillare la Luce… Occorre entrare in contatto con l’Ombra (le Tenebre che sono dentro di noi) ed integrarla (assorbirla) coscientemente in noi…
Bonvecchio attinge alla psicologia di Jung, tutta ispirata da motivi gnostici ed alchemici. Però, Bonvecchio non dice che per Jung l’Ombra è rappresentata dal Diavolo…
Bonvecchio sottolinea che non bisogna eliminare l’Ombra ma «integrare l’Ombra» in noi («accettazione delle tenebre») perché è dalla «unione degli opposti» (Luce-Ombra) che si raggiunge il «fine ultimo, la Luce», la «totalità»… E tale è il sogno degli «Alchimisti», «Kabbalisti», «Maghi», «Illuminati» . La Massoneria si presenta come dispensatrice di Luce…

Bonvecchio sa bene che la Massoneria vuol guidare il profano verso la Luce …
Anche se Bonvecchio non lo dice espressamente, però è chiaro che al Maestro Massone compete la qualifica di “lampadoforo”, ossia un portatore di Luce» , frase che Bonvecchio usa in altro contesto, ma che – alla luce di tutto l’articolo del Bonvecchio – si addice bene all’autocoscienza massonica. Forse, più che “lampadoforo”, Bonvecchio avrebbe potuto scrivere più chiaramente “lucifero”…
Nello stesso numero di Hiram, il massone Alberto Samonà spiega i significati esoterici della Menorah, il candelabro a 7 braccia usato nella Loggia dei Maestri Massoni (o Camera di Mezzo).
I Maestri Massoni trasmettono la Luce (o «Tradizione»). La «luce centrale» del candelabro massonico rappresenta la «Luce Originaria dell’increato», in cui si ha la «riunificazione degli opposti nel Principio, nella Fiamma primordiale», di cui le altre 6 fiamme sono emanazioni.
La «luce centrale» del candelabro rappresenta «Saturno», il cui metallo corrispondente è il Piombo.
Ma «Saturno è Seth», ossia «la nuda terra», «la pietra che è l’uomo stesso». Saturno è «l’Unica vera luce» . Samonà non lo dice, ma gli esperti di esoterismo sanno bene che Saturno corrisponde a Satana…

Su Hiram N° 3/2004, Dario Banaudi illustra alcuni concetti iniziatici e massonici legati alla figura del Labirinto: l’Iniziato, guidato da «Arianna, arachné tessitrice» (Banaudi non lo dice, ma arachné, in greco = RAGNO) deve intraprendere il viaggio iniziatico nel Labirinto, ossia «la discesa agli inferi», nel «centro segreto e oscuro, grembo della madre terra, del chaos primigenio» («ventre», «Madre», «spirale», «utero») .
La Donna-Terra è associata al «serpente», che è anche simbolo del «viaggio al centro della terra», de «l’infinito», «il processo continuo dell’Universo che crea se stesso». Inoltre – spiega Banaudi – il serpente è legato anche «alla trasmissione della conoscenza»: il Serpente «si presenta avvolto a spirale attorno all’albero della conoscenza del bene e del male, per offrire ad Eva il frutto dell’albero, e, attraverso di lei, consegnarlo all’uomo» . Come il simbolo del Serpente anche il Labirinto comprende gli opposti (bene-male…) . Il «centro del labirinto» corrisponde a «l’albero della conoscenza del bene e del male, l’albero del serpente» . Il Labirinto è associato anche al Re Salomone e Banaudi scrive che il Santo dei Santi al centro del Tempio salomonico è «il luogo della conoscenza del bene e del male, il luogo della coincidenza degli opposti» .
Dunque, dire che l’Iniziato deve entrare nel simbolico labirinto, vuol dire che l’Iniziato deve entrare simbolicamente negli Inferi (o Madre-Terra) e nel Serpente per congiungere gli opposti…
Dopo aver trattato di principi importanti dell’esoterismo massonico (unione dei contrari, discesa agli Inferi, luce dalle tenebre e dal caos, vita dalla morte…) passiamo ora ad un romanzo noir, su alchimia e satanismo, intitolato Il Quadro dei delitti.
Un’indagine del Principe di San Severo (2006) e pubblicizzato nella rubrica I testi che leggiamo del website della Loggia Har Tzion – Montesion N° 705 di Roma (GOI).
L’autore del libro è Nathan Gelb (1962-…), ebreo askhenazita residente a Boston (USA). Gelb, che apprezza molto il website della suddetta Loggia Montesion, è massone e cultore di alchimia esoterica la quale mira a realizzare il Rebis, l’androgino, che unisce in sé gli opposti…
Il libro tratta di uno spietato serial killer (assassino seriale) cultore di alchimie perverse, templarismo, sodomia, satanismo… Alla fine il detective (il Principe Di Sangro, massone ed alchimista) scopre che l’assassino è Bernabé De Grâce, omosessuale all’età di dieci anni, poi ex novizio benedettino , poi alchimista, assassino, consumatore di droghe inebrianti , quindi capo misterioso di una setta templare, sodomita , cannibale, cultore di Baphomet, l’androgino e demoniaco idolo la cui venerazione fu rimproverata ai Templari…

Dietro questo romanzo è possibile scorgere dei principi iniziatici…
Sebbene, nel romanzo, Bernabé sia condannato alla morte ed al disprezzo, però mi sembra che oggettivamente egli sia una figura importante da un punto di vista esoterico…
Infatti Bernabé coniuga alchemicamente in sé i contrari : luce-tenebre , bene-male, vita-morte, maschile-femminile, “investigatore”-assassino, amore-odio, bellezza-malvagità, alchimista “bianco” (discepolo di Upupa , vecchio mago-alchimista, filantropo, “cattolico”, consumatore di droghe “iniziatiche”…) – alchimista “nero” (sadico neo-templare)…
Nel romanzo, anche il detective alchimista non è tanto lontano intellettualmente da Bernabé: per il Principe di San Severo, Cristo e Satana sono entrambi figli di Dio…
l’Uno la mano destra e l’altro la mano sinistra di Dio… . Nel romanzo, anche Gelb tenta di realizzare una unione alchemica degli opposti: unisce in amicizia il Papa e il massone detective, il dogma cattolico e l’alchimia esoterica… Alcuni principi alchemici: dalla putrefazione nasce la vita, dal letame esce fuori la pietra filosofale che gli alchimisti “pii” identificano con il Cristo… .
Alla fine del suo romanzo, Gelb condanna Bernabé rimproverandolo di non aver capito bene l’Alchimia, di averla interpretata troppo rozzamente…

La vera Alchimia sarebbe quella perseguita da «Rosacroce» e «Liberi Muratori»
Gelb definisce il sito internet della Loggia Montesion N° 705 (GOI) «un faro di luce» .
Ora, nei Quaderni di Simbologia Muratoria, curati da Ivan Mosca 33° (†2005, Gran Maestro Onorario del GOI, SGC Onorario del RSAA) e consultabili on-line su quel website massonico, vi è una relazione su La Magia, in cui è scritto che il Massone deve padroneggiare la Legge del Binario o della Polarità, ossia deve Conoscere e Amare le Forze Opposte (del Cielo e dell’Inferno), deve esser capace di praticare la «Teurgia» e la «Demonurgia» (o «Magia Nera»), per cui (è scritto nella suddetta relazione, consultabile on-line): «Per conoscere Dio, insomma, non si deve odiare Lucifero» .
A questo punto, le rassicuranti e ingenue distinzioni di Gelb tra alchimia “correct” ed alchimia perversa non mi persuadono tanto… Se il massone (così insegna quel «faro di luce» della Loggia Har Tzion-Montesion N° 705 – GOI !) deve sapere unire Cielo-Inferno, Magia Bianca-Magia Nera, Dio-Lucifero, allora non sarà forse possibile giungere ad unire anche i due tipi di alchimia? 2=1?…
Inoltre, la passione iniziatica per la Morte, gli Inferi e il Delitto (simbolico), è evidente nella ritualità di morte simbolica del Terzo Grado di Maestro Massone: il Maestro di Loggia (o Maestro Venerabile), deve impersonare il Re Salomone (detective divino…) e anche il brutale Assassino di Hiram…
Senza l’assassinio simbolico, il massone non diviene Maestro Hiram, non diviene Architetto, non diviene “divino”… Tale passione iniziatica cresce negli Alti Gradi, dove cresce lo studio e la pratica dell’occultismo .

3.3. I Massoni, la discesa agli Inferi, l’Inferno di Dante e Lucifero
Nel pensiero iniziatico-massonico è una costante la tesi della necessaria (e incessante) discesa agli ìnferi (adombrata nel rituale massonico, in cui si dice che i massoni si riuniscono in Loggia «per scavare oscure e profonde prigioni al vizio»), del necessario contatto con il vizio, il male, per ascendere sempre più alla Luce… Al Primo Grado di Apprendista Massone, l’adepto entra nel Gabinetto di Riflessione (uno stanzino tutto nero con simboli di morte…), simbolo della discesa nel ventre della terra, agli Inferi (o Inferno).
Ulisse Bacci 33° spiega che nell’iniziazione al primo grado massonico – come negli antichi misteri di Eleusi – il candidato è condotto in una luogo oscuro, la camera di riflessione, simbolo della discesa agli inferi («discesa all’Averno»), in se stessi, nell’«abisso delle tenebre», discesa necessaria per raggiungere «la luce»; in essa vi sono simboli alchemici e mortuari e in essa il candidato si prepara alla «morte simbolica» , poiché – spiega l’autore – egli deve «morire alla vita profana, per rinascere in una forma superiore di vita» .
In genere, in ambiente massonico si collega tale discesa iniziatica alla discesa di Dante nell’Inferno… . Nel poema dantesco, il corpo di Lucifero è conficcato al centro della terra, e il centro, nel linguaggio esoterico, è il luogo dove i contrari si conciliano in un’unità superiore .
Il massone Emilio Servadio commenta la frase rituale pronunciata dal 1° Sorvegliante di Loggia all’inizio dei lavori rituali: i massoni si riuniscono in Loggia «per scavare oscure e profonde prigioni al vizio» . Cosa è il vizio a cui si riferisce il rituale massonico? Servadio dice che non si tratta del vizio inteso in ambito profano: es. abitudini discutibili (es. il fumare) o comportamenti deviati (omosessualità, tossicodipendenza…) . Si tratta invece del «vizio metafisico» («forza avversa», «il male», «il peccato»), «alterità» iniziatica collegata inscindibilmente alla «virtù» . Il vizio è rappresentato da «Satana» .

Infine, Servadio spiega che sulla via iniziatica, «“l’incontro” con le oscurità e gli aspetti terrorizzanti del “vizio”» è «una tappa necessaria e condizionante» che ricorda la discesa di Dante nel buio dell’Inferno (ìnferi, tenebre) necessaria per raggiungere il Paradiso e la Luce. La discesa nel buio, negli ìnferi («angosciante presa di contatto con quella che vorrei chiamare la “metafisica del vizio” sin nelle sue più profonde propaggini»), è – per il massone Servadio – «condizione necessaria per la successiva “risalita”» .
Nel giugno 1972, la Rivista Massonica pubblica un commento esoterico alla Divina Commedia, scritto dal massone Giuseppe M. S. Jerace . Costui presenta Dante come un Iniziato e assimila l’iniziazione al viaggio dantesco nell’oltretomba. Come Dante, anche l’Iniziato deve compiere «una discesa agli inferi» che è necessaria per raggiungere «gli stadi superiori dell’essere» .
La discesa all’Inferno è necessaria per realizzare la «metamorfosi» o «trasformazione» e per quanto riguarda questa mèta iniziatica, Jerace fa riferimento a vari personaggi della letteratura iniziatica, tra cui anche Hiram .
Nel poema dantesco, il corpo di Lucifero (e precisamente la parte corporea corrispondente alle anche) è situato al centro della terra (ossia il punto equidistante tra i due poli della circonferenza terrestre), a cui corrisponde, pertanto, il punto più basso dell’Inferno (IX° ed ultimo Cerchio) .
Inoltre il centro, nel linguaggio esoterico, è il luogo dove i contrari si conciliano in un’unità superiore . Jerace osserva anche che nei gruppi occultistici satanici la mèta del superamento degli opposti si realizza attraverso la conquista della Luce, il superamento e la conoscenza delle tenebre, dunque del male .

Infine, Jerace sostiene una certa somiglianza tra il passaggio di morte-resurrezione che Dante compie attorno al «corpo di Lucifero» (posto nel centro dell’Inferno, luogo, in cui, dal punto di vista esoterico, si realizza la coincidenza degli opposti) e la cerimonia iniziatica-massonica in Camera di Mezzo (la Loggia al Terzo Grado di Maestro Massone), ossia la cerimonia di iniziazione al Terzo Grado di Maestro Massone, in cui l’iniziato scavalca la bara dove poi sarà posto per identificarsi al mitico Hiram, morto e risorto.
Il centro della Terra (ossia l’Inferno), quale “luogo” in cui si congiungono e si risolvono gli opposti, la necessità benefica della discesa all’Inferno per la risalita alla Luce, l’analogia tra il passaggio di Dante attraverso Lucifero (al centro dell’Inferno) e la morte-resurrezione del Maestro Massone sono idee già espresse dal massone ed esoterista René Guénon, idee che costituiscono il contenuto appropriato ed autentico dell’esoterismo racchiuso nel Terzo Grado di Maestro Massone .

Nel numero 4/1996 di Massoneria Oggi (rivista del GOI dal 1994 al 1999), nella rubrica Esoterismo e Pensiero Massonico, Giuseppe Cognetti (Università di Siena) illustra il pensiero di René Guénon circa la discesa agli ìnferi o il processo di «dissoluzione» e «perversione» in cui si trova la modernità. Secondo la filosofia induista, la modernità si sta dirigendo verso il Kali Yuga, tappa di distruzione-putrefazione a cui seguirà immediatamente il rovescio benefico ed un’epoca luminosa.
Cognetti spiega che nel pensiero iniziatico, ermetico-alchemico (vedi la “Tavola di Smeraldo”), shivaista-induista, taoista (Yin-Yang, ossia l’unione degli opposti), junghiano e anche guénoniano, la tappa oscura, negativa e malefica (Kali Yuga, ovvero discesa agli Inferi, contatto con l’Ombra, con il Negativo) è in realtà positiva e necessaria («positività profonda») per avere un nuovo ciclo benefico. Cognetti spiega ancora che si tratta della dottrina esoterica dell’unione dei contrari o analogia dei contrari dove l’uno si converte nel suo opposto (il basso diventa alto, ecc.), dottrina che, riconosce Cognetti, supera la logica razionale e tradizionale fondata sul principio di non-contraddizione .
La tesi guénoniana, della discesa necessaria per ogni risalita, esprime bene, afferma Cognetti, «tutti i miti iniziatici», in cui la morte è nello stesso momento una rinascita. Citando (con approvazione) A. Silesio, Cognetti scrive che «se non si gusta l’Inferno, non ci si può elevare al Paradiso» e aggiunge: «Solo ab chao ordo, solo post tenebras lux, attesta l’esoterismo occidentale, e gli fa eco, nella tradizione orientale, il motto taoista fan ts’ing fou ming, “rovesciare la confusione, restaurare la pace”» .

Cognetti illustra ancora la dottrina iniziatica (occidentale e orientale) dell’analogia dei contrari (recepita da Guénon) affermando come Guénon , che nel XXXIV Cantico dell’Inferno dantesco, dopo aver raggiunto il corpo di «Lucifero», al centro della Terra («il punto di massimo allontanamento dalla luce principiale»), si ha la repentina risalita verso la Luce; similmente, Shiva, il divino distruttore nel pantheon induista, in realtà distrugge per rigenerare e preparare un nuovo ordine .
Si tratta, in effetti, di teorie esoteriche già riscontrabili nella iniziazione al Primo Grado massonico (il candidato entra nel Gabinetto di Riflessione = simbolica discesa agli inferi) e al Terzo Grado di Maestro Massone (Leggenda di Hiram), in cui le Tre Luci di Loggia (MV, 1° Sorv. e 2° Sorv.) fanno la parte degli Assassini di Hiram il quale rappresenta la Luce, il Giusto, l’Innocente…
L’Iniziato può arrivare a comprendere la necessità benefica della presenza del male, della morte, del demoniaco… Alla luce di tali teorie fondamentali nell’esoterismo (o esoterismi) coltivato filosoficamente-simbolicamente-ritualmente nella e dalla Massoneria regolare, comprendiamo che tutto ciò che porta al Kali Yuga diviene necessario… Il male, il disordine sociale, morale, sessuale… tutto diviene acceleratore verso il Kali Yuga, verso la discesa nel profondo degli abissi incontro a Lucifero attraverso il quale (passaggio necessario) si avrà l’ascesa alla Luce…
Si tratta di teorie davvero infernali!

A questo proposito, ho scoperto che in un articolo su Rivista Massonica del 1969, il massone Ugo Poli dava una giustificazione esoterica al movimento di contestazione globale e giovanile scoppiato nel 1967. La rivoluzione giovanile e sessuale ebbe uno dei suoi ideologi nel filosofo di Sinistra, Herbert Marcuse, il quale – spiega Poli – contestava la società contemporanea accusandola di essere troppo autoritaria e repressiva. Il massone Poli sosteneva che le cause esoteriche di quella contestazione globale erano da cercarsi nel passaggio epocale dall’Era dei Pesci a quella dell’Acquario.
Ogni Epoca, o Era, o ciclo, ha un inizio ed una fine.
Ogni ciclo è una Manifestazione dell’Assoluto.
L’Era dei Pesci è stata dominata dall’autorità, dal paternalismo ecclesiastico e civile, dal Cristianesimo, dalla sofferenza e dalla rinunzia ai piaceri della vita.
L’Età Acquariana (iniziata il 5 febbraio 1962) sarà invece dominata dallo spirito collettivo, da un nuovo «ordine mondiale», dal superamento delle religioni dogmatiche in una «nuova religione mondiale», dalla gioia della vita, dall’Amore…
Alla luce di tali teorie esoteriche, tutti i fermenti contestatori (caos, anarchia, sessualità orgiastica…) diventano inevitabilmente manifestazioni necessarie e positive del Divino immanentistico-panteistico… anche il Male, le orge sessuali, le rivoluzioni… tutto sarebbe divino!
Ecco a quali assurdità può condurre questo pensiero esoterico.
Bene in linea con la causalità esoterica della “contestazione”, si trova lo spirito trasgressivo della Chiesa di Satana.
Su Rivista Massonica del 1972, il massone Giuseppe M.S. Jerace dava notizia dell’esistenza della Chiesa di Satana di Anton S. La Vey, il quale praticava i suoi riti infernali alla luce del sole.
Jerace si chiede allora: «un altro segno della sopraggiunta Età dell’Acquario?» .
Nel pensiero di La Vey:
«Satana rappresenta l’oscura, misteriosa forza della natura, responsabile di ciò che la scienza e la religione non hanno sotto controllo, né sono in grado di spiegare.
Nella Chiesa di Satana si combattono le repressioni e le inibizioni, le ipocrisie e le banalità delle religioni comuni.
Il Satana di La Vey è crudamente realista, egoista, brutale» .
Un articolo di Giorgio Rocchi, pubblicato da Rivista Massonica nel 1977, fa capire al lettore perspicace che il Diavolo, dal punto di vista massonico, può essere anche interpretato come la manifestazione dell’Assoluto (per cui nella Dualità, dunque nel Male, si manifesterebbe l’Unità!), ovvero come una tendenza ciclica ed eterna di involuzione-manifestazione necessaria dell’Assoluto, secondo idee di matrice panteistica, induistica e guénoniana .

NOTE:
Sigle di alcuni importanti Ordini massonici e termini massonici (in lingua italica).
GM = Gran Maestro (presiede una Grande Loggia o Grande Oriente).
GOI = Grande Oriente d’Italia – Palazzo Giustiniani.
MM = Maestro Massone o Maestro Muratore, o Maestro Libero Muratore.
MV = Maestro Venerabile (presiede una Loggia).
RSAA = Rito Scozzese Antico Accettato (è in tutto il mondo). Il Supremo Consiglio Madre RSAA è in USA.
SGC = Sovrano Gran Commendatore (presiede il Supremo Consiglio del 33° e ultimo grado RSAA).
1° Sorv. = 1° Sorvegliante di Loggia.
2° Sorv. = 2° Sorvegliante di Loggia.
UGLE = United Grand Lodge of England (Gran Loggia Unita d’Inghilterra).

fonte: http://www.facebook.com/topic.php?uid=161098442100&topic=14799


Come può la vista sopportare, l'uccisione di esseri che vengono sgozzati e fatti a pezzi... non ripugna il gusto berne gli umori e il sangue, le carni agli spiedi crude... e c’era come un suono di vacche, non è mostruoso desiderare di cibarsi, di un essere che ancora emette suoni... Sopravvivono i riti di sarcofagia e cannibalismo.
- Franco Battiato