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#134025
Richard
Richard
Amministratore del forum

ragazzi non sapete accettare il punto di vista di altri, il problema è questo quindi se volete una discussione a senso unico allora precisatelo: discussione per soli vegetariani
era un esempio, per me esiste una catena e non trovo nulla di male se un uomo mangia un animale o se un animale mangia un uomo, trovo sbagliato il maltrattamento e gli allevamenti che non rispettano l'animale, per questo motivo potrei al massimo prendere la decisione.
Intanto sicuramente mangio meno carne di un tempo.
Non capisco chi abbia messo in circolazione quelle foto sadiche ad inizio discussione piuttosto e sarebbe per me da punire chi si diverte in quel modo.

Inoltre avevo postato un file col regolamento per i mattatoi, non mi risulta che quelle foto mostrino un mattatoio in regola.

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http://lnx.comunedilugnano.it/lugnano/data/uploads/downloads/regolamento_mattatoio.pdf

http://www.veterinariaalimenti.marche.it/viewdoc.asp?CO_ID=4271

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http://tesi.cab.unipd.it/14148/1/fracasso_tesi.pdf

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per vedere la cosa diversamente dal punto di vista “energetico-spirituale” come accennato sopra con le parole di Siragusa, questione sulla quale a volte mi sono posto dei quesiti, ho trovato un'altra fonte:

TRATTATO DEI SETTE RAGGI PSICOLOGIA ESOTERICA http://www.bailey.it/alice-bailey/TRATTATO-DEI-7-RAGGI-Vol1.pdf
“Il regno umano segue la
stessa procedura e trae la vita (come forma) dal regno minerale e dal sole, dall’acqua, dal
mondo vegetale. Nei primi stadi del suo sviluppo il cibo animale era pertanto appropriato
all’uomo, sia in senso karmico che essenziale; lo è ancora per gli individui poco evoluti, per
quanto riguarda la sua forma animale. Ciò solleva l’intera questione della dieta vegetariana e
ne parleremo a proposito del quarto regno. La situazione non è affatto quella che si pensa o
come è esposta dai pensatori odierni; mangiare carne, a un certo stadio dello sviluppo umano,
non fa male.
Dalla grande scuola sperimentale dell’esistenza umana trae sostegno e vitalità il regno
delle anime, e in questa concatenazione e interdipendenza dei quattro organismi divini il
mondo della forma vive, muove ed esiste. Nell’organismo umano esistono interessanti corrispondenze
e analogie con gli altri regni, che presenteremo in questo modo:…”
“Possiamo notare un altro fattore interessante. Esotericamente è risaputo che il regno
vegetale trasforma il fluido vitale pranico e lo trasmette alle altre forme di vita del pianeta. È
la sua funzione unica e divina. Quel fluido pranico, nella sua forma di luce astrale, è ciò che
riflette la divina akasha. Quindi il secondo piano si riflette nel piano astrale. Coloro che cercano
di leggere le memorie dell’akasha, o agire impunemente sul piano astrale, per studiare
correttamente il riflesso degli eventi in quella luce, devono necessariamente e senza ecce113
zione alcuna essere rigorosamente vegetariani. È proprio questa antica scienza Atlantidea
che si cela nell’insistenza che alcuni pongono sulla necessità di una dieta vegetariana e che
dà forza e verità alle loro ingiunzioni. L’inosservanza di questa saggia norma ha provocato
gli errori di interpretazione delle memorie astrali e dell’akasha compiuti da molti psichici del
nostro tempo, e fatto sorgere la febbrile e scorretta lettura delle vite passate. Solo chi è stato
per dieci anni rigorosamente vegetariano può operare in quello che è stato chiamato
“l’aspetto registrato della luce astrale”. Se poi alla purezza dei suoi corpi astrale e fisico aggiunge
la luce della ragione e l’illuminazione della mente focalizzata (cosa rara a trovarsi)
può diventare un accurato interprete dei fenomeni astrali. Il legame che lo connette al regno
vegetale è allora molto stretto e indissolubile e gli farà attraversare la porta che immette sulla
scena delle sue indagini. Ma se lo scopo di una dieta vegetariana non è questo campo di
servizio, gli argomenti in suo favore sono solitamente futili e di scarso rilievo. Dal lato delle
verità eterne, ciò che l’uomo mangia o indossa sono visti in una luce ben diversa da quella
del fanatico convinto.
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Ripeto che tutta la questione del togliere la vita (nel regno vegetale o animale) è assai più
ampia di quanto sappiamo, e dovrebbe essere accostata da un punto di vista diverso (non solo nel grado ma anche nella modalità) da quello dell’uccidere nella famiglia umana.

I tre aspetti
della divinità s’incontrano nell’uomo e nessuno deve interferire nel destino di un figlio
di Dio. Quando si tratta dei due aspetti della divinità, come avviene nei regni subumani,
l’atteggiamento può essere diverso e la verità che emerge è diversa da quella presunta dalle
menti ristrette.”

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“Tutti erano rigorosamente vegetariani, e anch’io da
quando seguivo l’insegnamento teosofico. Le mie bambine non avevano mai assaggiato né
carne, né pollo, né pesce e io soffrivo di quel complesso di superiorità che è sovente una
caratteristica preminente del vegetariano. Sono convinta che c’è una fase nella vita di tutti i
discepoli in cui devono essere vegetariani. Nello stesso modo in una vita uomo e donna
devono conoscere il celibato. È indispensabile per dimostrare di avere il controllo sulla natura
fisica. Una volta imparato quel controllo, non più dominati dagli appetiti carnali, possono
sposarsi o no, mangiare carne o no, come credono sia meglio per loro, secondo il karma o le
circostanze. Superata la prova, la situazione cambia. Le discipline fisiche sono una fase della
preparazione e, quando la lezione è imparata, non sono più necessarie.
L’argomento in favore del vegetarianismo, basato sulla crudeltà di mangiare animali non è
così valido come appare agli emotivi o ai sentimentali. Ci ho pensato molto perché amo gli
animali. Ecco in proposito due considerazioni che mi paiono utili. C’è una legge di sacrificio
che governa tutto il processo evolutivo. Il regno vegetale trae sussistenza da quello minerale,
poichè le sue radici affondano nel regno minerale. Il regno animale, su larga scala, trae
nutrimento dal regno vegetale, e vive tramite esso. Alcuni degli animali più evoluti sono
carnivori e, a causa della legge evolutiva, si divorano tra di loro, ma non perché a ciò li muova
il pensiero umano, come certi fanatici sostengono. Si può dire quindi che il regno umano trae
sussistenza dal regno animale e, siccome l’uomo è il macrocosmo per i tre regni inferiori, si
può supporre che attinga vita da tutti e tre, come accade.
154 In antiche scritture orientali si afferma che il regno umano è il “nutrimento degli Dei” e qui
si completa la grande “catena del sacrificio”. Il secondo argomento si riallaccia alla legge di
causa ed effetto, o del karma, come dicono i Teosofi. Ai tempi primitivi gli uomini erano
vittime degli animali di fronte ai quali erano indifesi. Le belve del passato predavano gli esseri
umani. La Legge di Compensazione vige in tutti i regni, ed è possibile che questa legge sia
uno dei fattori che induce l’uomo a mangiare carne. Sono arrivata a queste conclusioni per mio
conto, poco a poco e con lentezza.”
http://www.bailey.it/alice-bailey/AUTOBIOGRAFIA-INCOMPIUTA.pdf