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CANERO
Partecipante

[quote1273712825=giusparsifal]
Ho aspettato tanto prima di aprire un thread del genere, sia perchè mi ero distaccato (pur continuando a seguirla sempre) dallo show sia perchè abbiamo sempre avuto pochi elementi per esprimere giudizi chem secondo me, avessero senso.
Scrivo poco dopo aver visto la puntata 15 “Across the sea” quindi scriverò con inchiostro “simpatico” :), chi vorrà leggerlo dovrà evidenziarlo, questo per evitare di dare anticipazioni a chi non l'ha vista.
Un ultima cosa, trovo che Altrogiornale sia il luogo più indicato (più dei vari forum dedicati allo show) per commentare questa serie, ne sono convinto e spero che lo pensiate anche voi!

[color=#f1e9c5]Dal mio punto di vista questo episodio rimarrà indimenticabile.
A meno di clamorosi colpi di scena, infatti, per me Lost si è in qualche maniera concluso con questa puntata.
Nel senso che questa puntata, secondo me, ha dato il “senso” a tutta la serie, quel senso che, potrei dire così, mi aspettavo (o forse speravo).
Certo, ora non resta che scegliere tutti i dubbi narrativi della storia in se ma alla fine mi sembra che Lost volesse darci prova inconfutabile che il mondo è esattamente come lo vediamo. E prende in considerazione due aspetti particolari dell'essenza umana, riassumibili nel titolo dell'episodio dell'apertura di seconda stagione “Uomo di scienza, uomo di fede”.
Ora che conosciamo le origini, almeno per quanto riguarda la “nostra” storia, sappiamo che è sempre stato così.
Non so mai se ci spiegheranno anche l'origine della madre adottiva, ma in fondo, per il senso che sto dando alla storia, non importa.
Noi sappiamo alcune cose della madre ed altre le possiamo dedurre: è sicuramente una donna di fede. Come tale non da risposte (“Ogni domanda a cui rispondero' portera' solo a un'altra domanda” dice a Claudia).

La fede non ha la necessità di dare risposte, è la scienza che assolve a questo compito, e questo non rispondere (esaurire) ma a “generare” (sempre nuove domande) è Lost nella sua essenza (oserei dire che è quasi “frattale” il leit motiv della storia, far generare ai protagonisti ed allo spettatore nuove domande, è la storia stessa di Lost che non da risposte ma genera domande). E infatti ci rendiamo conto che le risposte che abbiamo sono “marginali” ma nel cuore dell'isola (della storia) stessa. Anche perchè non sappiamo ancora se è nato prima l'uovo o la gallina, no?

E' sicuramente stanca.
Lo si deduce dal “grazie” che dice al figlio. Forse è lì, sola, da millenni. Forse da millenni fa la guardia all'isola.
Quale migliore occasione le si presenta se non adottare due bambini, da formare a suo piacimento.
Lei, che non può lasciare l'isola (Perchè? E' una donna di fede, tanto le basta) e probabilmente non può neanche morire perchè ha bevuto dal calice (il vino, non ricorda nulla?) trova finalmente il sostituto.

In questo senso devo far notare quella che secondo me è una piccola “chicca”: in “Uomo di scienza, uomo di fede” cosa succede? Scopriamo Desmond che da tempo sull'isola, aspetto un sostituto.

Magari è un colpo di fortuna? Ne trova due, il sostituto e colui che porrà, finalmente, fine alla sua lunga esistenza.
E guarda caso, chi è? L'uomo di scienza, quello speciale, quello che “sa” perchè le cose funzionano (il backgammon) che incontra gli uomini intelligenti (in sostanza incontra semplicemente “l'altro” con cui scambiare informazioni, tipico della scienza).
Jacob, nonostante le ritrosie, è ovviamente l'uomo di fede. In questo senso il parallelismo Giacobbe Esaù trova una risposta, con qualche contraddizione: Jacob è con la madre, l'aiuta nelle faccende non sa mentirle. Esaù sogna altro, fa domande, si chiede “se la fuori c'è qualcos'altro, è un cacciatore (Esaù) di conoscenza.
Ovviamente è tutto metaforico nel parallelismo con la vicenda dell'Antico Testamento, tranne che nella storia biblica il preferito della madre è Jacob, qui sembra il contrario (anche se non ho davvero ben capito perchè Jacob sia convinto di questo).

E ora torniamo al nostro Lost.
In “Uomo di scienza, uomo di fede” questi due aspetti sono rappresentati, rispettivamente, da Jack e Locke.
Non è curioso che ora “Esaù” abbia l'aspetto dell'uomo di fede e che l'uomo di scienza, Jack, sia ora fermamente convinto che deve restare sull'isola, al di là di ogni spiegazione “logica”? Non sono forse i due aspetti riuniti in un uomo solo?
Quella luce dal potere divino (vita morte rinascita, ancora un'allusione) non viene forse chiamato elettromagnetismo dall'uomo di scienza?
In realtà sono “una cosa sola”.
Personalmente credo che questo sia il “senso di Lost” ed in questo senso la serie, per me, è finita.
Jack è il sostituto, anche se l'atto formale, in realtà, l'ha fatto solo Alpert.
Si potrebbero fare mille parallelismi, ora, su quello che sta succedendo nell'altra realtà fra il Dott. Shepard e John Locke (non credo alla storia dei sensi di colpa di John) e sarà bello capire (posto che il mio personale “senso di Lost” sia quello che gli autori volessero dare) come uniranno (semmai lo faranno) le due realtà.
Per questo vale la pena vedere le ultime 3 puntate finali :)[/color]
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…mi trovi pienamente daccordo.

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