Rispondi a: LOST

Home Forum L’AGORA LOST Rispondi a: LOST

#134095
giusparsifal
giusparsifal
Partecipante

Mi preme ritornare sull'argomento, quasi alla vigilia della penultima puntata della serie.
A meno che uno non abbia visto affatto la serie 6, o sia fermo alle primissime puntate, quanto scrivo non contiene spoilers, anticipazioni, ma solo considerazioni personali.

Gli autori ci hanno dato, magari non soddisfacendo tutti i criteri della scienza e non rispettando tutti i canoni della fede, una metafora moderna, cosa ampiamente già citata, con l'unico intento che una storia ha, per poterla considerare “seria”: l'averci fatto riflettere e, possibilmente, progredire.
Con fatto che penso un po' tutti diamo quasi per scontato, come si addice ad una banale storia a lieto fine e che cioè nell'altra-realtà alla fine Locke si farà operare da Jack, si avrà il compimento finale: i due eterni rivali si fondono in uno, diventando un nuovo uomo.
Sbagliamo a credere che una storia debba essere perfetta o non ingannatrice per essere presa sul serio.
Vale per tutte le storie e quasi mai noi tutti abbiamo il rigore necessario per valutarle in tal senso.
E anzi, in quanto soggetti compartecipanti alla realtà, questo rigore non l'abbiamo affatto.
Ma “l'uomo quantistico” è solo ai primi vagiti.
Solo adesso cominciano a diffondersi concetti fino a 20 anni fa racchiusi in elites selezionate.
Affinchè questi concetti siano assorbiti dal sistema, dalla cultura tutta, deve passare ancora qualche decennio.
Almeno così è che è sempre stato finora.
Nulla ci porta a non credere, però, che l'accelerazione dell'informazione, tipica del nostri tempi, non possa accelerare anche questo assorbimento.
Fatto sta che la comunità di Lost rappresenta un bel campione, visto che tra l'altro è un evento mondiale, o quasi, e che quindi rappresenta quanto più possibile meglio i nostri tempi su scala quasi globale.
Erano le reali intenzioni degli autori di Lost?
Non ci appare ormai inutile questa domanda?
Perchè è ancora qui che dibattiamo.
Immaginiamo per un attimo che gli autori avessero previsto per filo e per segno ogni battuta, non avessere lasciato qua è là falle narrative, che avessero costruito, insomma (perchè questo gli chiediamo), un'opera perfetta.
Potremmo considerali semplicemente come dei geni? Solamente?
Se avete qualche conoscenza (delle molteplici possibili) della Kabbalah e della capacità dei cabalisti di indagare sulla Torah, sull'Antico Testamento, allora saprete già a cosa essi assolvono, fra le altre cose.
Un Cabalista (uno studioso della Torah) è l'esempio vivente della dimostrazione che D-o esiste e ciò lo deduce proprio dalla storia che la Torah racconta.
Il cabalista lo fa con un metodo (più metodi) rigoroso, equiparabile al metodo scientifico.
E il Cabalista cerca, analizza, compara e dimostra come il racconto della Torah sia perfetto e completamente dotato di “senso”.
E come personalmente ho sentito dire da uno di essi, un cabalista ebreo israeliano, se ci fosse anche una parola fuori ordine non esiterei a buttarla…
Perchè uno scienziato fa così, non cede a sentimentalismi. Non perchè sia disumano ma perchè nella sua “figura di scienziato” ha un codice che lo identifica come tale.
E tale codice non contempla qualcosa di esterno a tale codice che possa “falsificare” la “realtà”.
Se Lost fosse capace di tale perfezione, ripeto la domanda, potremmo considerali semplicemente come dei geni?
Lost è davvero complesso per poter essere una storia perfetta. Evidentemente esse esistono, ma non di tale portata.
Considerando questo, è strano, alla fine, pensare che un “uomo di scienza” richieda proprio questa perfezione.
Perchè tale perfezione non è umana.
Mi viene da chiedere: tutto ciò fa di uno scienziato il più vero uomo di fede?
Proprio perchè cerca la risposta dove gli altri non la cercano e perchè, forse, inconsciamente sa che una risposta c'è.
Non importa di che tipo: c'è.
Questo fa di lui un uomo di fede, il cercare qualcosa che in realtà nessun altro vede.
Ecco perchè essere un uomo di fede non è un concetto relativo solo alle religioni.
Ed allora che senso ha il solo chiedersi se era tutto previsto o no?
Anzi meglio che non lo sia stato: ci ribadisce l'identità umana dei suoi creatori 🙂
E questa non è una scusa, ma un limite, un limite che tutti ci portiamo appresso.
E per qualcuno sarà una delusione riportarseli a terra.
Mi verrebbe da dire: consolatevi, siamo fortunati.
Non abbiamo bisogno di nuovi dei, abbiamo bisogni di nuovi uomini.