Rispondi a: Santoro SI Santoro NO….

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Nuzzi
Partecipante

Io non quoto un bel niente.
Non condivido per nulla l'analisi dello scrittore di questo articolo.
A mio parere bisognerebbe fare un po' di chiarezza e farsi delle domande.
Primo, la questione dei soldi.
Santoro ha un contratto in Rai, ancora 6 anni di trasmissioni.
Se la Rai vuole scindere il contratto è ovvio che debba pagare, come qualsiasi altra azienda che vuole allontanare un suo dipendente senza giusta causa. Devono mettersi d'accordo, se no Santoro resta li. Quindi non trovo scandaloso il denaro. Poi è facile per noi indignarci di fronte a cifre così grosse ma andate a vedere quanto piglia Vespa per fare un programma che vale (in termini economici=pubblicità=incassi per la Rai) molto meno di Santoro.
A prescindere da Santoro o meno, secondo me la falsità totale di quell'articolo è dettata dalle prime righe.
Si dice che Santoro fa giornalismo di Sinistra, Vespa di Destra.
Ma c'è una differenza enorme fra i due. E' la stessa differnza fra chi fa giornalismo (e espone anche la sua visione dei fatti) e chi fa propaganda.
Santoro è spesso critico nei confronti della sinistra (a cui appartiene come ideologia) perchè capisce e mette in risalto anche le contraddizioni o la pochezza delle affermazioni dei Leader della “non destra”. Vespa è un servo. Vespa non ha opinione se non quella del capo del governo. Questo non è giornalismo, questo è servilismo.
Badate bene, non voglio dire che Santoro sia Dio, ma fare il paragone santoro è di sinistra e vespa di destra (e fermarsi li a differenziarli) non è un'opinione, è semplicemente falso.
Bisogna cominciare a distinguere il vero dal falso, se no si fa il gioco di Berlusconi. C'è una differenza abissale fra giornalismo e propaganda.
Un giornalista può esprimere le sue opinioni ma dovrebbe mantenere uno spirito critico anche quando c'è da ragionare sulla propria parte politica. Uno che fa propaganda si limita a esporre il pensiero (inventato) del suo “padrone” senza spirito di critica, senza dignità.
Non ci sto nel paragone.
Poi trovo completamente folle che passi come una cosa “normale” che la Rai, o anche il governo, cerchi di interrompere una trasmissione. Cerchi di andare contro ai valori costituzionali di liberta di stampa e di espressione. Ma davvero pensate che esporre le proprie idee (anche in maniera vigorosa, dissacrante) sia paragonabile all'impedire che queste cose siano dette?
Cioè così come io devo cercare di dirle, tu devi cercare di zittirmi.
E' la stessa cosa? Le due battaglie hanno lo stesso valore?
No, è la differenza fra democrazia e dittatura.