Rispondi a: un mondo di confusione–dove arriveremo?

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palmimmo
Partecipante

Ciao Nessuno
piacere di averti conosciuto e volevo provare a parlare dell'argomento realta e percezione anche se premetto che sono abbastanza a digiuno, in quanto non ho studi edeguati, ma cerco di ragionare con logica, per quanto mi riesce e cercando di dire meno cavolate possibili!
provo a spiegare cosa penso:
Io credo che un nostro io e una sorte di luce propria che brilla in base al nostro stato ci sia e che possa probabilmente influire anche su le persone che conosciamo e frequentiamo, ci sono persone che sicuramente ispirono più fiducia o più benessere e non escludo che ci siano persone dotate di poteri che si possano verificare anche dal punto di vista fisico, ma ho dei dubbi sul fatto essere ottimisti e vivere in spiritualità possa aggiustare tutto, per esempio ieri ho visto un documentario su report sulla Birmania risalente a qualche tempo fa, sono sicuro che siete a conoscienza della situazione, probabilmente più di me… quello che volevo dire e che le forze armate hanno picchiato e ucciso monaci, che si allenano tutta la vita per essere il più spirituali possibile, ma il risultato del loro ottimismo non è stato farevole, e non credo che si possa dire che il loro esempio sia stato d'esempio per il resto del mondo, quello che voglio dire è che ammettendo che Gesu sia morto in croce, o se preferite altre dei , tanto ce ne sono diversi che hanno donato la propria vita per il mondo, il risultato non cambia, il mondo è fatto di persone Buone e Cattive, e sarà così per sempre, perchè probabilmente bisogna bilanciare le forze, o forse solo perchè siamo umani e quindi terreni e materiali, certo forse alla notra Genesi eravamo più spirituali e man mano si sono perse le redini della nostra anima, ma penso che questo sia un dato di fatto, non possiamo rinnegare il nostro lato materiale, perchè noi siamo materiali.
Quest'anno ho passato 3 settimane in India, pensavo di trovare un paese più spirituale, mentre i Santoni venivano chiamati Ladroni dal mio autista, e nei templi induisti Gianisti si vedevano per lo più turisti e gente per bene Indiana, i poveri erano per strada e avevano poco nulla, ma non mi sembravano così felici, e detto sinceramente il fatto di essere vegetariani non l'ho trovato tanto un fatto religioso quanto un fatto economico, un piatto di riso costava 20 rupie un piatto con del pollo ne costava 300,
se fatte le dovute proporzioni io abitassi in india, col mio stipendio sarei anche io induista e non mangerei carne perche probabilmente sarebbe troppo costoso. ma non penso che ciò mi farebbe diventare più interiore!
Mi devi scusare ma si penso che dentro di noi ci siano grossi poteri, ma non credo che la sola meditazione o ottimismo possano cambiare la mia vita o del mondo!