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brig.zero
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L'essere reale, che costituisce la vera identità di ogni essere illusorio, è l'essere assoluto.

Egli non è quel Dio, giusto, misericordioso, tutto amore, se volete, ma irraggiungibile, perché al massimo ammetterebbe l'uomo a godere della sua visione. Egli è il supremo stato di coscienza nel quale ci conduce l'insopprimibile e l'ininterrompibile sentirsi di esistere che poggia su stati di coscienza sempre più ampi, sentire sempre più onnicomprensivi fino alla caduta dell'ultima limitazione e al raggiungimento della vera identità.

La vera grandezza di Dio o – se volete dirlo in termini mistici – il vero e più grande dono che Dio ci ha fatto, sta nel sentirsi di esistere, perché è quello che dà il senso dell'unità del tutto e conduce l'irreale parte a godere della pienezza del Tutto reale.

Sì, è vero, tu non sei quel Dio, lontano nella sua immensità, che misura la sua onnipotenza con la fragilità dell'uomo, che ci beffa dandoci la mente per nascondersi dietro l'assurdo dogma e quindi confonderci.

Tu non sei quel Dio che fa dei nostri errori colpe meritevoli di eterna pena, che nega la sua grazia a chi non lo riconosce. E come possiamo riconoscerti se è vero che non potremmo mai comprenderti?

Tu non sei quel Dio che ha bisogno di essere pregato, lusingato per poi assecondare taluno ma non si sa chi e perché.

Quel Dio sono abituato a pregare. Ma se mi si toglie un Dio così enigmatico e despota, debbo necessariamente rimanere smarrito? Impedito nel senso mistico?

E quale può essere la mia preghiera, se ancora ha un senso pregare?

Come posso rivolgermi a te, Padre, se tu non sei una persona? Come posso pregarti per chiederti qualcosa, quando già tutto tu mi dai prima che lo chieda?

Come posso pensare di capire qual è il mio bene e quello domandare, quando il mio sguardo non va oltre le mie limitazioni ed il mio giudizio di conseguenza è così parziale? Posso pregare solo di scusare la mia presunzione di sostituirmi a te nel sapere che cosa mi è necessario, senza considerare che solamente il vero bene è la vera mia necessità, non quella che credo tale.

La mia preghiera non può essere che un ringraziamento.

Debbo ringraziarti perché non mi ascolti, perché non fai la mia volontà, ma la tua.

La mia preghiera non può essere un contatto con te perché già io sono nel tuo seno in modo indivisibile, nonostante la mia incoscienza, e mai, per nessuna cosa che io faccia o senta, tu mi ripudi, mai l'esistenza che mi comunichi viene meno.

Padre, se ciò a cui vado incontro lo debbo subire per il mio bene, fa' che trovi la forza per subirlo anche se non ho la consapevolezza della sua necessità, ma se deve accadermi per stimolarmi a lottare e reagire perché non accada fa' che trovi la volontà e la determinazione che mi sono necessarie.

La mia preghiera può essere solo quella di rivolgermi a te, Padre, per trovare, io o altri, la consapevolezza di una simile verità, perché in tale consapevolezza si spegne ogni affanno, ogni paura, ogni smarrimento, ogni solitudine, e si trova ogni serenità, ogni certezza, ogni conforto, ogni pienezza.

Io sono in te, Padre, parte della tua esistenza!

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Buona Vita a Tutti
:VV:


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