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brig.zero
brig.zero
Partecipante

[quote1287333369=prixi]
[quote1287330840=Xeno]
[quote1287323047=brig.zero]
… :medit:
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Ottimo contributo Brig :ok!:

Tuttavia un mio personale appunto è che Tolle si ferma alla conoscenza,al sapere sull'intera questione,mancando del “fare” cosa fare.
Cioè manca diciamo…..un addestramento per superare i trabocchetti che la mente di volta in volta ci presenta.
Fortunatamente per andare oltre ed ovviare a questa lacuna esiste,Gurdjieff, Ouspensky,Burton ecc.. ossia la Quarta via
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Secondo me invece dice cosa fare … uscire dai propri pensieri, ascoltando la nostra parte vitale, cogliere le pause tra le parole, e accettare le cose cosi come sono … ed aggiungo io, non accontentandosi in senso negativo, ma comprendere l'esistenza di quel momento.
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… osservarsi senza giudicare … una schizofrenia autoindota e consapevole …
…Definizione di Georgei:

Con questo termine, le Guide intendono descrivere uno stato interiore in cui l'individuo riesce ad osservare se stesso senza che la sua osservazione influisca sul suo modo di vivere e affrontare le esperienze. E' molto vicino al concetto di meditazione, anche se nel caso dell'osservazione passiva lo scopo non è quello di raggiungere l'illuminazione bensì quello di creare dei passaggi facilitati (perché meno influenzati dall'Io) degli elementi che vengono acquisiti dall'individuo nell'affrontare le esperienze, in maniera che arrivino più direttamente e con meno inquinamenti al corpo della coscienza individuale. Quindi è un'osservazione priva di critica, giudizio o qualsiasi altra connotazione, sia mentale che emotiva o morale. Si tratta, cioè, di una pura e semplice constatazione di quello che ha provocato al vostro interno l'esperienza vissuta.

Messaggi esemplificativi:

L’osservazione passiva è quella che in realtà dovreste fare; l’osservazione attiva non è una vera e propria osservazione ma è uno strumento dell’Io; e l’elaborazione che fate la fate mentalmente; quindi, ancora una volta, risulta un’elaborazione da parte del vostro Io. La vera elaborazione è quella di cui non vi rendete conto e che viene fatta dal corpo della coscienza attraverso la vostra osservazione passiva di quello che accade. Dov’è l’utilità dell’osservazione passiva? L’utilità di questa osservazione passiva consiste nel fatto che l’esperienza che state vivendo arriverà più velocemente nel circolo che arriva al corpo akasico e, quindi, più velocemente al corpo akasico senza avere sovrastrutture eccessive messe dal vostro Io.
D – Il discorso della osservazione passiva è un “optional” o è inserito nell’evoluzione dell’individuo, cioè uno più evolve più ha questa capacità di osservazione passiva?
Io direi che certamente è un optional, nel senso che voi che avete fatto questo tipo di percorso avete questa possibilità che vi viene prospettata (ci rendiamo conto che è difficile da mettere in atto ma vi garantisco che è possibile farlo) per far fluire in modo migliore le vibrazioni dall’esperienza al corpo akasico; però se voi non conosceste questi perché, questo cammino, questi percorsi, comunque sia non avreste la capacità, la possibilità di provare questa osservazione passiva ma evolvereste sempre e comunque; quindi non è indispensabile che ci sia questa osservazione passiva, è utile per ottenere determinati risultati per voi stessi.
D – Chi è che effettua l’osservazione passiva? Nel senso che mi immagino il circolo andata-ritorno e penso che sono tutta io, e penso che se capita così è perché son strutturata così, e va bene anche se non ne ho consapevolezza, ma nel momento in cui immagino me che faccio un’osservazione passiva, non riesco a capire dove porre quel puntino…
Ho capito cosa vuoi dire. Diciamo che, per aiutarti, ti posso dare un suggerimento che non è esatto, però può anche darti un’indicazione di dove situare questo punto di attenzione (chiamiamolo così). Fai conto che, nel momento in cui riesci a mettere in atto l’osservazione passiva, è come se mettessi una telecamera puntata sul tuo comportamento all’interno del piano fisico – quindi sul tuo Io nel suo complesso – e questa telecamera fosse un occhio collegato al corpo della coscienza. Ti va bene?
D – È permesso nell’osservazione chiedersi “perché lo sto facendo?”; perché sembra che l’osservazione sia neutra e io devo solo osservare; però come si fa? Devo chiedermi, anche come dice il “conosci te stesso”, … andare a comprendere le motivazioni perché facciamo delle cose, le famose intenzioni.
Se ti chiedi, non è più osservazione passiva. Qualsiasi cosa tu ti chiedi, te la chiedi con l’Io, non te la chiedi osservando! (Georgei)

Considerazioni:
– Sembra uno stato difficile da precisare e da raggiungere.
– Può diventare un'abitudine da lasciar agire in automatico in sottofondo?
– Ci sono dei modi per facilitare questa condizione?
http://ifior.forumfree.it/?t=51359649 🙂


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