Rispondi a: Berlusconi dopo l'estate prepariamoci a elezioni

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Di CURZIO MALTESE

La sinistra s'illude ancora che i cittadini votino sulla base di ragionamenti e non di emozioni.
Purtroppo non è così, non lo è mai stato né in Italia né altrove.
Le ricerche più serie dicono, in estrema sintesi, che un terzo dell'elettorato “nasce” orientato a sinistra e un terzo a destra.
Questi due zoccoli duri, nei sistemi democratici, non cambiano idea quasi mai, quale che sia l'offerta politica, l'ideologia vincente, i leader.
Il rimanente terzo, decisivo per la vittoria, è composto da persone poco interessate alla politica, che scelgono di volta in volta.
Quasi mai per interesse o convincimento razionale, ma esprimendo col voto anzitutto un sentimento.
Naturalmente, in una vera democrazia esistono dei correttivi all' “anzitutto”.
Buone istituzioni, buone scuole e soprattutto una libera informazione danno un contributo importante nello spostare il campo delle decisioni politiche dall'irazionale al razionale.
Con tv e giornali liberi e indipendenti, o anche solo un po decenti e non servili, sarebbe facile per l'opposizione dimostrare l'inettitudine del premier e dei suoi ministri più popolari.
Berlusconi solo un paio di mesi fa ha invitato i risparmiatori a investire tutto nell'acquisto di azioni Eni ed Enel.
Il malcapitato che avesse preso sul serio il consiglio, oggi avrebbe il suo capitale ridotto di un terzo in poche settimane.
L'anno scorso Tremonti si è presentato all'onore delle cronache con un'idea geniale, la Robin Tax: tassare gli eccessivi utili delle banche.
Oggi è lo stesso che vuole salvarle dal crac con tonnellate di denaro pubblico.
I dati sugli sbarchi clandestini e sulla criminalità dicono che la legge Bossi-Fini è stata la peggiore d'Europa in questi anni.
Ma una libera informazione in Italia non esiste, dunque bisogna rassegnarsi a una lotta politica tutta fondata sul consenso emotivo.
In questo Berlusconi è un maestro, in perenne sintonia con gli umori profondi, e cangianti, del Paese.
Il politico percepito come affidabile non è chi mantiene le promesse, ma chi promette ciò che la gente vuole in quel preciso momento.
D'altra parte, il bravo politico non disdegna la comunicazione emotiva, al contrario sa usarla per un buon fine.
E' un concetto piuttosto semplice, ma da sempre ostico ai lesder della sinistra.
Molto meno a quelli di cultura cattolica, come Prodi in passato e Franceschini ora.
Per ovvie ragioni.
Se gli uomini agissero fidando nella sola ragione, la religione non esisterebbe da un pezzo.

Il Venerdi' di Repubblica.


IL PARADOSSO DELLA NOSTRA ERA: "Abbiamo case più grandi e famiglie più piccole; Piu comodità, ma meno tempo; Piu esperti, ma piu problemi; Piu medicine, ma meno salute;
E’ un tempo in cui ci sono tante cose in vetrina e niente in magazzino.
Parliamo troppo, amiamo troppo poco e odiamo troppo spesso.