Rispondi a: Luttazzi è un copione…smascherato…ridicolo

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#136308

orkid
Partecipante

Non penso che questa “caccia alle streghe” non abbia secondi fini, e l'accusa di copiare non sta tanto in piedi se si estrapolano dal contesto singole battute.

Dal suo blog:

“Puoi farmi un esempio di una battuta altrui che tu hai preso e migliorato? Qual è il confine tra copiare, plagiare e ri-contestualizzare? Puoi farmi un esempio?

Nessuna di quelle che cito è plagio, sia perchè invito a scoprirle (non è plagio se è dichiarato: è un gioco intellettuale), sia perché si tratta di calchi o di riscritture con variazioni e aggiunte, procedimenti legittimi. Ad esempio la battuta anni ’50 sul tipo che va in pellegrinaggio ad Auschwitz per commemorare il parente morto cadendo dalla torretta. Quando Fini andò ad Auschwitz, commentai l’episodio con un calco di quella battuta. Due anni dopo ci andò Buchanan, e Jay Leno usò quella battuta nello stesso modo. E’ l’arte del comico, anche se la massa non lo sa. Oppure prendiamo la battuta di Carlin sulla falena (moth). Lui ne ricavava una risata. Io tre, grazie sia al nuovo contesto (citata da me, serviva da antitesi come esempio di battuta che la tv trasmetterebbe tranquillamente, a differenza della satira politica del resto del monologo) sia al metaplasmo falena : mosca. Infatti, se sai che il suono “k” è particolarmente comico (lo spiega Neil Simon: “Cocomero fa ridere. Pomodoro non fa ridere.”) ti basta sostituire “mosca” a “falena” per potenziare di gran lunga l’effetto. E’ la tecnica a far scattare la risata, non il contenuto. Non a caso, quando un giornalista fa la parafrasi di una battuta, la battuta non fa ridere. Con mosca, la battuta è finalmente perfetta. Altrove, Carlin dice:”Dio è onnipotente, ma vuole i tuoi soldi.” Io dico:”Dio è onnipotente, ma vuole il tuo 8 per mille” in un contesto in cui parlo della Chiesa cattolica. La battuta diventa una bomba. Per dirla con Cesare Brandi, nessuna parola è uguale a se stessa, in due contesti diversi. A proposito di calchi: gran parte del piacere dei fan di Elio e le Storie Tese sta nel riconoscere i brani musicali citati di nascosto: chi non ha cultura musicale resta escluso da questo divertimento. Se però questi, accortosi dei rimandi, scrivesse un blog dal titolo “Elio copia!” verrebbe preso a ragione per fesso. Idem chi pretendesse che Tarantino mettesse didascalie sotto ogni inquadratura rubata ai maestri. L’arte nasce dall’arte.”

e ancora da un post del 2005:

“Da anni, Luttazzi organizza una “caccia al tesoro”: dissemina qua e là indizi e citazioni di comici famosi, e i fan devono scoprirli.

All'inizio questa cosa gli serviva come escamotage per dare dell'ignorante a chi lo attaccava sostenendo che la sua non era satira nè faceva ridere: poi i soloni facevano un esempio e quasi sempre il brano che non li faceva ridere era di un comico famosissimo: Bruce, Carlin, Hicks. ( Famosissimo a tutti, tranne che a loro! )

La cosa col tempo è diventata una strizzatina d'occhio ai fan. Una complicità fra appassionati di comicità, come nel jazz quando Fred Hersch inserisce in una improvvisazione una frase di Monk: chi se ne accorge entra a far parte di un circolo di eletti.

Il premio simbolico è un libro di Luttazzi o un suo cd con autografo commemorativo della vincita.

Altri indizi restano ancora nascosti. Quindi, buona caccia!”

Non facciamoci contagiare dallo pseudo giornalismo (=killeraggio mediatico), che parte sempre dalle stesse fonti (Il Giornale, Libero, etc. e mediaset), e che sta sempre più diventando braccio armato nella guerra propagandistica in cui siamo immersi come in una bolla.