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#137368

Anonimo

[quote1303221429=tavani]
Credo che questo discorso non sia importante al momento attuale, dato che non sappiamo ancora bene chi siamo.
Cioè il fatto di essere stati geneticamente creati da una entità “aliena” o di essere invece “programmati”, non cambia il nostro stato di essere.

Se avremo questa conoscenza, a che servirà?

Inoltre, se esistono delle Leggi dell'Amore, che senso ha riconoscere questa distinzione dentro di noi?

Posso capire che alcuni esseri umani necessitino di sapere la verità. Io credo che dobbiamo capire l'Amore dentro di noi prima, altrimenti diventiamo una questione “chimica” e basta.

Tutte queste supposizioni sel DNA alieno serve davvero saperle?

Serve per far si che io/noi possiamo amare di più?

[/quote1303221429]
Per amare è necessario non aver paura di niente e di nessuno, purtroppo tutti (o quasi) hanno paura di (quasi) tutto, anche di Dio, pertanto hanno poca volontà di progredire, li vedo un pò scoraggiati. Sapere che questo Dio o chi per lui non è “cattivo”, troppo severo oppure esigente nei nostri confronti come invece pare a molti e come ce lo hanno sempre presentato i teologi del sistema (tipo lui eterno, grande e importante – noi mortali, piccoli e insignificanti) aiuta un sincero ricercatore o “il credente” ad avvicinarsi alla spiritualità, giustizia, amore; un ulteriore vantaggio consiste nel riscoprire che il creatore è simile o uguale a Noi anche come struttura della Coscienza dunque non più “irraggiungibile”, che noi non siamo diversi da Lui e che ogni uomo è in grado di divinizzarsi, ri-Conoscersi un Dio ovvero l'Io Sono (Dio) e parte del 'Tutto' (detto DIO o l'insieme degli Esseri degli INFINITI). Quando comprendi che non ci sono uomini malvagi ma solo uomini malati (quindi perfettamente curabili e guaribili), quando comprendi che cosa significa “come in Cielo così in Terra”, o che “i primi saranno gli ultimi e gli ultimi i primi” (i creatori sono stati creati e le creature diventeranno creatori), che Dio biblico -dunque gli Esseri extraterrestri chiamati Elohim nelle scritture originali- non sono “indifferenti” ma Giusti e incommensurabilmente saggi (che ci amano), allora non hai più motivo di considerarti un peccatore incallito e irrecuperabile il quale viene giudicato e regolarmente condannato da un dio-padre-e-padrone contraddittorio, cinico e tiranno, perciò non sei costretto a vivacchiare nel terrore di essere destinato all'inferno etc, perché non esiste un paradiso, un inferno, un Dio e un diavolo chi sa dove, ma esisti TU, la Coscienza superiore, che puoi risvegliare QUI-ED-ORA senza attendere di andare in altre ipotetiche dimensioni oppure l'intervento, la discesa dei salvatori esterni. Allora sai che non sei lontano ma ad un passo dall' autorealizzazione. E' fondamentale sapere, sperimentare, capire che non c'è alcuna differenza tra “noi” Terrestri e “lui” o “loro” (Dio, Dèi o Esseri extraterrestri), che siamo tutti Uno oltre che fratelli, che non puoi amare una parte della Realtà senza amare il resto della Realtà (“Tutto quello che avete fatto a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l'avete fatto a me”… e viceversa). Il maggior ostacolo è l'illusione di separazione tra quanto accade lassù e quanto accade quaggiu, tra il dentro e il fuori, tra il Conscio e il potente inConscio, tra il creatore/ creatori e la creatura, tra una parte e l'insieme, tra yin e yang (gli Archetipi intrecciati). L'apparenza d'impotenza, di divisione (e il conseguente smarrimento) presente in numerose false dottrine religiose, il razzismo nascosto ma deleterio, la discriminazione serpeggiante – questi derivano comunque dal non Sapere.