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Anonimo

http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/27/cominciate-operazione-allargamento-cantiere-presidio-permamente-solo-dieci-attivisti/194028/

Valsusa, militante cade da traliccio: gravissimo. Caselli: “No Tav prendano distanze da violenza” Con 24 ore di anticipo rispetto al previsto, sono iniziate le operazioni di allargamento del cantiere dell'alta velocità Torino-Lione. Il Legal Team: “Emergenza democratica”. Luca Abbà, storico attivista, si arrampica su un palo della luce e cade folgorato da 10 metri di altezzaLa questura gioca d’anticipo. E 24 ore prima del previsto, manda gli agenti a presidiare l’area di “interesse strategico nazionale” del cantiere dell’alta velocità Torino-Lione a Chiomonte (Torino) in vista dei lavori di allargamento e quindi degli inevitabili espropri di terra. Alberto Perino, leader del movimento che si batte contro la realizzazione della Tav, l’aveva detto sabato durante la marcia da Bussoleno a Susa: “Martedì cominceranno gli espropri”. E così è stato. Ma alla baita Clarea, in attesa del fatidico momento, erano presenti solo una decina di militanti. Fra loro Luca Abbà, 37 anni, caduto da un traliccio sul quale era salito e trasportato con l’elicottero al Cto di Torino: “Le sue condizioni – si è saputo dal 118 – sono gravissime per traumi da caduta e ustioni gravi da folgorazione.

SU RADIOBLACKOUT LA DIRETTA CON LUCA ABBA’ MENTRE SI ARRAMPICA SUL TRALICCIO

Ora, sui siti No Tav, rimbalzano le richieste di raggiungere la valle: “E’ in corso lo sgombero della baita, i compagni sono stati identificati, nessuna violenza, sembra verranno semplicemente riportati a Giaglione – scrivono gli attivisti – Intanto stanno chiudendo l’accesso ai sentieri, quindi invitiamo tutti a raggiungere la baita, ma dai sentieri, o a trovarsi a Giaglione, per tentare di raggiungere insieme la baita dai sentieri”. E per chi non può muoversi ora, l’appuntamento – fanno sapere i militanti – è alle 17 a Bussoleno.

Secondo gli avvocati che compongono il ‘Legal team‘ del movimento No Tav, l’occupazione dei terreni costituisce “una vera e propria emergenza democratica“. “Ltf si è presentata nuovamente soltanto con un’ordinanza prefettizia – spiegano i legali – in palese violazione dell’articolo 2 del Testo unico di Pubblica sicurezza, che prescrive quella procedura soltanto in casi di estrema urgenza, che qui non vi sono. Presenteremo immediato ricorso al Tar del Piemonte”. Ed è proprio con ordinanza del Prefetto della Provincia di Torino che è stata nuovamente “interdetta la circolazione di persone e mezzi, nell’area della Val Clarea – comunica la Questura – in alcune strade e vie dei comuni di Giaglione e di Chiomonte. E’ inoltre vietato l’accesso a tutti i sentieri ed alle aree prative e silvestri dei comuni di Chiomonte e Giaglione, che comunque conducano all’area di interesse strategico nazionale”.

In mattinata il procuratore capo di Torino, Gian Carlo Caselli, ospite di ’24 Mattino’ su Radio 24 ha chiesto agli attivisti di 2prendere le distanze dalla violenza”: “Il problema non è Caselli ma la violenza: il movimento No Tav deve prendere le distanze da violenti perché altrimenti fa del male a se stesso. Se ha ragione così si mette dalla parte del torto”. Riguardo alle scritte e alle minacce apparse ai suoi danni negli ultimi tempi Caselli ha sottolineato: “Guai se questo fosse valutato come un attacco circoscritto a me: è un attacco alla giurisdizione, un attacco alla democrazia, è una ricerca di impunità e privilegi. C’è qualcuno che non ci sta a essere uguale agli altri di fronte alla legge. Quando leggo la scritta ‘Caselli come Ramelli’ mi preoccupo, mi indigno perché in un Paese civile non dovrebbe succedere e se succede dovrebbe scatenarsi una reazione dialettica forte, netta, decisa, univoca. Si dovrebbero chiamare le persone che fanno queste scritte ‘delinquenti’, senza invece balbettare distinguo, ‘sì, ma forse, ecco…’ che finiscono per alimentare una tendenza in atto molto pericolosa per la democrazia che potrebbe portare a chissà che cosa”.

Intanto, dopo l’incidente accaduto ad Abbà, il Presidente della Comunità montana Valle Susa e Val Sangone, Sandro Plano, ha chiesto al Prefetto di Torino, Alberto Di Pace, di sospendere le operazioni in corso visto “il clima di tensione che si sta creando in Valle di Susa”. La Confederazione unitaria di base di Torino invece, ha indetto uno sciopero generale provinciale per protestare contro l’esproprio dei terreni e, in una nota, parla di “attacco al presidio No Tav della Clarea” affermando che la caduta di Luca Abbà dal traliccio è stata “provocata dall’inseguimento da parte dei poliziotti”.