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Anonimo

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Sono andato a cena da Hannibal Lecter
Scritto da Alberto Melotto
Lunedì 27 Febbraio 2012 23:13

Nei giorni immediatamente precedenti la manifestazione di sabato, mi ero prodigato a dar sfogo ad uno dei miei difetti più ingenui. Solitamente, esterno le mie opinioni in materia di politica senza darmi troppa pena di prevedere quali potrebbero essere gli effetti sull’interlocutore. Col passare degli anni, ho imparato a scegliere gli interlocutori in modo da non incocciare quantomeno in un rappresentante della maggioranza silenziosa. Esistono? Eccome se esistono. Sono coloro convinti che il Tav “ormai hanno deciso di farlo, e lo faranno comunque”. Sono loro, ad armare il braccio dei controllori di biglietti di viaggio in tenuta anti-sommossa.

Ma andiamo con ordine. Fra conoscenti ed amici, quando dico che mi recherò alla manifestazione no tav, vengo guardato con malcelato timore, come se affermassi che mi recherò a cena da Hannibal Lecter. Uno mi chiede, tra il serio e il faceto, se anch’io tirerò sassi contro la polizia. Gli faccio notare che l’immagine che possiede di noi manifestanti, rimane un tantino stereotipata. Un altro, sempre con ironia, promette che mi porterà in carcere le arance. Insomma, come vedete, i media hanno fatto un ottimo lavoro nel manipolare la realtà agli occhi dell’opinione pubblica. Purtroppo per loro, talvolta la realtà riesce comunque ad emergere, in una giornata illuminata da un sole prepotente, e a gettare nel ridicolo qualunque falsità.
Con il gruppo piemontese di Alternativa formiamo un gruppo assai esiguo la mattina fatidica della marcia – alle corte, due persone due – ma estremamente orgogliosi di far sventolare il vessillo del nostro giovane, ma determinato laboratorio politico.
Saliti sul treno alla stazione di Collegno, arriviamo a Bussoleno in perfetto orario. Una volta scesi, ci liberiamo di qualche strato di indumenti superflui e intanto cerchiamo i nostri compagni di viaggio con i quali avevamo appuntamento. Salutiamo Rossana Becarelli della lista civica Coscienza Comune, vengono a salutarci due compagni romani di Alternativa (anche a questo serve
la bandiera, da punto di riferimento). Facciamo scorrere il corteo, e una volta individuato lo striscione di Rivalta Sostenibile, ci uniamo a loro nella marcia. Vale la pena ricordare che Rivalta Sostenibile, attesa all’appuntamento delle elezioni amministrative di maggio, ha buone possibilità di vittoria, grazie al lavoro capillare e puntuale svolto sul territorio, e all’opposizione in consiglio comunale.

Il corteo si snoda lentamente attraverso la statale che conduce fuori dall’abitato di Bussoleno, e ancora non abbiamo la percezione precisa di quanto sia forte e grande la partecipazione a questo evento. Col passare dei minuti, lascio il mio gruppo per andare a far due chiacchiere con Enzo, un amico del sindacato di base Usb. In aperta campagna, ingaggio una personale sfida con il caldo sfiancante per raggiungere a passo da marciatore il mio amico in mezzo alla folla. Diventa così un modo per misurare la vastità del fiume umano di donne e uomini che si trovano in valle per dire no a questo progetto stolto e truffaldino che è la Tav. Il colpo d’occhio è davvero impressionante, per chilometri e chilometri le persone prendono possesso della valle, se ne riappropriano, formano con essa, con l’ambiente naturale, un tutt’uno che appare assolutamente, confortevolmente normale, davvero pacifico in ogni senso di questo termine.

Questo corteo infinito se la cava benissimo da sé, senza alcuna forma di controllo da parte delle forze dell’ordine, che infatti si fanno notare per la loro totale assenza. La sensazione di festa viene accentuata dal clima estivo che invita a riscoprirsi liberi e sereni. Era in giornate come questa che anche i partigiani dimenticavano i loro doveri e si rubavano la benzina fra le diverse bande per poter andare a trovare le morose, le fidanzate. Giunti a Susa, sono le cinque del pomeriggio, ritrovo Luisa e insieme raggiungiamo la piazza dove si tengono i saluti finali degli organizzatori.

I diversi esponenti dei movimenti e dei partiti si rivolgono all’uditorio, in massima parte per sottolineare l’evidente successo della giornata. Salgono sul palco Cremaschi della Fiom, Ferrero della Fedrazione della Sinistra. Davide Bono del Movimento 5 Stelle si lamenta della cortina di silenzio ostile in Consiglio Regionale, della patente difficoltà nell’ottenere atti e documentazione relativi alla costruzione della Tav. Non tutti se la cavano indenni, Migliore di Sinistra, Ecologia e Libertà viene più folte fischiato, e decide di
completare con maggior sintesi il suo intervento mentre alcuni degli astanti intonano “Giù le mani dalla Val di Susa”.Appare chiaro che la capacità critica non difetta ai manifestanti, e su questa capacità si fonda un movimento comunque insofferente verso chiunque intenda mettere il cappello, o accodarsi tardivamente e maliziosamente per un mero tornaconto elettorale.
Ultima ma non ultima, la nostra militante di Alternativa Luisa Martini chiede ed ottiene di poter indirizzare il saluto di Alternativa e di Giulietto Chiesa ai presenti.

Parrebbe il modo migliore di concludere la giornata, purtroppo c’è da testimoniare di un epilogo avvelenato. Mentre Luisa decide di rimanere ancora con Rossana e altri manifestanti, decido di scendere in solitaria da Susa verso Torino col treno delle 19:09. Il viaggio di per sé risulta essere di una certa lentezza, anche a causa di un amante degli scherzi che tira il freno d’emergenza e fa fermare il convoglio per alcuni minuti. Verso le 20:00, arrivati all’altezza di Avigliana, si cominciano a diffondere le prime voci di incidenti alla stazione torinese di Porta Nuova. Nonostante la frammentarietà di tali voci, sembra di capire che la polizia, abbigliata di tutto punto in tenuta anti-sommossa, abbia preteso di visionare il biglietto dei manifestanti che vogliono salire sul treno per Milano. Ottenuto un rifiuto, pare vi siano state cariche. Nello scompartimento crescono la tensione e lo sconcerto. Finchè la conferma ufficiale si ha di lì a poco. Scendo alla stazione di Collegno, vicino a dove abito, e sento la voce all’altoparlante affermare che “a causa di incidenti alla stazione di Porta Nuova, il convoglio non proseguirà”. L’ultimo flash della giornata, mentre attraverso a piedi nella notte il Parco della Certosa, è il canto dei manifestanti che reagiscono, comunque, a questa situazione irreale di minaccia senza volto. Ancora una volta, uniti.