Rispondi a: Vasco addio!

Home Forum L’AGORÀ Vasco addio! Rispondi a: Vasco addio!

#138221

deg
Partecipante

[color=#3366cc]A proposito di sofferenza e di conoscenza di sé stesso ..[/color]

Oltre la bolla (Niente paura!)

E' necessario soffrire per conoscere sé stesso?
E' necessario gioire per conoscere sé stesso?

Entrambi questi stati sono sicuramente utili alla conoscenza del Sé profondo.
La conoscenza di sé stesso significa per me un ritorno all'Essere essenziale, primordiale, “depurato” da quell'identità costruita più o meno aderente al Sé originale. Conoscere sé stesso è misurare l'eventuale distanza che si è creata tra i due (Il Sé e il « divenuto »), prenderne coscienza, comprendere gli eventuali errori e/o squilibri che ne derivano, quindi accettare il nuovo stato d'essere, amarlo (amarsi), coccolarlo (coccolarsi), rispettarlo (rispettarsi).
Perché non si può amare ciò che non si conosce, o l'immagine fasulla di ciò che si crede di conoscere…
Ed è impossibile pretendere di conoscere, rispettare e amare gli altri se non ritroviamo prima la conoscenza e l'amore di noi stessi.

Certo non è una consapevolezza che si acquisisce una volta per tutte, ogni giorno richiede un impegno…
L'esperienza del dolore è un'occasione unica per scavare e per dare ascolto ai propri sentimenti, così come lo è l'esperienza della gioia.

Per rendere ciò possibile non bisogna fermarsi alle emozioni superficiali che ci assalgono, anche le più intense, che non sono altro che il “ricordo” richiamato di altre emozioni, più vecchie, quelle che ci hanno costretto a forgiare un ego, un'identità.

I sentimenti e le emozioni non sono affatto la stessa cosa …
Le emozioni vengono preformate sin dall'infanzia, codificate; possono diventare quasi caricaturali col passare del tempo e prendere il sopravvento sui veri sentimenti. Noi tendiamo a nutrire questo corredo, tutto sommato limitato, di emozioni, sempre le stesse, mentre in realtà siamo capaci di molto di più!

In un mondo che ci sazia e si nutre di emozioni superficiali, anche a noi estranee ma che ci danno l'illusione di provarle come se fossero nostre ( l'esempio più banale è la televisione ), non c'è più spazio per SENTIRE ciò che abbiamo nel profondo .. Invece siamo provvisti di un mondo di Sentimenti di una ricchezza infinita … i quali si ritrovano incanalati, costretti, in emozioni spesso grossolane. Riscoprendo quel mondo anche le nostre emozioni/esternazioni si arricchiscono e fluiscono attraverso di noi come acqua di fonte invece che come fuoco devastatore…

Quando, nell'esperienza del dolore per esempio, capiamo che le emozioni sono una specie di “mostro” a sé, e che non sono più rappresentative dei veri sentimenti che proviamo ma soltanto una specie di parodia degli stessi, prendiamo allora coscienza di quella gabbia, quella bolla di sicurezza che abbiamo creato intorno a noi e i cui limiti gli altri ci rimandano immancabilmente.
Quell'immagine che gli altri ci fanno vedere di noi stessi, quel modello stabile, ci conforta, soprattutto se si ripete invariato nel tempo ….
Articolo completo: http://crepanelmuro.blogspot.com/2011/07/oltre-la-bolla-niente-paura.html