Rispondi a: il paradiso globale

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#138689
InneresAuge
InneresAuge
Partecipante

Il problema della globalizzazione è fortemente influenzato (almeno principalmente) dal fatto che ci sono grossi squilibri economici e monetari tra i vari paesi, rendendo la “concorrenza” tra lavoratori un gioco al massacro. La risposta autarchica non credo sia la soluzione totale possibile, ma credo sia indispensabile per un maggiore sostenibilità ambientale dell'uomo, magari se applicata agli alimenti e prodotti già disponibili sul territorio.
Ritornando agli squilibri economici, è evidente che i grandi affaristi e imprenditori li conoscono bene e ne hanno approfittato… ma la soluzione sarebbe “ognuno per se', dio per tutti?” oppure una riorganizzazione “benigna” mondiale del mercato del lavoro, in senso di armonizzazione dei diritti e del costo del lavoro verso una più ampia distribuzione del reddito?
Al centro deve tornare l'uomo e la sua vita sociale, non il denaro o la “nazione” che ha la supponenza di apparire come “valore”.
Continuando invece per la strada degli egoismi (non a caso stanno risalendo la china gli estremisti nazionalisti), non facciamo che una guerra a noi stessi umani, una guerra tra “poveri”. Tribù > Città > Regione > Stato > Continente > Pianeta, sono solo schemi mentali nostri che usiamo per dividerci e dividerci il territorio, per avere più degli altri. E' ancora questo quello che vogliamo?


Come può la vista sopportare, l'uccisione di esseri che vengono sgozzati e fatti a pezzi... non ripugna il gusto berne gli umori e il sangue, le carni agli spiedi crude... e c’era come un suono di vacche, non è mostruoso desiderare di cibarsi, di un essere che ancora emette suoni... Sopravvivono i riti di sarcofagia e cannibalismo.
- Franco Battiato