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Anonimo

http://www.beppegrillo.it/listeciviche/liste/palermo/2012/01/forcofuturo.html

FORCOFUTURO

DI RICCARDO NUTI (CANDIDATO SINDACO – PORTAVOCE)

Palermo –
“C'è un caos!” dice la cliente del supermercato, “Un deserto!” risponde la cassiera ed entrambe concordano pur usando termini opposti.
“Portatevi i sacchetti da casa perché iniziano a scarseggiare” consiglia la cassiera che, fino a pochi giorni fa diceva: “Ma guardi che la busta non gliela faccio pagare eh!”
“Sei andata con il bus?” continua la cassiera e la cliente delusa risponde: “Si, guarda l' unica cosa buona è che sono arrivata subito perché non c'è nessuno in giro!” (ma se l' obiettivo è muoversi, impiegare poco tempo non dovrebbe essere la cosa più importante?).
Persone che scoprono il bus, che si informano su quale sia il numero da prendere e quanto costa il biglietto.
Persone vestite eleganti che sulla propria bici in salita arrancano non essendone affatto abituate. Persone che scoprono l' esistenza dei piedi per andare al panificio senza dover entrare con la macchina dentro il forno.
Un insieme di scene inimmaginabili se paragonate a quello che accadeva fino a pochi giorni fa nella normalità. Ma perché andare a piedi, pedalare, muoversi in bus, usare e riusare la sporta per fare la spesa sono cose poi tanto assurde? Sì, se si è schiavi dell'automobile e del suo carburante. Ma com'è possibile che una civiltà che inneggia alla libertà diventi schiava delle “comodità” in pochissimi giorni? Si scopre così che anni a votare il PDL (Popolo della Libertà) o MPA (il Movimento per le Autonomie) o qualunque altro partito, non sia servito né ad avere più libertà né a renderci autonomi; nonostante proclami e belle parole oggi ci ritroviamo a pagare le conseguenze di un sistema di mobilità in cui si abusa dell'automobile, anziché ridurne l' uso al trasporto di pacchi voluminosi o di un gran numero di persone o per raggiungere particolari zone isolate.
E di questo ne siamo responsabili, perché “avete votato la sicurezza, la disciplina, convinti di allontanare la paura di cambiare” come cantava De Andrè nella Canzone del Maggio, una sicurezza priva di idee lungimiranti e di buonsenso che ha portato le città ad inventarsi misure straordinarie per ridurre l' inquinamento, visto che crea danni alla salute, ad impiegare sette ore di treno per andare da Palermo a Siracusa. Tutto questo accettato in nome della libertà personale e della comodità.
Le vicende descritte, sono state alcune delle conseguenze delle manifestazioni di questi ultimi giorni, alle quali hanno partecipato vari soggetti e realtà: Forconi, autotrasportatori, mafia, Confindustria, Forza Nuova, antifascisti, studenti, tuttologi (questi ultimi non mancano mai). A dir la verità, il tipo di lettura che si dà a questo genere di vicende sembra sempre lo stesso: ricordo infatti quando qualche anno fa, durante le elezioni regionali, la lista “Amici di Beppe Grillo” con Sonia Alfano presidente veniva attaccata da più parti con l' accusa di essere “vicina” lei, e noi di conseguenza, a Forza Nuova. Una balla colossale, ci sono voluti mesi prima che questa accusa si rivelasse come un mero pretesto.
Ad anni di distanza la cosa, pur in forme diverse, si ripete e con maggiore confusione: risulta troppo superficiale etichettare chi protesta come fascisti, mafiosi o parassiti. Di sicuro si può affermare che: la mafia (se questa è stata presente nella protesta) trova nell'ignoranza il suo terreno fertile, che le persone oneste ci sono in qualsiasi gruppo sociale e che purtroppo si può anche essere onesti ed ignoranti oppure onesti e disorganizzati e ancora si può essere persone oneste e colte allo stesso tempo. Altra affermazione che mi sento di fare è che tutte queste persone, indistintamente ma con percentuali diverse, sono stati gli elettori di questa classe politica, credendo magari nella distinzione fra buoni e cattivi, facendosi abbindolare da affermazioni del tipo: “Io lo conosco è una brava persona, è un mio amico, è mio cugino” oppure semplicemente facendosi gabbare dall'immagine senza soffermarsi sui contenuti. Le persone oneste ma ignoranti e disorganizzate dovrebbero dialogare con chi è onesto ed informato che magari può offrire loro idee nuove capaci di sopperire a quelle vecchie forme di dissenso che, come tutte le altre finora, hanno creato più disagi ai loro simili che ai destinatari della protesta. Se questo non avverrà, la gente ignorante come quella onesta disorganizzata, verrà sempre sfruttata da questa politica e dalla gente disonesta.
La Sicilia ha avuto un' altra possibilità e non l' ha saputa sfruttare al meglio ovvero prima di ogni critica, tentare di distinguere e non confondere. Se non si abbandonerà l' idea di questa politica e non ci si guarderà negli occhi per ri-pensare il futuro e il modo di vivere, cambiando le nostre abitudini, quella di questi giorni rappresenterà una finestra verso il futuro che ci aspetta: un futuro di guerra fra poveri.

Riccardo Nuti
Candidato Sindaco-Portavoce Lista “Movimento cinque Stelle”, Palermo