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Richard
Richard
Amministratore del forum

di http://it.wikipedia.org/wiki/Ervin_L%C3%A1szl%C3%B3

Il punto é: in quasi tutti gli aspetti dell’attività sociale ed economica, e nella politica come anche nella sfera privata, la corrente sociale principale ignora l’avvertimento di Einstein. Tenta di risolvere i problemi generati dalla mentalità della civiltà industriale con la stessa razionalità materialistica, manipolativa, e autocentrata (autoreferente) che caratterizza quella mentalità. Questo produce rendimenti decrescenti.

Per sapere ciò che succede quando un sistema complesso raggiunge il livello di instabilità che spinge alla trasformazione fondamentale, dobbiamo andare oltre estrapolando le tendenze attuali — abbiamo bisogno di sapere qualcosa delle dinamiche di sviluppo del sistema in cui le tendenze appaiono (e possono scomparire). Tale conoscenza è fornita dalla teoria dei sistemi moderna, soprattutto il ramo popolarmente conosciuto come “la teoria del caos.”

Non possiamo più ignorare che le tendenze attuali stanno evolvendo verso soglie critiche — verso alcuni dei famosi (o infami) “limiti planetari” che negli anni ‘70 e ‘80 erano considerati i limiti alla crescita. Se sono o meno dei limiti alla crescita è interamente discutibile, ma sono chiaramente limiti al tipo di crescita che avviene oggi. Mentre ci muoviamo verso questi limiti, ci avviciniamo a un punto di caos. A questo punto alcune tendenze deviano o scompaiono, e nuove realtà appaiono al loro posto. Questo non è insolito: la teoria del caos mostra che l’evoluzione di sistemi complessi coinvolge sempre periodi di stabilità e instabilità, di continuità e di discontinuità, di ordine e caos, che si alternano.
Quando si tratta di una fine, e raggiungiamo il punto di caos, il “punto” stabile e gli attrattori “periodici” dei nostri sistemi saranno uniti dagli attrattori “caotico” o “strano”. Questi appariranno improvvisamente, come dicono i teorici della teoria del caos, “fuori del blue.” Guideranno i nostri sistemi al punto di rovesciamento dove questo sceglierà una o l’altra delle vie di sviluppo che sono disponibili per esso.

Il Punto Caos è probabile che sarà raggiunto per la fine del 2012 — o poco dopo.
I processi che hanno avuto inizio all’alba del secolo diciannovesimo e che si sono andati accelerando dagli anni ’60, si stanno evolvendo verso il punto di non ritorno — il punto caos.

Pericolo a causa del fatto che i nostri sistemi economici, sociali, ed ecologici sono instabili a tal punto gestita non accelerano una consapevolezza del bisogno del cambiamento fondamentale — esse creano un falso senso di sicurezza ed incoraggiano la soddisfazione/compiacimento. Paradossalmente, una strategia retrograda è più utile in questa considerazione: essa accelera le tendenze che rendono la crisi più visibile. Essa fortuitamente ma efficacemente motiva la gente ad insistere sul cambiamento fondamentale; essa catapulta degli strati più che mai ampi di societá nell’azione.
Che ci piaccia o no, stiamo vivendo in un clima di linee di condotta regressive.
In ultima analisi questa non è una cosa cattiva; possiamo farne un uso costruttivo. Piuttosto che cadere nel pessimismo, o far pressioni per linee di condotta che hanno un valore semplicemente temporaneo di rimedio, dovremmo lavorare per alzare il livello di consapevolezza che i nostri sistemi sono criticamenti instabili e nel bisogno urgente di trasformazione fondamentale. Dovremmo favorire un’evoluzione tempestiva nella mentalità di una massa critica nella societá .

Ecco uno scenario di come potrebbe svolgersi — se abbiamo la volontà e la visione di entrare in merito ad esso.
• Affrontando i problemi crescenti e le minacce condivise, i gruppi interessati di cittadini nella societá civile lavorano insieme, formano associazioni e network, e perseguono gli obbiettivi condivisi di pace e di sostenibilità. .
• I dirigenti nel Business riconoscono il maremoto di cambiamento nel pensare e nelle aspettative dei loro clienti e utilizzatori e rispondono con le merci ed i servizi che incontrano il cambiamento nella richiesta.
• I mezzi di comunicazione di notizie e divertimento Globali esplorano nuove prospettive e innovazioni sociali e culturali emergenti. Una visione nuova di se, degli altri, e della natura appare su Internet, alla televisione, e nei network di comunicazione di imprese, comunità, e gruppi etnici.
• Di conseguenza una nuova cultura di responsabilità e di solidarietà emerge nella societá.
Cresce lí il sostegno per le linee di condotta pubbliche, che riguarda l’evidente interesse sociale ed ecologico.
Gli stanziamenti e capitale sono incanalati dalle applicazioni militari e di difesa verso i bisogni delle persone che costituiscono la grande massa della societá.
Le misure per proteggere l’ambiente sono implementate, si crea un sistema efficace di distribuzione di cibo e risorse, e viene sviluppato e messo in atto un piano per rendere sostenibile l’energia, il trasporto, e le tecnologie agricole.
• Sempre più persone ottengono l’accesso al cibo, al lavoro, e all’educazione. Sempre più entrano su Internet come partner attivi di dialogo. La loro comunicazione rinforza la solidarietà e scopre le aree di win-win dove gli interessi reciproci possono essere promossi unitamente.

• I Decision makers (coloro che prendono le decisioni) nella sfera dell’ economia nazionale ed internazionale mutano i loro principi di operare dal vivere sul “capitale naturale” a vivere sul “reddito naturale” (il capitale Naturale consiste nelle ricchezze accumulate della terra, usata e abbandonata, come nel bruciare i carburanti fossili. Quando tale capitale è esaurito, i sistemi economici basati su di esso vanno in bancarotta — sono insostenibili. Il reddito naturale, invece, consiste nelle risorse quasi infinitamente disponibili della natura — la radiazione solare soprattutto — e di risorse efficientemente ed efficacemente ripristinabili e riciclabili.
I sistemi economici che vivono del reddito naturale sono intrinsecamente sostenibili).
• Un cambiamento corrispondente si ottiene riguardo alla maniera in cui le risorse naturali sono impiegate.
L’obbiettivo emergente non è ottimizzare la produttività-lavoro (che è stato lo scopo principale e la preoccupazione del business per la maggior parte del ventesimo secolo), ma aumentare il livello della produttività-risorsa. Questo significa disegnare processi di produzione e creare beni di consumo usando il minor quantitativo di risorse non rinnovabili ed elevare al massimo la scelta di risorse indefinitamente disponibili o riciclabili. Sostenuto da questi sviluppi, la sfiducia nazionale, internazionale ed interculturale, il conflitto etnico, l’oppressione razziale, l’iniquità economica, e la diseguaglianza tra i sessi danno la precedenza alla fiducia ed al rispetto reciproco, ed una speditezza nel formare le partnership e cooperare. Piuttosto che dividersi in conflitti e guerre, l’umanità si apre un varco verso un mondo sostenibile fiducioso di stesso ma con la cooperazione di comunità, imprese, stati, e regioni. Persisteremo su una via che porta al collasso fino a che il tetto non ci cadrà addosso? O cambieremo in tempo verso un sentiero che conduce a un mondo sostenibile e pacifico? La risposta non c’è ancora; abbiamo una finestra nel tempo. Il nostro destino è adesso nelle nostre mani.

Basato su Ervin Laszlo, The Chaos Window: The World at the Crossroads. Hampton Roads, Charlottesville, VA, June 2006.
Copyright per i testi riportati in traduzione italiana: Alba Magica edizioni
http://www.solonewage.it/erwin-laszlo-il-punto-del-caos.htm