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Anonimo

http://www.lettera43.it/politica/m5s-i-funzionari-del-parlamento-si-preparano-all-arrivo-dei-grillini_4367585808.htm

M5s: i funzionari del parlamento si preparano all'arrivo dei grillini
L'attesa e l'ironia di baristi e addetti di Camera e Senato per i neo-eletti. Lettera43.it nel quadrilatero romano della Casta.
di Paola Alagia

(© Ansa) Beppe Grillo, leader del Movimento 5 stelle.

Non sono giorni frenetici, questi, alla Camera e al Senato. Ma di attesa sì. E perché no, di curiosità. Basta aggirarsi nei corridoi di Montecitorio per accorgersene. E il motivo non è difficile da intuire: l’esercito dei grillini sta per invadere il parlamento.
L'INVASIONE GRILLINA. Quel «siete circondati», urlato a più riprese da Beppe Grillo a metà tra auspicio e avvertimento, infatti, dopo il boom elettorale del Movimento 5 stelle, è diventato realtà. Pochi giorni ancora e poi le truppe grilline varcheranno la soglia dei Palazzi romani.
«DAREMO IL BENVENUTO AI NEO-ELETTI». Il personale della Camera non si scompone più di tanto. «Siamo abituati e preparati a dare il benvenuto ai nuovi eletti», dice a Lettera43.it un assistente parlamentare che vuole restare anonimo. «È il nostro compito e lo abbiamo sempre assolto con professionalità».
Questa volta, però, i novellini, inesperti di vita parlamentare non sono qualche decina, ma superano il centinaio (e tra loro i grillini sono 163).
IL NUMERO «VERDE» DEL SENATO. Sarà per questo, forse, che Palazzo Madama ha deciso di correre ai ripari e istituire un numero dedicato alle new entry.
Da lunedì 25 febbraio, non a caso, la nuova linea è attiva. All’altro capo del telefono, però, sono restii a dare informazioni ai giornalisti e sono ben istruiti a dirottare la chiamata all’ufficio stampa. «È una linea telefonica che dà informazioni generiche sull’attività del Senato», risponde un’addetta al servizio. «Non siamo autorizzati a dare informazioni. E, poi, la linea deve rimanere libera per rispondere a chi si rivolge a noi».
UNA DECINA DI CHIAMATE AL GIORNO. Insomma, si potrebbe ipotizzare che in questa fase il numero scotti e che, quindi, i grillini stiano cominciando a familiarizzare con i Palazzi. «Non è così», è la replica dell’ufficio stampa del Senato, «il flusso di chiamate è regolare. Siamo nel’ordine di una decina al giorno».
Attesa e ironia tra i corridoi di Montecitorio

La buvette della Camera.

Alla Camera, al momento, non pare ci sia un servizio analogo. Almeno gli addetti al personale e gli assistenti parlamentari, incrociati nei corridoi, non ne sanno nulla. Ma di novità, legate all’arrivo dei neo eletti a 5 stelle già ce ne sono pure da queste parti.
VIA LE TARGHE DELLA «CASTA». Le targhette in ottone con l’indicazione «Riservato agli onorevoli», rimosse in tutta fretta dagli ascensori di Montecitorio, ne sono la prova. «Questa decisione della pubblica amministrazione», si sfoga con Lettera43.it un addetto della Camera, «fa un po’ pena. È chiaro che l’arrivo dei parlamentari del M5s qualche timore l’ha innescato. Capisco voler dare un segnale anti-Casta, però, rimuovere delle targhe antiche che risalgono all’architetto Basile mi sembra davvero troppo».
NESSUNA CORSIA PREFERENZIALE ALLE POSTE. «Se è per questo da oggi in poi», rincara la dose un altro assistente parlamentare passando davanti all’ufficio postale di Montecitorio, «qui alle poste non ci sarà più neppure la corsia preferenziale dedicata agli onorevoli».
A Montecitorio, superata la sala lettura e la banca interna, c’è l’agenzia di viaggi. «Qui, in teoria», è la riflessione di un altro addetto, «di grillini se ne dovrebbero vedere pochi se è vero che il M5s vuole distinguersi da tutti gli altri».
SCOMMESSE IN BUVETTE. «In realtà, non dovremmo vederli neanche da queste parti», dicono scettici alla buvette, «almeno stando alle loro intenzioni della vigilia». Su tale proposito, però, al bar della Camera non ci scommette quasi nessuno. «Che faranno?», sottolinea con un pizzico di ironia un cameriere, «non prenderanno neppure un caffè o una bottiglietta d’acqua?».
«BICCHIERI DI CARTA E FONTANELLA». Un’alternativa, in realtà, ci sarebbe ed è lo stesso cameriere a suggerirla: «A meno che non si attrezzino di bicchieri di carta e si servano da soli alla fontanella…», sorride.
In effetti, dallo zampillo d’ottone poco prima della buvette sgorga acqua fresca. Scorre senza sosta, anche ora che non ci sono lavori d’Aula e di parlamentari se ne vedono ben pochi. Si fanno vedere soltanto un trafelato Maurizio Lupi e una rasserenata Paola Binetti (a ragione, essendo tra i pochi centristi che hanno superato indenni le forche caudine del voto).
I funzionari: «I grillini non ci spaventano. Ci siamo abituati ai leghisti…»

(© imagoeconomica) Una seduta del Senato a Palazzo Madama.

Dalle impronte digitali alle foto per annuario e sito, il personale del parlamento nei prossimi giorni ne avrà di lavoro da fare. «Tutto nella norma», assicura serafico un assistente parlamentare, «così come sarà normale per noi dare indicazioni e aiuto ai nuovi eletti».
LO SBARCO DEL CARROCCIO. Che le new entry a 5 stelle siano del tutto digiune di regolamenti e vita parlamentare, poi, non spaventa più di tanto gli addetti. «Sarà un po’ come è accaduto con l’arrivo dei leghisti», sottolinea un funzionario che lavora a Montecitorio dal 1985. «Ci siamo abituati ai montanari. Cosa vorrà che siano un centinaio di grillini? Speriamo solo che, a differenza dei leghisti, almeno quelli del M5s non scambino le addette al guardaroba per ‘escort istituzionali’…».
IL RISPETTO DELL'ETICHETTA. Una cosa è certa: «Qui dentro ci sono delle regole da rispettare. Non è una piazza in cui si può urlare e dire ciò che si vuole». «Non solo», è pronto a scommettere un navigato assistente parlamentare, «ma sono sicuro che i primi tempi i grillini si muoveranno a gruppi e mai in solitudine. Proprio come facevano i parlamentari della Lega».
Rispetto alle camice verdi, almeno, i neo eletti M5s conoscono bene la Rete, sanno muoversi e informarsi. «Sì, ma non è sufficiente per affrontare la vita d’aula e delle commissioni. Noi potremo dar loro delle indicazioni, ma spero», evidenzia un altro funzionario, «che provvedano da sé a prepararsi bene».
IL NONNISMO PARLAMENTARE. Insomma, tra interrogazioni, ordinanze, voti di fiducia dovranno studiare e anche velocemente. «L’idea dei capigruppo a rotazione», ridacchia un addetto del Senato, «per esempio, mi sembra davvero stravagante. Insomma, l’eletto di turno non farà in tempo a capire come muoversi per la calendarizzazione degli atti che subito, dopo tre mesi, dovrà cedere il posto a un suo collega che, a sua volta partirà da zero. Scommetto che assisteremo a forme di nonnismo parlamentare».
«Passi per i capigruppo», riflettono invece alla Camera, «ma spero per loro che almeno il responsabile che gestirà il regolamento sia una figura stabile e preparata. Altrimenti, di tranelli d’Aula i grillini sono destinati a subirne parecchi».
Il ristoratore: «Già me li immagino arrivare su biciclette elettriche»

Montecitorio, sede della Camera dei deputati.

Davanti all’ingresso principale di Montecitorio anche uno dei carabinieri di piantone non nasconde una certa curiosità per l’arrivo dei grillini. «Passeranno di qui tra pochi giorni. Piano piano li identificheremo. E di certo non dal look perché almeno su quello non potranno rivoluzionare le regole del Palazzo».
GRILLO SEMPLICE VISITATORE. Una cosa è sicura: Beppe Grillo, non essendo tra gli eletti, non avrà accesso dall’ingresso di rappresentanza. «Potrà accedere col pass da visitatore», spiega un assistente parlamentare, «e poi sarà affidato a uno di noi». Stessa cosa per i lavori in Aula: il comico genovese potrà seguirli dalla tribuna, «ma non potrà intervenire, né applaudire e né tanto meno urlare», avverte l’addetto.
L'IDEA DI UNA SEDE DISTACCATA. In qualche modo, comunque, il blogger ligure dovrà stare vicino ai suoi. Sarà per questo che al Senato si inseguono diverse voci. «Ho sentito», dice un addetto di Palazzo Madama, «che i grillini pur di non mescolarsi con gli altri senatori starebbero pensando di trovare uno stabile qui vicino. E, in effetti, in questo modo Grillo non avrebbe problemi per riunioni e incontri».
L’ideale, allora, sarebbe individuare una location a metà strada tra Camera e Senato. La sede che è stata della Fondazione Fare Futuro in via del Seminario, per esempio, potrebbe fare al caso loro. Magari ci faranno un pensierino. Risorse permettendo. «Proprio per una questione economica», sottolinea un altro impiegato, «questa ipotesi mi sembra remota. Comunque tra un po’ lo scopriremo».
L'ATTESA NEI BAR E I RISTORANTI VIP. Così come si capirà presto in che modo i grillini si muoveranno nei dintorni dei Palazzi, tra bar, ristoranti e vinerie, laddove la crapula della casta ha vissuto i suoi fasti più fulgidi.
«Magari rinunceranno alla spremuta che da noi costa cinque euro», dicono al Cafè et Caffè di via della Dogana vecchia, posto molto frequentato dai senatori, «e si limiteranno ad acqua e tramezzino al banco, per una spesa di soli tre euro».
IL GIRO DEI PARLAMENTARI. Certo, se è vero che gli M5s non vorranno avere nulla a che fare con i loro colleghi potrebbero boicottare del tutto i locali del giro dei parlamentari. «Nessun problema», ribatte subito il titolare dell’enoteca Casa Bleve, altra meta preferita dagli onorevoli per la pausa pranzo grazie al buffet giornaliero (tra i 20 e i 25 euro). «Guardi quanto è grande questa sala. Se vorranno stare più isolati, c’è spazio a sufficienza per mantenere le distanze…».
«SARANNO MENO SPOCCHIOSI…». Pronto ad accoglierli anche il proprietario della trattoria Sant’Eustachio con le sue specialità umbre. «I grillini? Almeno saranno meno spocchiosi degli altri parlamentari. Se non vorranno venire qui, l’importante è che facciano pulizia. Già me li immagino in sella a bici elettriche, senza più auto blu».
L'EDICOLANTE: «BASTA AUTO BLU». La stessa aspettativa ce l’ha l’edicolante dello storico chiosco di piazza Sant’Eustachio: «Sarà difficile vederli con l’autista. Certo dovremo imparare a riconoscerli. Con la Lega», azzarda un paragone, «fu più facile visto il loro stile. Come dimenticare i lùmbard con gli zoccoli. O le cravatte in cuoio, prima che si convertissero al verde…».
A quanto pare dentro e fuori dai Palazzi, di esami da superare le truppe a 5 stelle ne hanno parecchi.
Inclusa la prova Annarella. Difficile, infatti, che possano sfuggire al suo giudizio impietoso e irriverente: la storica fustigatrice della Casta è già lì, davanti alle stanze dei bottoni, pronta a bacchettarli.
Venerdì, 01 Marzo 2013