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Anonimo

http://www.repubblica.it/politica/2013/03/02/news/grillo_a_focus_ok_governo_pd_pdl_per_legge_elettorale_e_tagli-53700529/?ref=HREA-1

Grillo: “Ok a governo Pd-Pdl,
per legge elettorale e tagli”
Il leader 5 stelle in un'intervista al settimanale tedesco Focus: “disposti a sostenerlo se si impegnasse a realizzare queste prime misure”. Ma, aggiunge, “non lo faranno mai, stanno bluffando per guadagnare tempo”. “Trattare con l'Europa per rinegoziare debito pubblico”. Dal Pdl avvertimento a Bersani: “Se fallisce coi 5 stelle, non sarà più nostro interlocutore”

ROMA – Il MoVimento 5 Stelle è disposto a sostenere un governo formato da Pd e Pdl se come prima misura approvasse una riforma elettorale e si impegnasse a tagliare i costi della politica: lo dice Beppe Grillo in un'intervista a Focus.

“Se Bersani e Berlusconi proponessero l'immediata modifica della legge elettorale, la cancellazione dei rimborsi elettorali e la durata massima di due legislature per ogni parlamentare, sosterremmo ovviamente subito un governo del genere”, ha dichiarato al settimanale tedesco. Grillo, però, è scettico: “non lo faranno mai, stanno solo bluffando per guadagnare tempo”.

Ieri aveva attaccato duramente Pierluigi Bersani ed il Pd parlando di proposte di coalizione da parte del partito democratico che somigliano ad un “mercato delle vacche”. Oggi rilancia l'ipotesi di un governissimo, contro cui si è scagliata la base del Pd, dettando le sue condizioni per un eventuale sostegno.

Nell'intervista il leader del M5S dice che il sistema economico italiano è ormai al collasso e i fondi dello Stato basteranno per coprire le spese al massimo per i prossimi sei mesi: “Ai vecchi partiti do ancora sei mesi e poi è finita”, spiega,
sottolineando che “a quel punto non riusciranno più a pagare né le pensioni, né gli stipendi pubblici”. Per Grillo l'Italia deve trattare con l'Europa una rinegoziazione del suo debito pubblico: “Siamo schiacciati non dall'euro, ma dai nostri debiti, con 100 miliardi di euro all'anno di interessi siamo morti, non ci sono alternative (alla rinegoziazione, ndr)”.

Il leader 5 Stelle ha paragonato la situazione dello Stato a quella di una società per azioni: “Se ho acquistato azioni di un'azienda e questa fa bancarotta”, ha spiegato, “allora ho avuto sfortuna. Ho rischiato e ho perduto”. A suo avviso, se le condizioni non dovessero cambiare, l'Italia dovrebbe uscire dall'euro e tornare alla lira. Grillo si rallegra poi del fatto di non avere preso ancora più voti di quelli che ha raccolto: “Saremmo stati forse un po' preoccupati se avessimo ottenuto subito la maggioranza. Questa è stata solo la prova generale”.

Pdl a Bersani: Se fallisce coi 5 stelle, non potrà essere nostro interlocutore. Intanto dal Pdl arriva un avvertimento chiaro a Pierluigi Bersani. “Se non riesce, come ritengo molto probabile, il tentativo di Bersani di costituire un rapporto parlamentare privilegiato con il movimento di Grillo, il nostro interlocutore nell'ipotesi della formazione di un governo di transizione sostenuto dalle uniche forze politiche disponibili non potrà più essere Bersani, ma un'altra figura indicata dal Presidente della Repubblica”, dice in una nota l'esponente del Pdl Sandro Bondi.
(02 marzo 2013)