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Anonimo

http://www.lettera43.it/economia/macro/il-programma-economico-di-grillo-dall-abolizione-dei-sindacati-alla-patrimoniale_4367586636.htm

Il programma economico di Grillo: dall'abolizione dei sindacati alla patrimoniale
Dal no ai sindacati alla patrimoniale. Le idee M5s di Gallegati. Ma decide il web. Il leader propone di cedere due reti Rai.
di Davide Illarietti

Chi sono i super-tecnici di Grillo, i misteriosi artefici della linea economica targata 5 stelle, la cosiddetta «Grilloeconomics»? Una delle menti è Mauro Gallegati, economista post-keynesiano, che nel curriculum vanta studi a Stanford e al Mit di Boston, dove ha insegnato per anni (lui che ne ha solo 55, e da 10 è costretto a una sedia a rotelle per atassia).
LA COLLABORAZIONE CON STIGLITZ. Docente di macroeconomia all'Università delle Marche, è collaboratore e amico di vecchia data del premio Nobel Joseph Stiglitz, già mentore del movimento Occupy Wall Street e ora santino di Grillo. «Anche se non si sono mai visti di persona», precisa Gallegati a Lettera43.it. «Sono io l'unico punto di contatto».
Lui, il professore è uno degli 'anziani' del Movimento. «L'ho visto nascere», racconta. Non a caso, è consulente di Grillo in materia di lavoro dal lontano 2006. «Da allora ci sentiamo almeno due o tre volte a settimana».

DOMANDA. Ultimamente, però, Grillo ha preso le distanze da alcune sue posizioni.
RISPOSTA. Tutto ruota intorno alla questione dell'euro. La mia posizione non è quella del Movimento, come ho ripetuto più volte credo che un'eventuale uscita dell'Italia dalla moneta unica causerebbe solo danni. Ma è la mia posizione personale, non ho mai voluto spacciarmi per portavoce del M5s.
D. Come mai allora tanta attenzione nei suoi confronti?
R. È stato un equivoco. Grillo a Porta a Porta mi ha indicato come suo consigliere economico. La verità è che sono solo uno dei tanti.
D. Però lei lo conosce da molto tempo.
R. Sì, l'ho conosciuto nel 1993, ma abbiamo iniziato a collaborare in modo intensivo solo dal 2006. Anni dopo la legge Biagi.
D. Il Movimento 5 stelle però è nato tre anni dopo.
R. Grillo mi chiamò per avere consigli e per collaborare al primo V-Day. Il Movimento doveva ancora nascere, è vero, ma c'era già una sensibilità molto forte sul tema del lavoro e del precariato.
D. Lei quindi ha assistito da vicino alla nascita del M5s.
R. Ho partecipato alle prime riunioni, sì. Sono uno dei «corresponsabili», se vogliamo.
D. Ha scritto lei il programma economico?
R. Diciamo che l'ho scritto anche io. In tutto ci abbiamo lavorato in quattro, in modo intensivo, a partire da gennaio scorso.
D. Chi sono gli altri tre?
R. So che hanno partecipato Maurizio Pallante, Loretta Napoleoni e Alberto Bagnai dell'università di Pescara.
D. Non vi siete mai incontrati d persona?
R. No, di persona mai. Non ci siamo mai visti.
D. Come avete fatto a stendere il programma?
R. Funziona così: ognuno elabora i suoi contributi separatamente. Poi vengono messi in Rete, al vaglio del Movimento, che può cambiarli e integrarli.
D. Questo modus operandi non rischia di generare confusione?
R. Il rischio c'è. Ma Beppe poi cuce i pareri insieme, sempre aiutandosi con questo arcipelago di collaboratori.
D. Ma così facendo non si rallentano i lavori?
R. I tempi della Rete sono lenti, ma quelli della politica lo sono ancora di più.
D. E andate d'accordo su tutto?
R. No. Sull'euro, per esempio, la mia posizione è opposta a quella di Bagnai che vorrebbe un'uscita immediata dalla moneta unica.
D. E lei?
R. Penso che sarebbe un disastro per il Paese. Per le banche, ma anche per i cittadini.
D. Riuscirà a convincere Grillo di questo?
R. Non devo convincere Grillo, ma la Rete. Ci sarà un dibattito, e ognuno porterà i suoi argomenti a favore o contro. Dopodiché, Grillo ha detto che indirà un referendum online.
D. Sul reddito di cittadinanza invece siete tutti d'accordo?
R. È stata una mia proposta, e finora non ha ricevuto obiezioni. Del resto non è niente di nuovo: lo fanno già in diversi Paesi del Nord Europa. Se uno perde il lavoro, per tre anni riceve un sussidio di 1.000 euro al mese, e una serie di proposte di occupazione.
D. Avete idea di quanto costerebbe allo Stato?
R. Circa 20 miliardi all'anno.
D. E dove li prendereste?
R. In primo luogo si possono assorbire i 15 miliardi per la cassa integrazione. Circa 2 miliardi arriverebbero con i tagli all'editoria e ai rimborsi dei partiti. Il resto può essere recuperato tagliando le spese militari, le missioni all'estero e rinunciando ai caccia F35.
D. Anche quella dell'abolizione dei sindacati è una sua idea?
R. È stata una frase di Grillo, buttata lì durante un comizio. È ovvio che allo stato attuale l'abolizione del sindacato sarebbe un disastro. Ma dietro quella frase c'è una riflessione economica precisa.
D. Quale?
R. Se i lavoratori condividono le sorti dell'impresa, in termini di utili e di perdite, non hanno bisogno di sindacati. Lo dice anche l'articolo 46 della nostra Costituzione. Se i lavoratori diventano comproprietari, allora il sindacato non ha ragione di essere.
D. È vero che state lavorando anche a un progetto di riforma fiscale?
R. Con Stiglitz stiamo studiando una patrimoniale per i super-ricchi, il famoso 1% della società. Riguarderebbe i patrimoni superiori ai 10 milioni di euro. Ma non è ancora stata sottoposta al vaglio del web.
D. Grillo ha approvato la proposta?
R. Un silenzio-assenso.
D. Quanto spesso vi vedete?
R. Ci sentiamo da sempre due, tre volte alla settimana. Adesso è un momento delicato. Andrò a trovarlo nei prossimi giorni in Toscana.
D. Di cosa parlerete?
R. Di economia e ricerca.
D. Crede che alla fine il Movimento darà la fiducia a un governo a guida Pd?
R. Non saprei, credo che se si presentasse un governo di altissimo profilo, legge per legge il Movimento potrebbe dare il suo appoggio. Il modello Sicilia funziona bene, in fondo. Sono tutti contenti.
Giovedì, 07 Marzo 2013