Rispondi a: Movimento 5 Stelle

Home Forum L’AGORA Movimento 5 Stelle Rispondi a: Movimento 5 Stelle

#139660

viandante
Partecipante

http://www.you-ng.it/blog/5533-appello-al-movimento-5-stelle-e-non-solo.html

Cari tutti,

sono una persona comune, una semplice attivista che sta facendo di tutto affinché i cittadini possano comprendere la direzione folle che, da diverso tempo, ha preso l'economia e le conseguenze che sono evidenti in diversi aspetti delle nostre vite.

Mi rivolgo soprattutto a voi in quanto ritengo che ci sia una sincera intenzione politica mirata a fermare lo scempio sociale che è in atto. La Politica dovrebbe essere l'arte di governare la società affinché la sua amministrazione sia finalizzata al bene comune, ma per costruire un nuovo modo di fare Politica è necessario agire con cognizione di causa e in maniera consapevole soffermandosi e analizzando la filosofia che determina le logiche attuali e quelle con cui, se c'è la volontà, si potrebbe agire. In questo momento di grande caos post elettorale, in cui tutti discreditano tutti e tutti lanciano proposte di ogni tipo per riformare il sistema, l'economia reale sta andando allo scatafascio.

Prima che sia troppo tardi, e la situazione sfugga ancor più di mano, ritengo indispensabile il cercare di prendere coscienza sulle logiche che fino ad ora hanno determinato le scelte politiche coi conseguenti meccanismi giuridici e fiscali che, ora più che mai, stanno influendo in maniera determinante sulle nostre vite. Oggi la logica di pensiero dominante che, costi quel che costi, mette come scopo primario la crescita di capitale finanziario è quella “liberista”. Ovviamente il soggetto (anonimo) che fissa quali debbano essere i parametri e quindi decide quali debbano essere le regole che la società deve rispettare per poter determinare le politiche economiche con cui organizzare la vita sociale è il “mercato”[*]. Ma chi è questo mercato? Grossolanamente potremmo definirlo come il luogo in cui si incontrano la domanda e l'offerta, che oggi nell'economia fondata sulla finanza è quell'insieme di enti composto da grandi banche, agenzie di rating, grandi corporazioni, multinazionali, ecc.. Oggi il mercato fa il buono e il cattivo tempo decidendo quelle che devono essere le politiche economiche degli Stati, che in sostanza significa che ai governi viene lasciato un margine decisionale minimo.

Coloro che oggi andranno a governare si troveranno quindi ad agire con le mani legate e, se non si focalizza il problema di fondo, concretamente si potrà fare davvero poco per i cittadini (solo piccole rivalse o briciole rispetto a ciò che potrebbe essere il garantire un livello di vita dignitoso per tutti).

I mercati ragionano in maniera molto semplice e raggiungono gli obiettivi che si prefiggono con velocità ed efficacia perché, mirando esclusivamente al profitto, non devono fare i conti con nessuna moralità o senso civico, in quanto, essendosi appropriati dei principali mezzi di comunicazione di massa, all'opinione pubblica possono dare la percezione di essere fattori estranei al dibattito etico e politico.

La flessibilità che viene richiesta tramite gli esecutori (politici) è sempre a vantaggio di chi sta in cima alla piramide gerarchica ovvero, questa flessibilità, è sempre in favore dei capitali finanziari, ma, salvo eccezioni in cui subentra una qualche convenienza, questa flessibilità non può essere richiesta da chi è alla base della piramide che, di norma, accetta remissivamente ciò che viene imposto dall'alto da questo anonimo Signor Mercato.

In questo meccanismo distorto le varie gerarchie fungono da kapò che devono far rispettare le regole in base ai poteri loro conferiti dai mercati che, in nome della competitività, oltre a dettare le regole agli Stati, esattamente come avviene con le politiche aziendali verso i dipendenti, dettano anche le tabelle di marcia (deadline) con cui è necessario lavorare per raggiungere gli obiettivi prefissati mano a mano. L'anticipazione del pareggio di bilancio in Costituzione per far rispettare il patto di stabilità sancito dal trattato di Maastricht e firmato dai paesi dell'eurozona, è solo un esempio di come la Banca Centrale Europea (BCE) abbia deciso quale linea politica avrebbe dovuto prendere l'Italia [1]. I cittadini europei sono stati per caso informati sul significato concreto di quel trattato o sono arrivate solo espressioni molto neutre ed equilibrate come “patto di stabilità” che a tempo debito non hanno allarmato i più? Il Movimento 5 Stelle come intende porsi rispetto al ruolo che viene conferito dai mercati ai governanti? Le persone oneste che andranno in parlamento fungeranno da partigiani o da kapò?

Negli ultimi tempi si parla tanto dei problemi legati alla corruzione, senza tenere minimamente in considerazione la più grande corruzione morale della storia delle democrazie che i politici susseguitisi negli anni, hanno commesso a discapito della società, ovvero questo sottomettere gli Stati alle logiche di mercato, negando quindi la possibilità di garantire i diritti e le tutele sociali finalizzate al bene comune.

Secondo l'ideologia liberista il potere del libero mercato dovrebbe autoregolarsi e infatti, nel corso degli anni, abbiamo assistito a una graduale deregolamentazione del mercato che ora può agire liberamente in base alle regole che fa e disfa di continuo, senza che gli Stati possano avere nessuna sostanziale voce in capitolo.

Vogliamo vivere in balia dei capricci, delle distorsioni mentali e delle “ideone” di gente ricca che non ha la minima idea di cosa significhi lavorare e vivere una vita “normale”? [2] E' questo che desiderano il Movimento 5 Stelle e le altre forze politiche che adesso dovranno trovare un qualche accordo per governare?

Il risultato elettorale sta creando timori nei mercati proprio perché in questo momento se si crea una reale e determinata volontà politica ci si potrebbe finalmente liberare dal loro dominio e dalla morsa delle politiche di austerità che stanno imponendo in Europa con la Shock Economy [3] e che in passato hanno imposto in paesi come per esempio l'Argentina [4].

II progetto eurozona è stato funzionale nel cedere gradualmente la sovranità nazionale degli stati membri in favore della Banca Centrale Europea, che è un ente privato NON finalizzato al bene pubblico e, come in tempi “feudali”, ha a capo un “governatore”. La crisi economica, sentita sempre più dai paesi che hanno aderito all'euro, non ha soluzioni concrete, perché i politici non riescono o non vogliono focalizzare che la questione centrale è di carattere monetario e il pensiero comune si è ingessato sull'idea di un'Europa dei popoli, nonostante questa Europa, essendo basata esclusivamente sulla moneta euro, è diventata l'Europa delle banche. Anche per i cittadini svegliarsi da un sogno indotto da grandi campagne pubblicitarie diventa molto complesso [5], ma per rincorrere un sogno di unione di popoli ritengo assurdo farli morire sotto la pressione della folle tassazione che ne soffoca le piccole e medie imprese, creando di conseguenza la disoccupazione dilagante che stiamo vivendo.

L'euro, di fatto, è una moneta che appartiene a una banca privata che ha il potere di determinare quelle che sono le politiche economiche che possono o non possono attuare gli Stati, in quanto la moneta è lo strumento che rende possibile scegliere le politiche economiche (e quindi sociali) che si desiderano attuare.

Da diversi decenni ormai la moneta si crea dal nulla, e non deve più avere una corrispondenza in oro come avveniva in passato col sistema “gold standart”. Uno Stato a moneta sovrana può decidere di emettere moneta per fare investimenti finalizzati al bene pubblico, creando nuovi servizi al cittadino e di conseguenza maggiore occupazione [6]. Se venisse immessa nuova liquidità finalizzata allo sviluppo dell'economia reale, si creerebbero nuovi posti di lavoro che ridarebbero dignità e ossigeno a tutti quei disoccupati e quelle aziende che desiderano lavorare, ma che per via della crisi sono tagliati fuori dal “mercato del lavoro” (imprenditori, giovani, meno giovani e persone vicine alla pensione).

In questo periodo un reddito di cittadinanza sarebbe sicuramente utile, ma i tagli alla spesa pubblica o eventuali licenziamenti di statali (spero vivamente che non venga commesso un simile scempio) sarebbero insufficienti per conferire un reddito minimo a tutti coloro che ne avrebbero davvero necessità, perché sarebbero briciole rispetto a ciò che servirebbe per attuare questo punto del programma.

La questione della sovranità monetaria abbinata al rendere nuovamente statale (e non privata) la Banca Centrale Italiana è di fondamentale importanza, perché permetterebbe finalmente di divincolarsi dalla grande truffa del debito pubblico [7], che in questo momento risulta essere un problema in quanto viene contratto con dei privati e quindi per trovare i soldi con cui ripagare questo dazio insensato qualunque governo di fatto si trova a tassare i cittadini che devono continuamente raschiare ciò che rimane dei loro risparmi. Per risolvere il problema anche una tassa patrimoniale sarebbe insufficiente e concentrare l'attenzione sulle questioni microeconomiche devia da quello che è il reale problema di fondo. Perché dobbiamo chiedere soldi in prestito ai mercati di capitali privati quando potremmo essere noi ad emettere la nostra moneta con cui sopperire alle nostre esigenze senza doverla restituire a nessuno, proprio come fa il Giappone? La questione è di natura macroeconomica! [8]

Per semplificare ulteriormente l'assurdità della situazione attuale che politici e cittadini non riescono a comprendere provo a fare un esempio: immaginiamo di avere a disposizione una piccola coperta con cui dobbiamo riparare dal freddo e dalle intemperie tutti i cittadini. I tagli agli sprechi, eventuali licenziamenti e nuove tasse sarebbero tentativi per spostare da una parte all'altra questa coperta che è oggettivamente insufficiente per riparare tutti. Anche ottimizzando lo spazio e punendo gli avidi che hanno rubato prendendosi più di ciò che sarebbe loro spettato rimarrebbero comunque fuori tantissimi cittadini. La coperta è sempre quella e dovendone continuamente dare pezzi per ripagare il debito diventa sempre più piccola e sempre più cittadini rimangono fuori.

La soluzione più semplice e ovvia, che non lascerebbe fuori nessuno, sarebbe quella di aggiungere nuovi metri di tessuto con cui coprire tutti. Se questi pezzi di tessuto li chiediamo alla Banca Centrale Europea glieli dobbiamo restituire con l'aggiunta di interessi, per cui alla fine comunque la coperta si riduce. Quindi perché non munirci noi dei giusti strumenti: telaio e filo (Banca Centrale statalizzata e moneta sovrana) producendo il tessuto che ci è necessario per sopperire alle nostre esigenze?

Una simile soluzione ci permetterebbe anche di scegliere la qualità del tessuto, perché si potrebbero creare aziende statali finalizzate per esempio allo sviluppo di ambiti come sanità, cultura, ricerca, istruzione, energie alternative, medicina alternativa, tutela dell'ambiente e del paesaggio, ecc.. [9]

Io non sono un'economista, ma se desiderate informarvi su questioni più tecniche o se desiderate sfatare i “Falsi Miti” [10], indotti dal terrorismo mediatico dagli economisti ortodossi di stampo bocconiano e dalla vecchia classe dirigente che ci ha svenduti in nome di un'ideologia malata, potete fare riferimento agli economisti eterodossi italiani che fondano la loro filosofia sul pensiero keynesiano. Potete cercare in rete i contributi e gli approfondimenti di Emiliano Brancaccio, Alberto Bagnai, Gennaro Zezza, Claudio Borghi, Giulio Sapelli.

In questi giorni si è sentito parlare di un euro a due velocità, ma non sarebbe la giusta soluzione in quanto potrebbe far ripartire le esportazioni delle zone più depresse, ma non risolverebbe comunque il problema perché continueremmo ad essere sottomessi ai vincoli dei trattati delle politiche liberiste. Con gli altri paesi che stanno soffrendo le politiche di austerità che ci impone la Troika potremo attuare una cooperazione simile a quella che hanno messo in atto i paesi del Sud America per non sottomettersi ai voleri degli avvoltoi del Fondo Monetario Internazionale.

Per concludere vorrei sottolineare che la disoccupazione, in questo momento, è l'emergenza umanitaria dell'Italia e di altri paesi che hanno aderito all'eurozona. Per una ripresa dell'economia lo Stato può assumere il ruolo di “Datore di lavoro di ultima istanza”, ma per avviare questo processo di “Piena Occupazione” (Job Guarantee) è necessario che lo Stato sia dotato di una propria Sovranità Monetaria, con cui sviluppare una Finanza Funzionale all'economia reale (cittadini e imprese) [11].

Ci stanno rubando il tempo, la vita, e la gioia! Vi prego di ascoltarmi e di informarvi sulle questioni che ho cercato di esprimere a grandi linee. C'è in gioco il futuro di noi tutti e, se da subito non vengono fatte le giuste scelte economiche, molti di noi non sopravviveranno allo scatafascio avviato dagli esecutori del liberismo.

Note di approfondimento

[*] Uriel Fanelli

[1] Storia del pareggio di bilancio in Costituzione

[2] Pasolini e l'anarchia del potere

[3] Naomy Klein e la Shock Economy

[4] Diario del saccheggio

[5] Esempio di campagna pubblicitaria occulta con cui è stata influenzata una generazione

[6] Il pr€zzo della libertà

[7] Il debito pubblico

[8] Come spendeva lo Stato con la lira e come spende con l'euro

[9] Forstater e la piena occupazione

[10] PDF con cui vengono sfatati i “Falsi Miti”

[11] Finanza Funzionale, moneta sovrana e piena occupazione