Rispondi a: Movimento 5 Stelle

Home Forum L’AGORA Movimento 5 Stelle Rispondi a: Movimento 5 Stelle

#139664

Anonimo

http://www.repubblica.it/politica/2013/03/21/news/onorevoli_tra_rabbia_e_rassegnazione_alla_fine_arriveremo_a_paga_zero-55011466/?ref=HRER1-1

Onorevoli tra rabbia e rassegnazione:
“Alla fine arriveremo a paga zero”
Il senatore Razzi ironizza: “Già sto in un hotel a una stella, così vado a dormire in sacco a pelo… magari mi ospitano loro”. Fioroni: agire sulle indennità. Ma la Madia dice sì alla proposta Grillo: “Indennità come quella dei sindaci”
di TOMMASO CIRIACO
Lo leggo dopo

VEDI ANCHE
ARTICOLO
Grillo: “Grasso e Boldrini, il 30% non basta”
M5S, fiducia ai “dissidenti” dopo il processo
TAG costi politica, deputati, senatori, indennità, antonio razzi, beppe fioroni, gianfranco rotondi, lucio malan, marianna madia, MoVimento 5 Stelle, Movimento Cinque Stelle ROMA – Rieletto per miracolo, Antonio Razzi stringe i pugni come per difendere il biglietto della lotteria che si è ritrovato tra le mani: “Grillo propone di ridurci lo stipendio a 5 mila euro lordi. È impossibile, a meno che non andiamo a dormire in un sacco a pelo. Oppure possono ospitarci i grillini a casa loro…”. L'uomo che salvò Silvio Berlusconi nel 2010 contesta in Transatlantico la linea del leader del M5S: “Io già vado a dormire in un albergo a una stella che ha appena appena il bagno. Mi adatto perché vengo dal mondo operaio, altrimenti non mi rimane una lira. Ma chi è stato imprenditore come fa?”. La domanda rimbomba in Parlamento, tra deputati appesi al filo di consultazioni complicatissime. E innervosisce: “A un grillino ho detto: 'Non è che viviamo al paesino, qui si paga anche l'aria. Prima di fare queste proposte state sei mesi a Roma, poi ne riparliamo'”.

Il confine tra sacrosanta austerity e demagogia spinta è sottile. Rincorrere Grillo praticamente impossibile. Lo sa Gianfranco Rotondi, capofila di chi sembra rassegnato allo tsunami dell'antipolitica: “Possiamo anche dimezzarci lo stipendio – sorride il democristiano convertito al berlusconismo – ma sarà sempre troppo poco. Dobbiamo prima riconsacrare il Parlamento, poi parliamo della retribuzione”. L'ex ministro, in verità, la prende con ironia: “Cinquemila lordi? Non ho più questo problema. Berlusconi non ha ricandidato i miei amici De Luca e Cutrufo, che versavano tremilacinquecento euro al mese alla Dc. Ora l'onere è tutto mio, sono deputato a titolo gratuito. Quando finirò di pagare vi dirò come si campa con cinquemila euro lordi al mese…”.

Quando nomini Grillo, il deputato democratico Beppe Fioroni si irrigidisce. E prova a ribaltare i termini del problema, partendo dall'autoriduzione annunciata dai presidenti delle Camere: “Li invito a prendere in considerazione le indennità aggiuntive dei deputati, per vedere se è il caso di tagliarle: segretari di presidenza, commissioni, vicepresidenze”. E se invece la ghigliottina calasse sui peones, senza distinzioni: “Io faccio il medico, opterei per il mio stipendio. Sempre che non cambino la legge”.

Al Senato, visti i numeri, tira un'aria peggiore. Eppure il pidiellino Lucio Malan sembra sereno: “Noi sosteniamo la riduzione. Resta singolare lo sfoggio di pauperismo da chi come Grillo guadagna 5 milioni all'anno o da chi prende pensioni statali da 20 mila euro al mese”. Riduzione, ma non salasso: “Bisogna capirci: se sono cinquemila lordi con una parte esentasse, va bene. Ma così sarebbero duemila netti. Con questo approccio demagogico si arriva a dire che la paga deve essere zero!”. Infine fa di conto: “Con l'azzeramento totale delle retribuzioni ci sarebbe un beneficio di trenta centesimi al mese per ogni italiano…”.

L'unica che non sembra temere la mannaia a cinque stelle è la giovane deputata Pd Marianna Madia: “Io sono d'accordo, ma è riduttivo parlare di una sola voce. Spero ci sia trasparenza anche sulle indennità di funzione. La nostra proposta è di equiparare l'indennità a quella dei sindaci”. Non la insegue Aldo Di Biagio, eletto nelle liste di Scelta civica: “Su tutto si può ragionare, ma a breve Grillo si renderà conto di quanto sia complicato il nostro compito: l'importo non è stretto, ma almeno giusto. Sono ben altri gli stipendi nel Paese che devono essere rivisti”.

Dall'alto delle sei legislature consumate tra i banchi della Camera, Pino Pisicchio non nasconde il fastidio di chi pensa di meritare la paga di fine mese: “Vivere con cinquemila lordi? Mi rifiuto di fare questo ragionamento, c'è gente che campa con molto meno. Io ribalto il ragionamento e domando: come perimetriamo le remunerazioni di chi onestamente e studiando è impegnato in forme di rappresentanza? Se si sparano numeri, c'è sempre un numero più basso da sparare”.

E i grillini, cavie della drastica riduzione? Angelo Tofalo, giovane campano del movimento, attende immobile: “Ti rispondo tra un mese, quando avrò preso il primo stipendio”.
(21 marzo 2013)