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Anonimo

http://www.beppegrillo.it/listeciviche/liste/piemonte/2013/05/il-bavaglio-sul-bilancio-2013.html

Il Bavaglio sul bilancio 2013

di Davide Bono

L'approvazione di Finanziaria e Bilancio di Previsione 2013 s'è chiusa alle 5 del mattino del 3 maggio, senza accogliere nessuna delle richieste delle opposizioni (niente certezze sui trasporti,niente fondi sulle politiche sociali, aumento dell'addizionale IRPEF a tutte le fasce di reddito, piano di rientro Sanità dai contorni quanto meno “dubbi”, niente dietrofront sul Fondo Immobiliare Sanitario né sulle Federazioni Sanitarie, nessuna certezza sul Diritto allo Studio).

Da legge contabile e Statuto la discussione si sarebbe dovuta chiudere entro il 31 dicembre 2012, ma ci sono stati i chiari di luna e le plurime manovre del Governo nazionale. Applicando, con una notevole forzatura, l'articolo 69 comma 6 del Regolamento hanno “contingentato” i tempi, decidendo arbitrariamente che i lavori si dovevano chiudere alle 6 del mattino, in tempo per permettere al neo Assessore Pichetto di volare a Roma con i funzionari e portare al tavolo del MEF i documenti freschi freschi per passare l'esame romano, intascarsi i soldi del DL 35/2013 (anticipi di pagamenti ai creditori commerciali della Regione che però altro non sono che debiti da restituire con piani di ammortamento trentennali) e scongiurare l'ipotesi di commissariamento (anche se, a dirla tutta, a me sembra di essere già commissariati).

Ho quindi avuto a disposizione “ben” 23 minuti dalle ore 15 del pomeriggio alle 5 del mattino per illustrare oltre 120 emendamenti atti a spiegare le ragioni di contrarietà ad un bilancio che non ha dato risposte certe né ai bisogni né alle richieste dei piemontesi, 706 mila dei quali han votato 5 Stelle alle ultime elezioni politiche (60 mila in più dei voti presi dal Pd che invece ha avuto a disposizione oltre 4 ore di tempo).

Per tutto il pomeriggio, la sera e la notte sono stato quindi imbavagliato dall'applicazione del Regolamento “Gariglio-Bresso” chiesto dalla maggioranza Cota e non contestato dal centro-sinistra. Triste epilogo di una Regione Piemonte che ormai è quanto di più lontano dalla democrazia si possa immaginare. Scelte politiche o “commissariamenti” nazionali? Entrambe le ipotesi fanno comodo alla politica dell'Inciucio atto a marginalizzare la voce del MoVimento 5 Stelle.

Nei prossimi mesi trasferirò la battaglia sui temi fondamentali per la Regione (trasporti e infrastrutture, sanità, politiche sociali, fondo immobiliare, addizionale Irpef, ambiente e territorio, lavoro e formazione, diritto allo studio) nelle piazze, per costruire la vera e unica alternativa di Governo e dare voce ai tanti delusi, scontenti che vogliono cambiare in meglio la Regione ed il paese.