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Richard
Richard
Amministratore del forum

io sinceramente ancora non so ..solo gran confusione

Quarta critica: il M5S è gestito da Grillo e Casaleggio e la tanto sbandierata democrazia dell’“uno vale uno” non è reale.
Se ci si riferisce al caso di Giovanni Favia e Valentino Tavolazzi, bisogna riflettere su un’ovvietà che in pochissimi hanno rilevato. Se io mi iscrivo a un movimento, un gruppo o un’associazione, diciamo Greenpeace, ne sottoscrivo lo statuto. Quest’ultimo contiene delle regole. Se non le rispetto, o vengo trovato ad appiccare fuoco alle foreste, vengo espulso. È una questione di rispetto nei confronti di coloro che restano: se mi mantenesse dentro, Greenpeace ci perderebbe in termini di credibilità vis-à-vis degli altri membri. Da che mondo è mondo, poi, la democrazia non è l’anarchia, ma è lo stabilimento (collegiale o meno) di una serie di regole. Tavolazzi e Favia volevano estendere il tetto massimo di due legislature posto da Grillo e Casaleggio (infatti Favia, giunto a due legislature, si sta ricandidando per la terza con Rivoluzione Civile). Espellerli perché non condividono questo precetto essenziale non è anti-democratico, significa evitare che il M5S si perverta e diventi qualcosa d’altro. Se i due attivisti “eretici” fossero riusciti nel loro intento, avrei votato altrimenti. Si può contestare certo che quelle regole siano state scelte da due sole persone, ma vien da dire: primo, senza un progenitore non c’è un figlio; secondo, a chi non sta bene che il M5S sia stato creato da Grillo e Casaleggio, non rimane che crearsi il proprio movimento o semplicemente non partecipare a questo.

Quarta critica bis: Grillo dice che il Movimento viene dal basso, ma in realtà ne è il creatore e leader politico.
Il M5S è stato ideato da Beppe Grillo e Gianroberto Casaleggio – questo è un dato di fatto. È ispirato alle cose che il comico ripete da vent’anni. È chiaro che chi partecipa al Movimento o chi lo vota deve avere simpatia, se non per il fondatore, almeno per le sue idee ecologiste, moralizzatrici e democratizzanti di cui parla immutabilmente dai primi anni ’90. Quando poi Grillo dice che il Movimento parte dal basso non dice il falso, perché sia i Meetup che, più tardi, le liste civiche nascono spontaneamente, senza il controllo né l’avallo di chicchessia. Quasi sempre Grillo conosce personalmente i candidati giusto un attimo prima di salire sul palco a presentarli, dopo essersi limitato a passarli al vaglio solo per quanto riguarda fedina penale ed eventuali tessere di partito
http://www.byoblu.com/post/2013/02/23/difesa-critica-del-movimento-5-stelle.aspx