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sephir
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Da “Essere Pace” di Thich Nhat Hanh:

Le percezioni sono le percezioni del nostro corpo, delle sensazioni, della mente, della natura e della società. Dobbiamo avere una buona percezione della quiete per vederne la natura di Buddha, la funzione di insegnante di Dharma. Dobbiamo percepire con accuratezza i nostri sistemi politici per vedere cosa c'è di sbagliato. La percezione è molto importante per il nostro benessere, per la nostra pace. La percezione corretta è libera da emozioni e ignoranza, libera da illusioni.

Il Buddhismo considera le nozioni come un ostacolo alla comprensione come un blocco di ghiaccio che impedisce all'acqua di scorrere. Viene detto che se ci irrigidiamo nel considerare qualcosa come la verità e ci aggrappiamo alla nostra concezione, se la verità in persona bussasse alla porta non le apriremmo. Perché le cose si rivelino dobbiamo essere disposti ad abbandonare tutti i punti di vista.
Il Buddha ha raccontato una storia.

Un giovane vedovo aveva un figlioletto di cinque anni che amava moltissimo. Un giorno deve partire per un viaggio d'affari. Arrivano i banditi, bruciano il villaggio e rapiscono il bambino. L'uomo tornò a casa, vide le rovine e cadde in uno stato di grande angoscia. Scambiò il cadavere carbonizzato di un altro bambino per quello del figlio, si strappò i capelli e scoppiò in un pianto dirotto battendosi il petto. Fece cremare il corpicino, ne raccolse le ceneri e le mise in un cofanetto di velluto che portava con se in ogni momento della giornata: lavorando, mangiando, dormendo.

Un giorno il figlio riusci a scappare dai rapitori e tornò al villaggio. Arrivò alla nuova casa del padre a mezzanotte. Busso alla porta. Il giovane padre pensa che qualche ragazzaccio si voglia prendere gioco di lui: gli urla di andarsene e ricomincia a piangere. Il bambino batte e batte alla porta ma il padre non apre. Alla fine è costretto ad andarsene. Padre e figlio non si videro mai più. Commentando la storia il Buddha disse:

“Alle volte qualcuno stabilisce che qualcosa sia la verità. Ma se vi afferrate alla vostra opinione, quando la verità in persona busserà alla vostra porta, voi non l'aprirete”.

Aggrapparsi a una certezza non è un buon modo per comprendere. Comprendere significa gettare via le nostre nozioni. Dovete imparare a trascendere le cognizioni acquisite, così come salite una scala. Se siete al quinto gradino e siete convinti che sia l'ultimo, non arriverete mai al sesto. Si tratta invece di liberarsi. La via buddhista alla comprensione consiste nel lasciar andare le nostre opinioni, tutte le nozioni, e trascenderle. E' l'insegnamento più importante.

Amo usare l'immagine dell'acqua per indicare la comprensione. Le cognizioni sono solide, bloccano il flusso della comprensione. L'acqua scorre, compenetra.