Rispondi a: Rocco Bruno

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#141773
Richard
Richard
Amministratore del forum

[quote1349171010=Rebel]
[quote1349041266=Xeno]

Si riferisce agli arconti.
In ogni caso è possibile che ti sia sfuggito qualcosa difatti quando parla degli arconti puntualizza che è una schematizzazione per farsi comprendere affinchè riusciamo a capire; daltronde la ns mente funziona per immagini parlare diversamente sarebbe difficile.
Riguardo al uscire da matrix:è vero che dice che “dall'altra parte” ci aspetta una sorta di giudizio,ma la preparazione va fatta quì adesso per non trovarsi impreparati e soggetti all'impossibilità di andare oltre.

Seguire R. Bruno non significa erigerlo a guru ne accettare tutto ciò che dice,ma tovare molti spunti che possono essere personalmente interessanti per la propria crescita interiore come tu dici.
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Mi ricordavo perfettamente che si riferisse agli arconti, ma non volevo nemmeno parlarne perchè non concepisco un contesto di quel genere, sono uno dei tanti che ha vissuto la morte e ha visto il tunnel di luce, i miei ricordi di quei momenti sono molto simili a tutti gli altri che potete leggere sui libri e sul web, ma vi posso garantire che non c'è nessuno la fuori a giudicare il nostro operato e ciò che andremo a vivere nella prossima esperienza, siamo solo noi a decidere, non c'è nessun giudice a chiederci di pagare il nostro Karma, queste sono solo distorsioni utilizzate per mantenerVI nella paura.
In realtà quando il nostro cuore cessa di battere, il nostro cervello intuisce che la fine è vicina, stacca completamente tutti i suoi sensori dal corpo, si isola totalmente e non si sente più alcun dolore, si comincia a percepire un qualcosa che a parole qualcuno ha cercato di descrivere, io non so se trovo le parole per descrivere esattamente quella esperienza, si cammina senza peso quasi come se si volasse verso una enorme sfera di luce abbagliante, lì dentro c'è qualcosa che ci attira, sentiamo che proveniamo da li e li vogliamo tornare.
Qualcuno ha avuto (forse) più fortuna di me per quanto riguarda il tempo di permanenza in quello stato, io sono stato recuperato velocemente e riportato qui a continuare questa esperienza, ma da quello che ho visto, di là non ci sono Arconti, non ci sono anime dannate che cercano di traviarti, non c'è nulla di nulla se non il tuo discernimento, é tua e solo tua la decisione su quale sarà la prossima esperienza per raggiungere quella sfera di luce.

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Quella luce potrebbe essere sempre il sole, ma visto dall'altra dimensione, il “portale stellare”

http://books.google.it/books?id=6kyxsvwhrgQC&printsec=frontcover&dq=Future+Memory+P.M.H+Atwater&source=bl&ots=YwHZa1GI0E&sig=2A4ytInr4HAEjbwv3LOD0Wv5v7k&hl=it&sa=X&ei=sLhqUKzgOIHWtAbkzoAw&ved=0CDIQ6AEwAA

Nel libro Future Memory del 1996, P.M.H Atwater, studiosa del lavoro di Cayce, descrive la sua esperienza pre-morte dove ha percepito l'energia spiraleggiante del toroide sferico. Nel suo caso, è stata capace di descrivere la visione in termini scientifici e nel suo libro troviamo un meraviglioso trattato sul toroide sferico. Lei descrive il toroide come la forma perfetta di un vortice buco nero-buco bianco e commenta anche le proprietà giroscopiche di questa energia. Ci concentreremo sulla sua descrizione della visione pre-morte. Questo può fare da ponte tra le visioni antiche e quelle moderne. Inoltre sembra una eccellente descrizione visiva di quello a cui il gruppo di Ra si riferisce come “tempo-spazio”, dove lo spazio è fisso, ma puoi muoverti nel tempo facilmente. Questo concetto è opposto allo spazio-tempo, di cui ora siamo parte, dove il tempo è fisso, ma puoi muoverti facilmente nello spazio:

“Dei tre episodi di pre-morte che ho vissuto nel 1977, il terzo è stato il più forte. Mi ha colpito. Si è introdotto nella mia vita, divenendo sempre più reale. Non mi ha lasciato sola. Lo scenario mostrava enormi masse di energia nella forma di due cicloni, uno inverso rispetto all'altro. Li ho descritti nel capitolo 2 di Coming Back to Life http://books.google.it/books?id=uzrmJgAACAAJ&dq=Coming+Back+to+Life&source=bl&ots=4UWDNdjyZ7&sig=WMXIj1DSwJgx4R9hS6clwMpxZA4&hl=it&sa=X&ei=_rlqUMahC9HGtAbeiYCIAQ&ved=0CEMQ6AEwAw , ma la descrizione non era completa. Ne ho lasciata fuori una parte. Ecco una versione più precisa:

“Durante le ore serali del 29 Marzo 1977, quando ho lasciato il corpo che sembrava morto, ho attraversato rapidamente il soffitto della casa, intravvedendo ogni molecola del suo materiale e notando quanto fosse curiosa tale visione a raggi-x. Volando sono salita nel cielo scuro finchè ho visto una luce brillante con la forma di un labbro. Avvicinandomi, il labbro di luce si è aperto di poco, quanto bastava per entrarvi, ma è stato come essere assorbiti, come presi in un campo di forza. Questo “campo” si estendeva nello spazio e lontano dal labbro. Particelle di luminosità lampeggiante identificavano la sua presenza. Ho sentito l'odore di ozono con un accenno di ammoniaca, un odore sempre più “piatto” con l'avvicinarsi. Una volta dentro la luce era accecante e non aveva apparente fonte. Vidi due colossali forme a distanza, vortici ciclonici e ruotanti ad alta velocità, uno invertito rispetto all'altro come in una clessidra. “La forma di ciclone sopra girava in senso orario. Il ciclone invertito sotto girava in senso antiorario. Non si toccavano al centro ed emettevano raggi di potenza radiante in tutte le direzioni, non luce, potenza. Potenza!”

Qui possiamo vedere che sta osservando due campi diversi “incorporati” in movimento controrotante, dove i due cicloni ruotano in direzione opposta. Nel prossimo paragrafo la sua visione dei campi controrotanti viene illustrata più chiaramente. Dovremmo ricordare fermamente che Atwater non capiva questo nuovo sistema di fisica al tempo della visione. Il suo libro non da indicazioni della comprensione di come questi campi contro-rotanti si vedano nei pianeti, specialmente nei corpi gassosi di Giove, Saturno, Urano e Nettuno, dove si vedono chiaramente fasce di nubi contro-rotanti. La sua visione mostra anche il punto radiante al centro, che ci aspettiamo nella nostra indagine. In questo caso, questo punto sarebbe la locazione reale del Sole in questa vasta struttura energetica.

“Entrambi i cicloni erano grossi e bombati, non sottili come potremmo supporre, considerando la loro grande velocità di rotazione. Anche se la loro direzione era da destra a sinistra sopra e da sinistra a destra sotto, al centro c'era altro movimento e una separate convulsione interiore. Questa forza tridirezionale sembrava creare la potente rotazione assieme ad una impressione di stratificazione lungo la superficie dei cicloni (senza righe o bande che causassero l'effetto di stratificazione)”.

La stratificazione dei cicloni è dovuta alle formazioni toroidali “incorporate”, come abbiamo visto negli esperimenti del Dr.Vadim Chernobrov che alteravano il flusso del tempo e nelle mura sferiche di magnetismo di Roschin e Godin quando hanno replicato l'effetto Searl. E' una visione di come diversi piani di eisistenza si intersechino, come nella leggenda di Yggdrasil, nella cosmologia Vedica e nell'epica visione di Ermete. Alla fine di questo estratto, Atwater chiarisce di aver visto sfere incorporate prima di tornare nel suo corpo.

“Dentro il ciclone di sopra (li ho chiamati cicloni perchè questo mi ricordavano), ho visto il mio sè poco più grande di un granello. Sovrapposte al mio sè c'erano tutte le mie vite passate e tutte quelle future che avvenivano allo stesso tempo e nello stesso spazio della mia vita presente. Attorno a me c'erano miei conoscenti. La stessa cosa accadeva a loro. Attorno a loro c'erano altre persone e altre ancora, finchè ho capito che tutte le forme di vita erano presenti nel ciclone e accadeva loro la stessa cosa. Nessuno di loro faceva un movimento “reale” se non espansione e contrazione, come se tutta la vita e l'ambiente stesse respirando.”

Come abbiamo affermato, la visione ci fornisce una metafora per capire il concetto del “tempo-spazio” di cui parla Ra, dove il nostro passato, presente e futuro sperimentati nel tempo, rimangono essenzialmente fissi in un'area di spazio. Tutti noi abbiamo una esistenza “virtuale” in questa aera in ogni momento, normalmente lo percepiamo solo sognando o in una esperienza extra-corporea, è il reame naturale della “mente subconscia” o Sè Astrale e della “mente super-conscia” o Sè Superiore. Ra indica che esiste un piano di tempo-spazio per ogni piano di spazio-tempo nelle densità dell'Ottava e nel tempo-spazio è facile vedere tutte le esperienze di un'anima, possono essere riviste rapidamente come un nastro. I sogni possono essere progettati dal Sè Superiore per predirre accuratamente gli eventi più probabili nel futuro, ripescando memorie del lontano passato, facendo luce su vite precedenti e preparando la via delle lezioni in vite future. Molti di noi non capiscono pienamente questi sogni perchè parlano il linguaggio della metafora, che trascende barriere linguistiche e culturali.

Quindi spazio-tempo e tempo-spazio sono universi reali, lo spazio-tempo è un concetto piu semplice per noi. Dato che non riconosciamo il tempo come altro movimento geometrico dell'energia eterica, è difficile visualizzare un'area dove ci muoviamo lungo “la linea a spirale della luce” con facilità e libertà, ma rimanendo essenzialmente “bloccati” in un'area di vibrazioni che chiamiamo “spazio”. In realtà, non c'è differenza tra spazio e tempo, sono entrambe forme di energia che si muovono geometricamente. Dovete “fissare” le vostre coordinate nello spazio per muovervi nel tempo e viceversa.

Molti di noi trovano più facile vedersi “bloccati” nel tempo, come sperimentiamo ora le nostre vite sulla Terra nel reame “spazio-tempo”, mentre possiamo muoverci nello spazio. La visione di Atwater è il miglior strumento per visualizzare il tempo-spazio, il “mondo dei morti”. Ra dice che questo reame del tempo-spazio è l'area dove andiamo dopo la morte per rivedere le lezioni che abbiamo appreso in vita e qui vediamo la visione di Atwater che si collega precisamente all'informazione di Ra. Atwater non indica nel suo libri di aver letto la Legge dell'Uno. Non dovrebbe sorprenderci che lei abbia percepito il movimento respiratorio dell'Universo, cosi ben articolato nel sistema dei Veda che abbiamo discusso nello scorso capitolo.

“Quello che sembrava un movimento, le forme di vita che agivano nei propri ruoli, era in realtà una illusione ottica e percettiva simile ad un ologramma, ma prodotta da oscillazioni d'onda pulsanti, attivate dalle forme individuali e collettive di coscienza. Se una forma di vita cambiava lo scenario personale, “passato” e “futuro” sarebbe cambiato per quell'individuo e a volte per altri. Mentre ogni forma di vita era veramente sè stessa, era comunque collegata alle altre dai legami delle bolle di luce brillante che formano una rete”

Ra afferma che nel reame di “tempo-spazio” rivediamo le nostre vite di continuo fino a “dimenticare e accettare il sè” in ogni passo. In questo reame siamo consapevoli degli obiettivi spirituali della nostra vita appena conclusa e siamo ugualmente consapevoli di quando e come non abbiamo risposto alle attese. Per ripetere, in questo reame di tempo-spazio riviviamo le esperienze dolorose di continuo, come un sogno ricorrente, finchè non prendiamo le decisioni più guaritrici di perdono e accettazione del sè. In questo senso non fisico, possiamo bilanciare la crescita dell'anima, apprendere tutte le lezioni e “cambiare” energeticamente gli eventi accaduti durante la vita. Dopo questa revisione della vita, pianifichiamo lo stato della prossima incarnazione, la configurazione planetaria migliore alla nascita e spesso scegliamo i nostri genitori e ridisegnamo altri eventi pre-pianificati e le persone da incontrare in certi momenti nella vita.

“Quello che avveniva nel ciclone di sopra avveniva anche in quello sotto. Come sopra così sotto. In altre parole, il mio sè insieme alle altre forme di vita abitavano entrambi i cicloni nella stessa relazione e condizione. Il ciclone sotto era una immagine speculare di quello sopra. La scena generale sembrava un gigante eco che riempiva un canyon. “La violenta forza della rotazione creava una contro-attività lungo ogni limite esterno del ciclone, manifestando un altro costrutto energetico. Questo costrutto extra occupava spazio a sinistra e a destra dei cicloni e sembrava originare oscurità e luce come prodotti della sua esistenza: l'oscurità si sviluppava a sinistra mentre la luce emergeva a destra”.

Qui possiamo vedere le ovvie connessioni tra la visione di Atwater e i racconti Vedici, che spiegano il continuo gioco respiratorio tra oscurità e luce che forma l'universo materiale in cui viviamo. “Questa vista mi riempì con la realizzazione che oscurità e luce sono conseguenze dei cicloni che ruotano, sono “firme” opposte della stessa dinamica. Forniscono il meccanismo necessario e il contrasto per la sperimentazione della manifestazione in modo significativo. Oscurità e luce quindi sono riflessi risultanti dall'atto della continua ricreazione ed evoluzione, sentivo di star osservando la Creazione. “Dato che quello che una volta chiamavo “vita” non mi interessava più, mi sono trovata affascinata dai raggi del potere radiante, questi raggi continuamente emanati dal centro dove i ciclon non si toccavano. Quello spazio mi sembrava l'entrata per Dio, quindi pensai di andarci, al centro. Il mio desiderio era il ritorno da Dio da dove ero venuta. Dio!

“In quel momento a Boise, mio figlio Kelly trovò il mio corpo nella sala e iniziò a parlare con esso e io lo sentii. Non ricordo cosa disse, sentivo solo il tono e da quello arrivò amore incondizionato. Questo mi attirò e tornai indietro. Se fossi arrivata al centro non sarei tornata. Lo sapevo. Però l'amore mi ha richiamato.”

Anche se Phyllis ha creduto a quel tempo che non ci fosse ritorno dal centro, gli sciamani antichi riportano che “scalavano l'Albero del Mondo” per andare negli altri reami e poi tornavano. Questo forse non accade senza pratica spirituale e Phyllis credeva che non ci fosse modo di tornare. Più tardi nel libro lei indica di aver percepito “sfere incorporate” prima di tornare:

“…L'attività di entrambi i cicloni sembrava indicativa di un altro costrutto, un sistema dentro un sistema. Quello che vedevo poteva essere il centro di un toroide e questa attività laterale esponeva la presenza di un altro toroide dentro il primo. Quando mi ritirai per sentire la voce di mio figlio, osservai ancora la scena che mi colpì per anni dopo..”

A questo punto nel libro lei mostra un disegno del “panorama” che sembrano quattro toroidi incorporati uno nell'altro e continua dicendo di aver visto un simile diagramma in un libro di Stephen Hawking. Nella pagina seguente mostra immagini delle formazioni toroidali di Dan Winter. La sua prossima dichiarazione evidenzia la potenza di quella esperienza:

“Quello che avevo veramente visto durante la terza esperienza pre-morte combacia molto con la fisica del tempo-spazio-materia assieme alla teoria della creazione. Non dico di essere esperta, ma so cosa ho visto ed era molto, molto reale”.

Lei indica anche che altri hanno visto le stesse formazioni in visione e il suo suggerimento si collega a quello che abbiamo presentato in questo capitolo:

“Anni dopo la mia esperienza pre-morte, ho scoperto che la storia e la leggenda è piena di testimonianze di persone che, dopo una trasformazione dovuta ad esperienze forti (solitamente pre-morte) o un totale cambio di coscienza (solitamente illuminazione spirituale), hanno descritto qualcosa di simile alla mia visione, una forma di cicloni. Psichici dotati hanno parlato della stessa cosa e cosi persone su letto di morte. Hanno descritto una colonna verticale, una scala, un raggio di luce, un grande albero o l'immagine della clessidra di vortici, immagini ridondanti nella simbologia visionaria.
Secondo la tradizione, vedere “Il Verticale” (Appendice IV) è considerato segno che l'individuo ha trasceso “dodici cieli e dodici inferni” orizzontali alla vibrazione della terra ed è pronto per andare nei reami che superano l'immaginazione umana.”
http://www.altrogiornale.org/news.php?extend.7193