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Anonimo

[quote1349213833=Rebel]
si cammina senza peso quasi come se si volasse verso una enorme sfera di luce abbagliante, lì dentro c'è qualcosa che ci attira,
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Alcuni, hanno visto luce, altri tenebra, alcuni hanno incontrato angeli e parenti, altri diavoli e dementi. Affermare che una volta giunti alla destinazione cosmica, nell'ultima fermata del nostro viaggio spirituale (o spaziale) troveremo una sfera gigante che aspetta il nostro arrivo, e in funzione della quale decidere il “da farsi”, e basta, mi sembra una visione un po' semplicistica, ingenua dell'esistenza oltre tomba. Da piccoli, il clero ci ha inculcati il terrore del “peccato” (totalmente inefficace e fallimentare – visto come va il mondo)… Prima i preti ci dissero che dopo la morte tutto ci andrà storto, perché ci aspetta un inferno, forse eterno, o al masimo il purgatorio, ora esce fuori la favola opposta, che recita non dovete preoccuparvi, tutto va bene, anzi benissimo – e andrà sempre meglio. A me sono apparsi come due modi complementari per esorcizzare la paura della Morte, ancora fortemente presente negli umani. Non sarebbe meglio dire, onestamente, “non so che cosa troveremo nell'aldilà”, invece di correre attraverso i secoli continuamente da un estremità all'altra della Dualità ? Infatti prima era tutto buio e negativo, ora improvvisamente è diventato tutto luminoso e positivo. Ma tra le due ideologie relativamente irrazionali, l'umanità quali progressi ha compiuto, per bypassare la resa dei conti? I studiosi dei fenomeni suddetti, hanno potuto scoprire che chi ha avuto esperienze di pre morte spesso ha vissuto eventi sia estremamente negativi che positivi, solo che le esperienze terrorifiche ha prontamente e regolarmente rimosso lasciando nella memoria cosciente solo esperienze cosiddette belle. In realtà non sappiamo come vengono prodotte quelle immagini mentali, potrebbe essere tutto illusorio e virtuale dunque poco vero e reale. Ma non credo che dopo aver combinato quello che ha combinato sulla Terra, l'uomo più o meno ordinario riceverà una pacca sulla spalla con l'invito -gentile e civile- a proseguire “evoluzione” verso il Nulla perfetto e precostituito…