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#141781
Siberian Khatru
Siberian Khatru
Partecipante

[quote1349717209=prixi]
a onor del vero, parla anche del “penitenziario” … (non ricordo ne abbia fatto cenno negli incontri di Milano)
può essere che ripeta concetti già detti … ma ho avvertito una sottile differenza …
“work in progress”

[/quote1349717209]

Cara prixi ho letto la storia che dice Bruno sul fatto che siamo in una prigione, e credo ha ragione nel senso che la prigione pero' non e' il mondo ma e' il nostro corpo. Forse le citta' lo sono una specie di prigione. Io vivo da sempre in citta' e quando esco e spazio lo sguardo sull'orizzonte dico e' bellissimo adoro amo la natura ma vivo in cemento e asfalfo forse quella e' solo la mia ora di aria … non lo so.

Comunque voglio chiedere scusa se a volte dico cose strampalate e' che sono alla ricerca.
Le cose di questo mondo mi stanno abbandonando ho perso il lavoro nel 2010 tra cassa integrazione, disoccupazzione e qualche lavoratto sto campando ma non e' piu' come prima. Forse e' un bene avere perso la sicurezza e' come quando in america liberavano gli schiavi .. ma ora che sei libero e cosa fai ? Non lo so.
Non sono abituato alla liberta'.Rocco dice ma state senza soldi..siate umani senza soldi e sicuramente ha ragione ma prova a farlo?
Ormai come un animale nato o meglio coltivato in cattivita' non sono piu' in grado di fare il salto evolutivo (risveglio ?).

Eppure eppure sai che ce' qualcosa sai che ce' di piu' che non e' la tecnologia che per quanto bene fa non e' altro che uno specchietto per allodole.No io credo che esiste realmente il regno dei cieli ed e' qui su questa terra io quello cerco.

Ora mi leggo percepiamo quello che coloriamo. http://matrixunaparabolamoderna.blogspot.it/2012/10/coloriamo-quello-che-percepiamo.html

Ciao


« Con la modernità, in cui non smettiamo di accumulare, di aggiungere, di rilanciare, abbiamo disimparato che è la sottrazione a dare la forza, che dall’assenza nasce la potenza.
E per il fatto di non essere più capaci di affrontare la padronanza simbolica dell’assenza, oggi siamo immersi nell’illusione inversa, quella, disincantata, della proliferazione degli schermi e delle immagini »
Jean Baudrillard