Rispondi a: le teorie di zecharia sitchin

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#14241

pablo
Partecipante

inserisco questo testo per rimanere nel tema della discussione e nel caso possa essere utile a chi fosse interessato a questa teoria.

Il sumero fu sostanzialmente creazione e lingua elitaria, usata da una ristretta casta della popolazione, come i sacerdoti e i nobili e non fu mai utilizzata del popolo.
Sitchin ha prevalentemente interpretato alla lettera il cuneiforme sumero nelle sue traduzioni.
Gli dei sumerici erano chiamati Anunnaki, “Coloro che dal Cielo sono venuti sulla Terra” e vennero sulla Terra dal pianeta Nibiru, loro dimora.
Per Sitchin essi erano in realtà esseri antropomorfi di statura gigantesca che apparvero “divini” grazie alle loro avanzatissime conoscenze tecnologiche e non per il fatto di essere spiriti trascendenti come invece esposto in tutti i testi sacri di ogni religione antica.
Affidandosi poi alla sua fantasiosa immaginazione, per conquistare i lettori cristiani e per dare maggiore fondamento alle sue idee, tira in ballo anche alcuni passi della Genesi ebraica, dove si parla dei Nefilim, esseri sovrumani dalle gigantesche sembianze e scomoda il profeta Ezechiele, la scala ascendente dal cielo del sogno di Giacobbe e il carro di fuoco di Elia, solo per citare alcuni esempi. Tutto questo per dimostrare che gli Anunnaki altro non erano che astronauti dalle enormi sembianze atterrati con navi discoidali.
Nel libro “La Genesi rivisitata” affronta quindi il racconto della creazione dell'uomo, presente in tutte le culture antiche, trasformandola in una operazione genetica in cui gli Anunnaki avrebbero dato vita alla nostra razza modificando geneticamente l'homo Erectus, al fine di utilizzare la specie creata in miniera come schiavi per l'estrazione dell'oro.
A dimostrazione del fatto che gli Anunnaki abbiano sfruttato gli uomini primitivi per l’estrazione mineraria, ne “La Genesi rivisitata” cita degli studi al C14 eseguiti in varie miniere africane tra cui quella del Regno dello Swaziland (Ngwana).
Leggendo le fonti ufficiali, lo Swaziland è una piccola nazione dell'Africa del Sud, le cui miniere sono le più antiche mai ritrovate risalenti a circa 43.000 anni fa per l’estrazione dell’ematite, utilizzata per produrre l’ocra, un pigmento rosso.
Niente oro quindi, ma soprattutto la datazione è assai inferiore ai 230.000 anni citata da Sitchin come creazione umana per l’inizio dello sfruttamento minerario.
Ma per dare un fondamento ancor più “scientifico” egli basa la veridicità delle sue affermazioni citando le leggende degli zulù del Monotapa nello Zimbabwe del Sud, che in tempi remotissimi dovettero condurre delle battaglie contro gli “uomini scimmia”.

L’atterraggio degli Anunnaki, ricavata dal computo degli dei regnati, risalirebbe a circa 450.000 anni prima della nascita di Cristo, mentre la nostra razza (in sumero “LU.LU “colui che è stato rimescolato”) sarebbe stata creata 220.000 anni dopo per volontà del Dio regnante En.ki (“Signore della Terra”), della sorellastra Nin.har.sag (“Signora della montagna principale” venerata anche come la “dea madre”) e del fratello En.lil (“Signore del vento o del comando”).
Questi dei erano grottescamente, scienziati sopraffini che grazie alle manipolazioni genetiche riuscirono a fecondare l'utero di una Anunnaki (presumibilmente la stessa Nin.har.sag) e ottenere l'uomo Sapiens dopo aver creato alcuni esseri di scarsa longevità e qualità (probabilmente Sitchin pensava ai Neanderthal).
Sfortunatamente le traduzioni vengono falsate puntualmente da queste imprecise e grossolane interpretazioni senza fondamento scientifico.
La moderna genetica ha assodato che i Sapiens e i Neanderthal furono due categorie
differenti di sottospecie umane, la cui diversità è avvenuta da un progenitore comune circa mezzo milione di anni prima, pur condividendo dal 99.5% al 99.9% il patrimonio genetico.
Le due sottospecie sono il frutto riuscitissimo dell'evoluzione di Erectus differenti, ed entrambi hanno dominato la Terra per pari capacità intellettive e biologiche per un ampio lasso di tempo, come vedremo in seguito.