Rispondi a: L’euro non è una moneta, l’euro è un metodo di governo!

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InneresAuge
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Fratelli D'Italia finalmente parole forti di Giorgia Meloni contro l'Euro, oggi 8 marzo al congresso:

Ormai si sa come è nato il Governo Monti e non dobbiamo aspettare la sentenza dei posteri. Il Governo di centrodestra, l’ultimo governo frutto di un pronunciamento popolare è stato esautorato da torbide vigliacche manovre internazionali, ovviamente col solito aiutino dall’interno, e sostituito con un governo che rispondesse a interessi stranieri e alla grande finanza internazionale. Così è stato con Monti, così è stato con Letta e così è con Renzi, che è l’erede dei suoi predecessori.

Io non mi indigno con loro perché li considero avversari politici. Io mi indigno con loro perché sono avversari dell’Italia. Io, come direbbe Ugo Foscolo parlando di un altro presunto italiano che si rivelò nemico degli Italiani, “piango la patria mia che mi fu tolta, e il modo ancor mi offende”.

Perché sono governi che non hanno fatto gli interessi dell’Italia, non lo diciamo noi, lo dicono i risultati. Non c’è un solo indicatore economico che sia migliorato. L’andamento della produzione industriale è il peggiore d’Europa, il debito pubblico che con all’avvento di Monti era al 120% del PIL è oggi al 133% e continuiamo a battere ogni record di disoccupazione, particolarmente giovanile. In compenso l'Unione Europea ci ha fatto i complimenti, e la Merkel è entusiasta di vedere l'Esecutivo italiano agire nell'interesse della Germania, per di più con il plauso delle nostre istituzioni e dei nostri media, che è ancora più surreale.

Monti si vantava che in Europa gli avevano detto che era il miglior genero possibile per una suocera tedesca, e Letta era tutto contento perché gli avevano detto che aveva fuori le balls of steel, gli attributi d'acciaio. Non capivano i due che in Europa si stavano prendendo gioco di loro. Un po’ come si fa con il pollo messo a giro in un tavolo da poker, al quale tutti i giocatori continuano a fare complimenti – Vai sai fortissimo! – mentre gli sottraggono tutte le fiches.

Cosi gli altri governi europei hanno sottratto all’Italia decine e decine di miliardi, facendoci accettare condizioni surreali. Basti pensare al Fondo salva Stati, al quale sborseremo nei prossimi cinque anni 125 miliardi ma al quale, per come è stato concepito, non potremo accedere mai, e che in compenso serve a mettere a riparo gli investimenti tedeschi e francesi in Grecia, Spagna e Portogallo. Questa è la verità.

Perché il nostro rapporto con l'Europa nasce da una grande malinteso e da una grande contraddizione. Noi non siamo una Nazione che chiede aiuto all’Europa e in ragione di quell’aiuto devono accettare condizioni particolari. Per paradosso siamo il primo contribuente d’Europa in rapporto al PIL. Siamo quelli che danno di più e che hanno indietro di meno. Secondo voi con questi numeri possiamo restare a guardare mentre ci annoverano tra i piigs, che in inglese significa maiali? No, non possiamo. Noi non siamo maiali, siamo galline dalle uova d’oro.

Noi crediamo sia arrivato il momento di dire a chiare lettere che stare nell’euro, a queste condizioni, non conviene all’Italia. Mi avete sempre sentito prudente su questo punto. Ho sempre detto che bisognava uscire dall’euro se non venivano cambiati i patti. Comincio a credere che sia del tutto inutile provare a convincere la sorda Germania a ragionare. Dunque penso che l’Italia debba dire all’Europa: noi vogliamo uscire dall’euro, se pensate che questo sia un problema grave per l’euro, allora convinceteci a restare. Invertiamo l’onere della prova, insomma. Perché all’euro serve l’Italia molto più di quanto all’Italia serva l’euro.

E se per questo ci definiranno populisti, e chissenefrega, meglio populisti che servi. Alle prossime elezioni europee, noi diremo che questa volta l'unico voto utile sarà quello dato a chi andrà in Europa ad alzare la voce, con idee chiare e senza timore reverenziale. Non c’è nulla di utopistico o irrealizzabile in quello che dico. Diceva Adriano Olivetti, in un certo senso il nostro Steve Jobs, ma molto prima, che diceva: “Il termine utopia è la maniera più comoda per liquidare quello che non si ha voglia, capacità, o coraggio di fare. Un sogno sembra un sogno fino a quando non si comincia da qualche parte, solo allora diventa un proposito, cioè qualcosa di infinitamente più grande”.

Perché l'Unione Europea ci ucciderà se l'Italia continuerà a essere rappresentata da dei maggiordomi zelanti, e in effetti a Monti e Letta la mansione calzava abbastanza bene. E Renzi? Renzi rischia di essere una marionetta caricata a molla. Ha fatto sapere che andrà dalla Merkel con il suo Job Act.

Vi rendete conto che scena pietosa? Ma non si è mai visto un capo di una Nazione sovrana andare in pellegrinaggio in un'altra Nazione per farsi approvare le riforme che intende fare in Patria? Io non ne ho memoria, ma certamente sarà accaduto tra feudatari e vassalli nel medio evo o nei regimi coloniali del secolo scorso.

Mai una Nazione sovrana si è umiliata così. Mai. E non è neanche la notizia peggiore. Sapete qual è il giorno che Renzi ha scelto per questo atto di umiliazione? Il 17 marzo, la data che celebra l’Unità nazionale, il giorno che celebra le ragioni che ci tengono insieme e che celebra la nostra indipendenza e la nostra libertà.

Vergognati. Non azzardarti a infangare la nostra Patria andando a fare i tuoi salamelecchi in giro per l'Europa il giorno della nostra Festa nazionale. Se ti serve una data simbolica per questo tuo inchino alla Schettino, quella data è l’8 settembre, non il 17 marzo.

Capiamoci, non siamo contrari all’idea di Europa, noi siamo contrari a questa Europa, che rinnega se stessa, la sua vocazione e il suo destino. Ci pensavo guardando a quegli uomini e quelle donne che in Ucraina muoiono stringendo nelle mani la bandiera dell’Europa, quella con le stelle dorate a ricordare gli antichi popoli che fondarono e difesero la nostra civiltà. Quale terribile tradimento, per quei ragazzi e quelle ragazze, quando quel sogno, per il quale hanno donato la propria vita, si trasformerà in un incubo di interessi finanziari, quote latte e lunghezza delle carote. Pensate che tradimento.

Difendiamo l’Europa delle cattedrali, dei borghi, dei diritti dei popoli e della sovranità delle Nazioni, e combattiamo l’Europa egoista e tecnocratica a trazione tedesca. E’ il motivo per il quale non rimarremo all’interno del Partito Popolare Europeo a guida Merkel, che ha rinnegato se stessa, la sua vocazione e si è asservito al potente di turno.

https://www.facebook.com/notes/giorgia-meloni/il-testo-integrale-del-mio-discorso-di-apertura-del-congresso-di-fratelli-ditali/10152288972323872


Come può la vista sopportare, l'uccisione di esseri che vengono sgozzati e fatti a pezzi... non ripugna il gusto berne gli umori e il sangue, le carni agli spiedi crude... e c’era come un suono di vacche, non è mostruoso desiderare di cibarsi, di un essere che ancora emette suoni... Sopravvivono i riti di sarcofagia e cannibalismo.
- Franco Battiato