Rispondi a: L’euro non è una moneta, l’euro è un metodo di governo!

Home Forum L’AGORA L’euro non è una moneta, l’euro è un metodo di governo! Rispondi a: L’euro non è una moneta, l’euro è un metodo di governo!

#143416
InneresAuge
InneresAuge
Partecipante

Da uno dei tanti ottimi articoli del magistrato Luciano Barra Caracciolo:

http://orizzonte48.blogspot.it/2013/04/non-bisogna-mai-dimenticare.html

1. Una moneta unica, cioè quella che viene chiamata, nella teoria economica, “area valutaria ottimale” ha un senso economico-razionale solo se esiste un’assoluta convergenza dei principali indicatori economici tra i paesi aderenti. Altrimenti, sarà dannosa, perchè esigendo forti trasferimenti compensativi dalle aree con gli indicatori economici più “forti”, in particolare con inflazione più bassa e connessa produttività più alta, condurrà a forti tensioni interne all’area stessa, fino al punto da scatenare l’ostilità di una parte della comunità sociale coinvolta verso l’altra;
2. E questo o perchè i trasferimenti non ci saranno stati, e allora la parte sociale più debole sarà animata dal senso dell’ingiustizia, causato dal vincolo monetario, o perchè tali trasferimenti, invece, saranno stati effettuati, e allora la parte del sub-strato sociale più “forte” sarà preda del “risentimento”, assumendo di essere stata depredata a favore di soggetti immeritevoli;
3. Per questo un’area valutaria ottimale non è mai una scelta economica “ottimale”, ma assume senso solo nel caso in cui sussistano forti elementi di appartenenza, cioè quell’identificazione concorde e generale degli individui nella comunità che dà luogo all’AVO e che, prima ancora, giustificherebbe il dar vita a un processo costituente di popolo nei sensi sopra precisati.
4. Ma una moneta unica fondata sulla forte competizione economica (cioè sul libero gioco di domanda e offerta, limitandosi espressamente l’intervento pubblico correttivo delle immancabili distorsioni di ciò) e più ancora, sulla stabilità dei prezzi (art.3 trattato istitutivo dell’UE), quand’anche avesse un governo federale, che comunque ora non c’è, lo avrebbe esclusivamente vincolato a questi fini. Quindi sarebbe destinata a una crescita limitata della ricchezza, finendo per rivolgersi alla sua redistribuzione verso i creditori finanziari e alla impossibiiltà di svolgere politiche anticicliche in caso di crisi. Questo vale per tutte le entità politiche che si vogliano fondare su libero mercato e deflazione, in tutti i luoghi e in tutti i tempi della storia contemporanea.
5. Ed infatti, poichè l’unico mezzo disponibile, ad una pubblica autorità, per stabilizzare e abbassare l’inflazione sarebbe la compressione dei redditi dei lavoratori (di ogni tipo), si avrà una società che comprime il lavoro, inteso come merce soggetta tendenzialmente alla mera legge della domanda e dell’offerta, e protegge i rendimenti del capitale finanziario. E scoraggia gli investimenti produttivi.
6. Se poi questa “moneta unica” (“area valutaria ottimale”-AVO), non prevede, come l’UEM, i traferimenti compensativi di cui sopra (del cui enorme costo politico disgregante si è detto), e si impernia solo su un banca centrale indipendente, tutti questi caratteri negativi saranno accentuati.
Nel medio-lungo periodo la crescita sarà non solo ristagnante, ma le inevitabili posizioni di forza favorevoli a una parte dei suoi Stati partecipanti saranno essenzialmente determinate dal depauperamento perpetrato a danno (dei lavoratori) degli altri Stati. Col limite che questo “gioco”, che è definito, proprio in relazione alle dinamiche verificatesi nell’area euro, “mercantilismo imperialista”, porterà alla fine gli stessi Stati “prevalenti” in difficoltà economica.
7. Il gioco a somma zero che caratterizza così l’area euro, cioè il deflazionismo neo-classico e monetarista, deprimendo la quota salari dell’area coinvolta e quindi la sua domanda aggregata (PIL), conduce sia a conflitti territoriali, cioè tra zone corrispondenti a diversi Stati, sia a conflitti sociali, in quanto tali politiche sono utilizzate essenzialmente per attuare un assetto sociale in cui il rischio delle periodiche crisi economiche, che non vengono più combattute, lasciandosene la correzione al sacrificio del solo fattore “lavoro”, non ricada più sul capitale finanziario.
8. Il quale vedrà comunque come prioritaria la sua protezione da parte delle autorità, incomplete e non democraticamente legittimate, che, come in concreto si verifica nell’area euro, si sono volute come governance dell’area valutaria “imperfetta”.
Questo assetto è obiettivamente ciò che oggi equivale alla locuzione “costruzione europea”.
Null’altro è rinvenibile nella sua struttura e funzione di potere.
E attaccare, sotto l’etichetta di “sovranità nazionale”, la democrazia costituzionale dei singoli Stati, cioè l’unico argine alla coattiva realizzazione di tale assetto, significa propugnare la prevalenza degli interessi del capitale finanziario arroccato intorno alla unica istituzione della “banca centrale indipendente”. Null’altro che questo.


Come può la vista sopportare, l'uccisione di esseri che vengono sgozzati e fatti a pezzi... non ripugna il gusto berne gli umori e il sangue, le carni agli spiedi crude... e c’era come un suono di vacche, non è mostruoso desiderare di cibarsi, di un essere che ancora emette suoni... Sopravvivono i riti di sarcofagia e cannibalismo.
- Franco Battiato