Rispondi a: Dalla Cannabis alla marijuana…tecniche di propaganda.

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Manuelito
Manuelito
Partecipante

Grazie Spider :legg: La cannabis è stata la mia passione per dieci anni. Non parlo di assumerla, ma di studiarla, per cercar di capire, prima di tutto quanto facesse davvero male e poi, una volta scoperto la sua bassa nocività, riuscire a capire il perché qualcuno aveva deciso negli ultimi 70 anni di vietarla in maniera così violenta.
Poi dopo dieci anni, dopo aver scomposto la molecola, dopo aver intervistato medici e psichiatri, dopo aver cercato di consapevolizzare la gente, mi sono accorto chi c’è davvero dietro alla proibizione della “marijuana” e mi sono arreso.
Mi sono arreso perché contro questa gente non si può, ma soprattutto non si deve vincere. Le forze in gioco sono molto più complesse e strutturate di come io in principio immaginavo e ho lasciato perdere.

Però…io vi garantisco che la materia è affascinante…tutta…non solo la sostanza psicoattiva in quanto tale, o la millenaria storia che c’è dietro, ma anche tutte le tecniche usate per beneficiare di questa piante e soprattutto tutte le tecniche messe in campo per proibirla. Ricordo che alla fine della mia ricerca (quando oramai il tanfo di zolfo era più che evidente) ero sconvolto (non perché avevo fumato) e affascinato allo stesso tempo.
La proibizione della cannabis è da studiare nelle scuole di tutto il mondo per capire come si possa mettere su, avendo a disposizione ingenti mezzi, una strategia globale senza aver una minima prova a sostegno e come farla durare per anni.
La macchina proibizionista che fu avviata all’epoca è qualcosa di impressionante, talmente tanto studiata nei minimi particolari che, tranne qualche oliata di tanto in tanto…continua ad andare avanti per inerzia da quasi 80 anni…è pazzesco e affascinante.
Eppure la cannabis non è una nuova sostanza, non è qualcosa immessa qualche anno prima della proibizione, ma accompagna l’uomo da millenni. La prima testimonianza, è il ritrovamento di bracieri in cui la canapa veniva bruciata ed inalata (forse a scopo curativo) in delle grotte mesopotamiche datate 6.000 (ripeto seimila) anni fa….come caspita ci sono riusciti questi qui a vietarla?
Fu questa la domanda che un giorno cominciò a perseguitarmi.
Quel giorno però io ancora non sapevo della piramide di potere, del controllo oscuro di certa “gente” , non sapevo della malvagità organizzata per scopi spirituali.

Come ho scritto nel primo post….gli argomenti da trattare sono più di uno e io cercherò di esporvi il mio punto di vista provando ad abbracciare tutti i temi, cercando pure di dare una cronologia agli eventi storici.

Cominciamo da una curiosità. Il sistema (endo)cannabinoide è presente in tutti gli esseri viventi di questo pianeta , tranne negli insetti. Gli effetti della cannabis si manifestano nell’umano come nel cane, nel gatto, nel pipistrello, nella rana, nel ragno e in tutti gli animali che conoscete, basta che non sia un insetto. Solo gli insetti su questo pianeta non hanno un sistema apposito di recettori per gli (endo)cannabinoidi.
Curioso no?
Un’altra curiosità… una delle prime reazioni chimiche che avvengono nel corpo umano è proprio un’azione di un derivato dell'acido arachidonico e cioè degli endocannabinoidi. E’ questa reazione che da al neonato l’impulso a nutrirsi dal seno della madre.
Ancora una curiosità, sapete che i topi da laboratorio a cui sono stati eliminati i recettori CB1 non gradiscono alcun cambiamento? Se vengono spostati in un’altra parte della loro gabbia si agitano e si confondono, e quando vengono rimessi nella loro posizione originale nella gabbia, si rilassano, ma se vengono messi in un'altra posizione, si agitano nuovamente.

Non userò mai il termine “marijuana” , quando vorrò parlare della canapa in modo gergale dirò “Ganja”

Ma partiamo dalla pianta Cannabis Sativa comparsa su questo pianeta tanto tanto tempo fa.
Nativa di posti caldi e umidi, ma adattabilissima a qualsiasi clima (da questo l’ estrema facilita di coltivazione), è diventata un “fenomeno di massa” agli inizi del secolo scorso.
Vi ho accennato la diversità dei vari ceppi di Cannabis (Sativa, Indica e Ruderalis)
In linea di massima (molto di massima) la Sativa e la Ruderalis sono usate per ricavarci polpa, oli e fibra, dalla Indica (femmina) si ricava la resina (dove vi è la massima concentrazione di THC).
Dico femmina perché la massima concentrazione di THC si trova nella resina che i fiori femminili secernano per proteggere la pianta dal calore e dalla siccità.
Partiamo col dire che per varietà, qualità e proprietà, la cannabis può essere paragonata al vino.
Fra Sativa e Indica sono centinaia le specie diverse conosciute. Come per il vino, dove di partenza c'è sempre l'uva, per la ganja c'è sempre la cannabis. Poi dipende dal luogo di coltivazione, dal tipo di lavorazione, dalle varie sperimentazioni. Sono questi fattori a determinare il “corpo” del vino e della ganja. Per quanto riguarda l'hashish, potremmo paragonarlo alle grappe.
Sapete che esistono un mucchio di persone (anche fra i stessi fumatori e fra le forze dell’ordine ) che credono che l’erba e l’hashish siano due sostanze diverse? Cioè non immaginano minimamente che la provenienza è per entrambe, la pianta di Canapa.
L’hashish non è altro che la sostanza ottenuta estraendo le resine contenute nelle infiorescenze di Cannabis Indica dopo averli opportunamente essiccati…parola araba che prima di tutto significa “erba”. In arabo però la parola assassino deriva da hashishyyin, termine plurale traducibile con “quelli dell'erba” che, a partire dalla fine del secolo IX, indicava in Siria gli appartenenti a una setta estrema dell'Islam. Lo strumento politico principale di questa setta era l'assassinio.
Si racconta che i membri fra un delitto e l'altro fumassero hashish, ma si racconta anche che agli stessi membri veniva messo a disposizione un giardino fiorito, cibo e vino a volontà, donne e appunto l' hashish…e poi gli veniva detto “va' commetti quest'assassinio per noi e ne avrai ancora.”

Abiti, corde, vele, corredi di matrimonio…la canapa è sempre stata usata come fibra, ora ci fanno degli ottimi vestiti, delle borse, delle scarpe e dei cappelli.
Olio combustibile, alimento e materiale isolante….ricavati dalla pianta di canapa, in passato erano all’ordine del giorno. Gli italiani conoscono bene questa pianta, fino agli anni cinquanta erano molti i contadini italiani che la coltivavano. Coltivare la canapa non è così male….è in pratica una pianta infestante e molto resistente, cresce a tutte le latitudini, ma soprattutto ha un ottimo rapporto biomassa-zona coltivata.
Ora si ricava un biodiesel e dalla canapa e qualcuno ci ha fatto anche dei mattoni.
In pratica, escludendo il vetro delle finestre e qualche parte in metallo…la casa potresti costruirla ed arredarla completamente in canapa.
La canapa era ed è ancora oggi (proibizionismo permettendo) un ottimo investimento.
Fu questa la scintilla che fece muovere il proibizionismo?….io ne sono stato convinto per tanti anni, ora lo sono un poco meno…o meglio, questo motivo potrebbe essere stata anche la scintilla, ma poi l’incendio che ne è scaturito, ha fatto intravedere per l’ideatori di questa proibizione, risvolti che forse non erano stati nemmeno previsti.
Se v’interessa ne parleremo in dettaglio e cronologicamente, di tutti i punti chiave che la macchina proibizionista mise in gioco agli albori della proibizione. Dell’incontro dei Mellon con il giovane Herry Jacob Anslinger (che l’Uno Infinito gli illumini la via) e di tante altre manipolazioni, insabbiature, trucchetti, prepotenze perpetuate nei primi anni della proibizione statunitense.
Prima di allora però…ci fu, in un passato abbastanza remoto, nei paesi arabi, una sorta di proibizionismo.
Come la giri e come la volti, le motivazioni sono sempre le stesse, ma a quei tempi e in quelle zone ci fu una diatriba religiosa sull’uso di cannabis. I fondamentalisti dicevano che Maometto non permetteva l’uso di sostanze inebrianti, mentre gli assuntori rispondevano che Maometto aveva specificato che era peccato assumere la fermentazione del vegetale….l’erba non necessita di alcuna fermentazione o manipolazione, per cui non rientrava fra le cose vietate. I fondamentalisti ribattevano…”E vabbè sti cazzi…qualsiasi sostanza inebriante è peccato!”…comunque per un periodo di tempo gli assuntori e cultori della cannabis dovettero andare in giro con dei bon bon alla canapa nascosti nelle pieghe della tunica.
Ma quella era più una diatriba locale, certo gli assuntori di cannabis per chi desidera dettare delle regole dittatoriali, che siano sociali o religiose, sono sempre un pericolo, ma la cosa non prese piede soprattutto perché nella cultura della Mesopotamia, la cannabis è dappertutto.

Ma non vorrei cominciare dal proibizionismo che è il lato oscuro fetido e nefasto di tutta la storia, la prima cosa che vorrei fare, è presentarvela…di presentarvi un po’ di cannabinoidi.
Vorrei presentarvi il capostipite di questa bizzarra famiglia, il più importante, quello che si fa notare di più (psicoattivo)…signori…il Delta9 Tetraidrocannabinolo per gli amici (THC)..e la sua numerosa famiglia (9 varianti).
Ma ecco a voi un altro personaggio abbastanza importante della famiglia anche se non si vede molto in giro… signori e signore…il Cannabinolo, che gli amici chiamano (CBN)…e la sua famiglia
Poi, in ordine di apparizione:
Delta8 THC e la sua famiglia
Il Cannabicromene per gli amici (CBC) e famiglia
Il Cannabiciclolo (CBL)
Il Cannabidiolo (CBD)
Il Cannabielsoino (CBE)
Il Cannabigerolo (CBG
…poi ancora…Il Cannabinidiolo (CBND)
Ed infine il Cannabitriolo (CBT)

Poi ce ne sarebbero altri, ma non abbiamo capito ancora a che servono…a dire il vero a noi comuni mortali italiani, a meno che non ti vai a fare tu una ricerca e ti traduci centinaia e centinaia di pagine scritte in inglese, queste informazioni sono inesistenti…come se per l’italiani la canapa fosse scomparsa da questa dimensione. Sono ancora pochissimi i medici italiani che conoscono la sostanza e che la consigliano come terapia…anche se fosse solo di supporto.
Eppure i migliori scritti sulla cannabis come medicamento sono stati creati da medici italiani che operavano in Italia. Nel 1887, il Professor Raffele Valieri, primario dell'Ospedale degli Incurabili a Napoli, oltre ad usarla sui pazienti ed a consigliarla, pubblica anche un curioso e dettagliato libretto dal titolo “Sulla canapa nostrana” e suoi preparati in sostituzione della cannabis indica, pieno di osservazioni e consigli molto validi
anche oggi.
In India invece, nel 1884, viene pubblicata la prima grande ricerca sulla canapa, commissionata dagli inglesi. Il rapporto di 3.281 pagine, che resterà nella storia come “l'opera più classica sulla canapa”, verrà in seguito insabbiato più volte e quasi estinto fino al 1969.
Nel 2000 in tutto il mondo si potevano reperire solo 6 di copie di questo rapporto.
L'interesse medico per la cannabis si risveglia all'inizio degli anni settanta del novecento, in seguito alla scoperta, nel 1964, del Δ-9 tetraidrocannabinol (THC), il componente psicoattivo della cannabis…che porterà alla scoperta poi, nel 1992, di un sistema endocannabinoide e di una molecola simil cannabinoide che in seguito verrà chiamata “Anandamide” (dal sanscrito Ananda-che da gioia)
Nel 1971 poi, negli USA, viene pubblicato “Marihuana Reconsidered” scritto dal Dottor Lester Grinspoon. professore di psichiatria all'università di Harvard.
Si ricomincia a parlare pubblicamente di Cannabis terapeutica.
La bibliografia sugli usi medici della canapa indica, ora, nel 2012, è di una mole spaventosa, ma nonostante questo, i ricercatori continuano ad essere ostacolati, i medici continuano ad essere minacciati, i pazienti continuano ad essere disinformati e il compito di informare, paradossalmente, ricade esclusivamente sul consumatore stesso…questa cosa è quanto meno bizzarra.