Rispondi a: Che cosa è il pensiero?

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Xeno
Partecipante

[quote1361359079=orsoinpiedi]

Ciao Xeno
cio che affermi indica che prima nasce l'osservazione e poi il pensiero.
Ritengo che sia un affermazione un pochino azzardata.Se cosi fosse, anche uno scimpanze si puo paragonare ad un uomo.Agire in funzione di uno stimolo esterno in base all'esperienza acquisita.
L' autore tende a spiegarci che è il puro pensiero il vero creatore di tutto cio che osserviamo.Il Creato è un atto di puro “intento”
“Secondo la tradizione vedica l’universo è esso stesso costituito di psiche, è energia psichica in espansione, un pensiero complesso la cui condensazione è il mondo fisico, da cui scaturisce l’esperienza empirica.”Non è forse cio che ci insegna anche l'ing.Keshe?
Vedi che non facciamo che riscoprire antiche saggezze?
La nostra mente,quella profonda, che definirei anima,è l'epressione della mente universale(i nativi americani lo chiamano “Il Grande Spirito),il “pensiero di pensiero”di Aristotele.Quella che quotidianamente usiamo è la mente superficiale,quella collegata al cervello(il pensiero logico-dialettico di Parmeide), che risente degli stimoli esterni,da cui siamo giornalmente aggrediti,ed inconsciamente tendiamo ad identificare come l'unica e vera mente.Quindi una mente soggettiva e non oggettiva.E' la mente oggettiva la vera mente creativa ed è ad essa a cui dobbiamo tendere.

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Quoto le prime tre righe del post di Rich e cioè:

il pensiero è derivante dall'accesso del cervello a delle informazioni che stanno in una struttura indipendente, la nostra vera identità, alla quale appunto il cervello accede e di cui fino ad ora abbiamo capito molto meno di quanto pensiamo

Detto questo,

per comprendere il mio pensiero riguardo al post da me scritto,bisogna cercare di fare uno sforzo entrando in un ragionamento di metafisica oserei dire.Ovverossia bisogna andare un pò a monte:
l'Essere può creare il pensiero se così vogliamo chiamarlo,di un oggetto (materia), ma la persistenza del medesimo è nulla.Al fine di creare persistenza e quindi “vita” cioè a dare corpo al pensiero è necessario introdurre un arbitrario che permetta la persistenza e questi è il tempo.
In pratica l'Essere dovrebbe [u]continuamente[/u] creare, al fine di ottenere persistenza, l'oggetto (o materia)
A tale proposito subentra il tempo che non è nient'altro che un accordo o convenzione sul fatto che quella cosa esiste di per sè indipendentemente da chi la creata (o ne sta esercitando la creazione)
Se vogliamo possiamo dire che esiste l'introduzione di una bugia e la maya difatti, è l'illusione dell'esistenza della materia stessa.
Togliere il velo significa vedere cosa [u]realmente[/u] c'è là. (sempre che là significhi qualcosa)
Si potrebbe dire che, se noi potessimo vedere come realmente è la cosa cioè la Verità senza la “bugia” questo universo svanirebbe.
Pertanto l'esistenza di questo universo è determinato dal fatto che noi non stiamo guardando o meglio osservando (o non vogliamo osservare) l'essenza, ma qualcosa di spurio.
L'identificazione da parte di un Essere in un corpo umano o fisico con la materia e l'universo in cui vive con le sue leggi, è la de-generazione o meglio lo scendere di Consapevolezza al fine di mantenere in essere il tutto.

Ora,all'atto pratico l'idea che abbiamo noi di creare attraverso il pensiero secondo me,non è esatto in quanto scambiamo la creazione con l'associazione di immagini catalogate nella mente al fine di portare in essere quanto associato.
E' la mente razionale che è progettata a tale scopo:osserva delle immagini mentali e partorisce un'altra serie di immagini confacenti allo scopo…si tratta poi di metterle in atto o meno attraverso azioni fisiche al fine di realizzare quanto partorito.
Tra parentesi,molte di esse sono basate su stimolo e risposta allo stimolo.
Se io ti dico di NON pensare ad un elefante rosa a pallini rossi,non ci riesci lo hai già pensato o meglio si sono formate in te associazioni di vecchie immagini (rosa elefante e pallini) senza che la tua Volonta ci possa fare niente.

Tornando a quanto sopra,la Creazione non esiste in quanto tale, esiste l'Essere che non è e non ha materia e tempo, ma che è al disopra dello spazio e del tempo.

Per concludere: l'artista è quanto più vicino a quanto intendo:spesso come sappiamo artisti o grandi “pensatori”non hanno avuto nessun pensiero anzi più ci pensavano e più non gli riusciva.Ma di colpo senza [u]pensarci[/u] hanno Creato:chiamiamola intuizione o come ci pare, ma hanno attinto a qualcosa che va al aldilà del pensiero.

Corollario:
a meno che non subentri la situazione relativa alla conclusione di cui sopra,possiamo dire che:
chiunque non abbia mai osservato una cosa (materia) non può generare un pensiero proprio relativo alla cosa stessa.

ps. un esempio molto palese del corollario di cui sopra è una persona cieca dalla nascita in cui il cui colore rosso [u]non ha senso[/u] per lei. Viene da sè anche che il giochino dell'elefante di cui sopra non funziona con il cieco.