Rispondi a: Jorge Maria Bergoglio papa Francesco

Home Forum L’AGORÀ Jorge Maria Bergoglio papa Francesco Rispondi a: Jorge Maria Bergoglio papa Francesco

#143747

Erre Esse
Partecipante

Secondo questo articolo siamo tutt'ora “senza papa.”

http://bortocal.wordpress.com/2013/03/14/122-non-e-francesco-lultimo-papa-e-stato-scola/

bene, è finita la Sanremo dei cardinali.

però non credete alle illusioni: a Roma per la prima volta non è stato eletto nessun papa.

il fatto è così clamoroso che non è stato ancora scoperto: eppure gli indizi sono tutti sotto i nostri occhi.

* * *

primo indizio.

è incredibile la Conferenza Episcopale Italiana che si congratula col cardinale Scola per l’elezione a papa, vero?

un banale errore di copia e incolla dovuto alla fretta su un comunicato già preparato, ma un lapsus tremendamente simbolico?

mettiamola così, se vi piace e divaghiamo un attimo, prima di continuare.

e intanto ascoltiamoci anche Battisti: ti stai sbagliando, chi hai visto non è / non è Francesco. 🙂

* * *

Scola, principale collaboratore di Ratzinger nella Congregazione che ha insabbiato per anni, su ordine di Woitila, gli scandali dei preti pedofili, non ha mai avuto la minima possibilità di essere eletto, e lo avevo scritto: ha però avuto dalla sua parte non solo l’episcopato italiano, ma anche la stampa italiana che si vanta di essere laica.

l’Italia nel suo insieme non capisce la modernità né la nuova cultura mondiale dei diritti umani.

l’Italia dei vescovi del resto ha creduto fino all’ultimo che si potesse ancora eleggere un papa.

* * *

il nuovo eletto è esente da queste colpe, ma forse ne ha altre, persino più gravi: una lettrice mi ha già inviato una testimonianza tremenda sul suo conto, ma prima di pubblicarla desidero essere sicuro di quello che c’è scritto: non vorrei che la notizia facesse parte di qualche frettoloso dossier preparato da Scola per contrastare chi fu già sul punto di essere eletto al posto di Ratzinger nel 2005.

allora i cardinali non provarono imbarazzo per la gioventù forzatamente hitleriana di Ratzinger, avvolta da nebbie lontane e protetta dall’anonimato dell’adolescenza; ma che dire se di papa Francesco si dovesse dire fra qualche giorno che ha avuto comportamenti analoghi a quelli di papa Pio XII durante il nazismo, di silenzio complice oppure di forme segrete di collaborazione con la dittatura militare argentina, quando faceva sparire gli oppositori politici?

lasciamo per ora aperta questa domanda, e accontentiamoci di pensare che fosse sincero e per niente gesuitico quando poco tempo fa ha voluto chiedere perdono a nome di tutta la chiesa argentina per il comportamento tenuto durante la dittatura.

* * *

per ora accontentiamoci di vedere al posto di Ratzinger quest’uomo che è quasi la sua riedizione fisica, ha pressoché la sua stessa età di quando fu eletto, ad è molto più malandato di lui, perché vive da quando è ragazzo con un polmone solo, ed è apparso persino più smarrito di fronte al compito che lo aspetta.

sembra quasi che lo Spirito Santo non voglia ammettere di essersi sbagliato con Benedetto XVI e ce ne abbia voluto mandare un altro simile per fare quello che Ratzinger non è stato capace neppure di cominciare.

un uomo simpatico, apparentemente, nessun dubbio, questo Bergoglio, che richiama in questo un papa Luciani solo un po’ meno estroverso, e speriamo che duri di più se intende cambiare la Chiesa, come voleva quello.

le intenzioni si riconoscono: si è dato un nome rivoluzionario, nessun dubbio; il programma, appena accennato da questo nome nelle parole improvvisate è dirompente: si è definito vescovo di Roma e non papa, ha sottolineato che per trovarne uno degno lo si è dovuto far venire dalla fine del mondo.

ha cioè parlato anche di Malachia.

* * *

la cosiddetta profezia di Malachia è un falso prodotto secoli fa da qualche cardinale Scola di quel tempo per provare a condizionare i colleghi cardinali con la indicazione di se stesso come papa facilmente riconoscibile in un versetto latino, dopo la minuziosa elencazione dei predecessori, ed ha la stessa attendibilità delle bubbole sui maya.

però esiste nell’immaginario e sentire parlare, per una metafora suggerita dall’inconscio, di “fine del mondo” da parte di quello che risulta indicato come l’ultimo papa prima della medesima, be’ non so a voi, ma a me ha fatto un effetto surreale.

papa Francesco, che non risponde per nulla in apparenza al motto “Petrus romanus” che dovrebbe contrassegnarlo secondo quella profezia fasulla ma considerata suggestiva, ma, guardandosi attorno in un modo che è sembrato quasi spaurito, è parso avere annunciato, suo malgrado, proprio la fine di quel mondo romano che lo ha prodotto, quando ha accennato a se stesso non tanto come all’ultimo papa, ma come al vescovo di Roma.

prima di lui, nella storia del papato un po’ farlocca che regge il cattolicesimo, solo un altro papa è stato vescovo di Roma, prima ancora che papa, ed è quel Simone detto Petrus, mai andato a Roma, probabilmente, ma ucciso nel 42, che è tornato buono con una biografia immaginaria per riempire un vuoto altrimenti incolmabile della storia dei papi, che all’inizio della vita della Chiesa non esistevano neppure.

in questo senso soltanto, Francesco può essere Romanus, ed anche Petrus.

* * *

allora, ascoltatemi, perché qui siamo all’indizio numero due, che potrebbe assumere la consistenza di una prova e chiudere come tale il discorso.

i vescovi italiani, quando si sono dovuto precipitare a correggere l’errore marchiano della prima mail a Scola e a congratularsi davvero con Bergoglio, questa volta si sono rivolti a lui, naturalmente, ma si sono dimenticati di chiamarlo papa: si sono congratulati semplicemente perché è stato eletto, ma non hanno detto a cosa.

i due comunicati messi assieme sono quasi un segnale felpatissimo di scisma, almeno inconsapevole, anzi inconscio, dato che per Freud l’inconscio si nasconde anche nei lapsus, oltre che nei sogni.

questo significa quasi che ancora per loro l’ultimo papa, mancato, è Scola, come avevano scritto, congratulandosi.

* * *

forse l’Italia non si sta solo preparando ad uscire dall’Unione Europea, ma anche dalla Chiesa cattolica… 🙂

* * *

faccio una modesta proposta di previsione del futuro, ma sono sicuro che non sarà molto lontana dalla realtà.

d’ora in poi il papa esisterà solo per gli italiani che non possono farne a meno, a cominciare da quelli che leggono Repubblica, e sarà soltanto il capo dei vescovi italiani, facciamo pure che ci mettano Scola tra un po’ e che se lo chiamino papa, se vogliono, privatamente fra loro.

il resto del mondo avrà solo un vescovo di Roma, quello che è stato eletto dai cardinali del resto del mondo, appunto, come tale, per porre fine alla chiesa romanocentrica e riportarla ad essere una realtà comunitaria democratica come forse è stata soltanto nelle leggendarie vicende degli Atti degli Apostoli.

Francesco avrà il programma di Francesco, sembra banale dirlo; ma se volete leggere questo programma attraverso le parole di Malachia, con le quali Francesco ha voluto consapevolmente giocare, dite che ha quello di fare la fine del mondo papale e di ritornare ad essere soltanto un vescovo Petrus Romanus.

* * *

cioè, battuta finale decisamente stantia, l’amarissimo per la Curia che farà benissimo al resto del mondo.

Divertente questo, dello stesso autore :kkk:

http://bortocal.wordpress.com/2013/03/16/136-francesco-for-president/

leggo sconfortato dei giochi politici con cui si apre il nuovo parlamento.

chi sperava, votando Grillo, di cambiare l’andazzo, ha solo aggiunto un ingrediente dal sapore sgradevole a una maionese impazzita.

* * *

però la Camera è stata unanime nell’applaudire il papa.

chissà in quale altro paese il parlamento inizia i suoi lavori applaudendo un capo di stato straniero e poi passa subito alla consueta paralisi.

* * *

eleggete Francesco subito presidente, per favore.

di che cosa? non importa.

voglio vederlo presidente della Camera, presidente del Senato, Presidente della Repubblica e anche del Consiglio dei ministri, cioè capo del governo.

* * *

Francesco, presidente unico universale, in quanto rappresentante in Terra di Dio.

perché solo Dio potrebbe, forse, salvare questo paese da se stesso.