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Galvan1224
Partecipante

Caro orsoinpiedi,

non avevo intenzione di rispondere, ma il tuo ricordo ne ha liberato (non me lo ricordavo più..!) uno di mio che a questo punto devo raccontare.

Una premessa innanzitutto, io non racconto bugie… e non le sopporto dagli altri. I fatti son del tutto veri.

Abbiamo più o meno la stessa età, forse tu un paio d’anni in più.
Si potrebbe far di conto per vedere se la tua storia e la mia son accadute nello stesso tempo. Ma se non fosse, per me non cambia la sensazione che ho provato.

La storia, dunque.
Avevo all’incirca sette anni e con mio fratello di due in più, siam stati messi in un alberghetto in una località di mare, da soli.
I nostri genitori lavoravano e… avevano problemi.
Fatto sta che quei dieci giorni di vacanza son stati davvero una gran cosa.

Pranzo e cena al ristorante (c’erano dei tedeschi che mangiavano pastasciutta con la marmellata..!) e tutto il giorno libero, per giochi e avventure… e mare e spiaggia naturalmente, senza limiti!

Con qualche spicciolo per le piccole spese ci siam comperati due maschere con boccaglio. Teoricamente mio fratello non avrebbe dovuto lasciarmi mai da solo.. soprattutto in acqua.
Per farla breve, presa confidenza con la maschera e quel modo di respirare che permetteva di galleggiare senza saper nuotare (nel mio caso) era facile sconfinare in zone con l’acqua più alta della mia altezza.

Ci stavo ben attento ma un giorno ben tre fattori si son alleati… e quasi ce l’avrebbero fatta a portarmi via… del tutto.

Il primo, mio fratello stava nuotando qualche decina di metri avanti a me e mi perse di vista.
Il secondo, c’erano delle zone con l’acqua profonda a causa delle correnti.. e io ci stavo nuotando sopra.
Il terzo, quello decisivo. Qualcuno mi ha urtato (o io son andato adosso a lui, non rammento la dinamica) e mi si è tolto il boccaglio.

Ho rialzato la testa dopo aver bevuto dell’acqua, cercando affannosamente l’aria. I miei piedi non toccavano il fondo ed ero in preda al panico, non avevo voce causa l’acqua ingerita che mi faceva tossire e stavo per affondare del tutto quando vidi un omone arrivar lesto a sorreggermi, ricordo che aveva un leggero sorriso sul volto.

Mi portò qualche metro verso riva e mi disse qualcosa, ma era straniero e non capii nulla.

Nemmeno mi resi conto appieno che quasi certamente mi aveva salvato la vita. E quando raccontai l’avventura a mio fratello pensò che stessi esagerando.

Ma non son più andato con la maschera.

Per mille persone che investono e uccidono un gatto sulla strada, una, per evitarlo o schivarlo accade che faccia un incidente.
Una persona che conoscevo è morta da giovane così, semplicemente sbattendo la tempia sulla portiera, per un gatto.

Per cento persone che affogano una vien salvata.
Non avresti potuto far nulla, eri un bambino.
Tu hai visto uno di quelli che son affogati, era destino.

Io son stato salvato e non avendo mai potuto ringraziare il mio benefattore conservavo nel mio cuore un debito, che tu mi hai ricordato.

Così ringrazio te in sua vece e con ciò il mio debito è estinto.
L’uomo che sei adesso, risalendo il tempo mi ha soccorso.
Un vuoto è stato riempito e non c’è alcuna colpa.

Un caro saluto
Galvan

PS- vedo che ti piaccion le poesie, una mia passione… tu non hai scritto nulla?