Rispondi a: Ricordi?

Home Forum L’AGORA Ricordi? Rispondi a: Ricordi?

#144210

Galvan1224
Partecipante

L’essere umano si impegna in ogni genere di collezione, potete davvero trovar di tutto e purtroppo anche cose orribili, poiché la sua natura contiene una parte oscura… non proprio piccola.

Ma qualunque siano gli oggetti che hanno catturato il suo interesse, non si è reso conto di cosa in realtà stia collezionando… ricordi, null’altro e non di meno che ricordi. In una forma o nell’altra.

Per quel che mi riguarda trovo che il ricordo in forma di pensiero o immagine non abbia eguali… si trasporta facilmente e si può intervenire su esso in qualsiasi luogo e momento. Non servono stanze e ripiani, dentro di noi c’è già tutto l’occorrente, basta solo usarlo.

Ed è quello che instancabilmente, giorno dopo giorno, istante dopo istante facciamo. Non abbiamo alcuna possibilità di far altrimenti, ogni nostra azione è collegata a quel filo di ricordi che si perde indietro nel tempo… che chiamo la nostra scia vitale.

Quando qualcosa è così evidente, quotidiano, vien dato per scontato… le cose stan così e da lì si procede, in avanti… verso altra scienza, arte… desideri. Con ciò allungando la scia che ci comprende tutti, quella della coscienza umana o collettiva che dir si voglia. Non c’è nulla di sbagliato in questo, altrimenti lo è l’uomo nella sua totalità, opzione a cui non pochi dan credito.

Chissà perché a me è venuto di guardar indietro, cercar di sbirciar nel meccanismo della memoria che immagazzina i ricordi… e anche, poiché son collegati, dell’origine dei pensieri.
Di questi argomenti molti a ragione presumono di saper tanto, le discipline che se ne occupano son serie e il loro approccio scientifico e sistematico.

Ma di quel tipo di conoscenza non son interessato se non per restar aggiornato, per non perder il passo del mondo. Lo sono invece a qualcosa su cui si possa in qualche modo mettere le mani; che altri mi dicano come secondo loro o tal disciplina stanno le cose non spegne la mia sete. È come parlarmi d’acqua… io ho davvero sete.

Naturalmente seguo un filo, che si è originato sia dall’interesse che da qualche esperienza, anche qualche strano sogno. Tuttavia non è mia intenzione trarne un qualche vantaggio e il mio solo scopo nel condividerlo, in una forma o nell’altra con chi mi vorrà seguire, è di proseguire il viaggio.

C’è un percorso che si fa da soli e uno che si fa con gli altri, i nostri simili. Se davvero tutto è collegato si debbono trovar dei segni, per questo motivo vi ho chiesto un vostro ricordo, assicurandovi, come i personaggi del racconto, di trattarlo con la massima cura, come avessi a che far con voi.

Ringrazio Pasgal per aver rotto il ghiaccio portando il suo contributo, che ho apprezzato grandemente. Anche perché ha riferito senza alcuna pregiudiziale, connotandola positivamente nel contesto in cui la descrive, un’esperienza che per molti è negativa, l’assolvimento della leva o il lavorare nell’esercito. Una prova d’indipendenza di giudizio e di non sottostar a qualche calcolo di convenienza, a mio avviso.

Per rispondere adeguatamente m’è venuto d’iniziar il racconto… certo rendendomi conto dell’impegno… ma anche trovando che in tal modo, prendendolo appunto anche come un racconto, l’argomento ne risulti più sciolto, almeno spero.

Pasgal m’ha fatto un regalo di Natale e io lo faccio a lui e a tutti.
Non ho idea di dove porterà, neppure quanto potrà continuare… ma dal mio punto di vista questo è il bello della faccenda.
Ma non devo portar via la scena ai miei personaggi…

Un saluto pre-natalizio
Galvan