Rispondi a: Ricordi?

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Galvan1224
Partecipante

Il venditore di ricordi

“Allora, ha letto quel ricordo su Altro Giornale… come le pare?”

Bello… ci son molti spunti davvero interessanti e conto di trovar per essi un posto adeguato…

“… un posto adeguato nella storia che sta scrivendo, intende?”

Sì, certo…

“Mi permetta, la vedo perplesso e visto che un po’ la conosco presumo stia pensando a qualcosa… non son proprio fatti miei… ma in qualche modo riguarda la storia, no..?”

Sì, riguarda la storia… quindi anche lei, ha ragione, conviene a questo punto che ne parliamo…

“Son come si dice, tutt’orecchi… che le accade, dunque?”

… ha detto la parola giusta: cosa accade… ad esempio qui, tra me e lei..?

“Oh, bella… siam qui perché io le fornisco qualcosa che va cercando e in cambio lei mi fa un favore, se così si può dire, di metter per iscritto la mia vita…”

Ma lei, come mi ha rivelato, non è un uomo, pur se m’appare tale… questo è un punto fondamentale, non trova?

“Le ho anche detto che uno vede quel che vuol vedere… se qualcosa nella mia natura le dà quest’impressione mi tratti in tal modo, uomo come lei… qual scrittore evidenzi gli aspetti a sostegno e abbassi le luci su quelli all’opposto… giusto il tempo, e lo spazio, di una piccola storia…”

Sì, si può fare… si può far tutto con la penna e con la fantasia… ma questa storia non è solo fantasia, ne conviene?

“Certo che no… abbiam a che fare con ricordi reali, di persone in carne e ossa.”

E questo, per certi aspetti, la rende una storia vera… i ricordi che acquisto da lei, anche se mi parrebbe più appropriato dir che prendo a prestito, portano qualcosa della persona che li ha vissuti, qui, nella storia…

“Beh, anche una foto trasporta qualcosa, la forma… anche altre cose… qual è il problema, visto che ne farà un uso coscienzioso e rispettoso?”

No, non è questo… diciamo che sto guardando più a fondo… se mi chiedessi perché lo stiamo facendo… lei cosa risponderebbe?”

“…mmmh… così la mette sul difficile… ero contento della mia parte come l’aveva iniziata, un tale che incontra un bizzarro venditore e discute, valuta con lui ciò che gli procura… non ci si potrebbe fermar qui… un profilo mimino, come si direbbe?”

Avremmo potuto senz’altro… è stato lei ad aver fatto un passo in più… uno scrittore non si lascia sfuggir nulla.

“… è scappato, purtroppo… dietro queste parole c’è la sua penna, poi il suo braccio… la sua testa e alla fine i suoi pensieri… lei, in sostanza. Ma di me che si può dire? Dal nulla, dall’inesistente, mi son trovato in questa storia… una piccola parte della sua coscienza tratta con me qual avessi una mia propria vita, con ciò fornendomela, pur se confinata in questo racconto…”

È quello che accade con i personaggi che gli scrittori traggono da chissà dove… per loro divengon reali e ci parlano assieme… li frequentano come si frequenterebbe un amico o un conoscente… e quella piccola parte della loro coscienza, come ha appena detto, vien dedicata per far loro viver la parte. Come il programma di un computer, a cui si fornisce un certo quantitativo di memoria per farlo girare… Forse, se davvero c’è stato… l’errore fu mio, potevo sorvolare sul fatto che non avesse natura umana…

“Ma l’ha fatto in buona fede e poi non necessariamente l’uomo incontra e si relaziona solo con l’uomo… incontra anche suggestioni, suggerimenti e sensazioni fuori e dentro di sé, che a volte paiono avere uno scopo… perlomeno quello di farsi scorgere…”

Sì, è questo… lei all’inizio si presentò alla mia coscienza appunto come una suggestione, una persona in una sorta di negozio (questo devo ancora metterlo a fuoco…) che vende, o meglio scambia, un articolo del tutto fuori moda, ricordi. Trattandosi di ricordi umani deve necessariamente aver dimestichezza e comprenderli, nonché un certo riguardo nel farlo. Poi, nel nostro dialogare, la sua figura man mano vien avanti quasi a diventar viva, e a quel punto, perché lo sia davvero…

“… deve fornirmi quello che rende ogni persona viva…”

…i ricordi… per questo scriverò della sua vita, pur venendo da me saranno suoi e in quella piccola parte della mia coscienza, della coscienza di tutti… lei sarà per sempre…

“La ringrazio, non se ne pentirà… farò del mio meglio.”

Bene, dopo esserci sostanziati, più che presentati, e aver ribadito ciò che facciamo assieme… perché lo stiamo facendo?

“Ah, or capisco… si riferisce alla biblioteca, vero?”

Sì.

“Ce l’ho giusto qui quel ricordo, scritto appena un po’ più sopra… lei ha incontrato qualcuno in quel luogo… avverto che la cosa è partita da lì, ma mi manca dell’altro materiale…”

Già, ho incontrato una persona, o un’altra suggestione… che importa cosa s’incontra, conta quel che si fa con essa, no?

“Non posso che esser d’accordo, vedendo il mio caso…”

E quel ricordo finisce con l’attendere qualcuno che legga una pagina da un libro…

“Cosa che non è avvenuta, al momento..?”

Nella mia memoria non ne conservo traccia… e poi, dov’altro potrei cercare?

“Perché non qui? Par che la faccenda sia tutta collegata, qual luogo migliore di questo per poterla leggere?”

Ha ragione, se succede qualcosa deve giunger sin qui… quindi attendiamo anche noi che qualcuno legga una pagina da quei libri, no?

“Par logico, pur nella sua indeterminatezza… un evento casuale all’interno di un flusso di memoria… davvero interessante. E dove potrebbe condurci, ammesso avvenisse?”

Eh, qui la batto in logica… a spiegar la storia di noi due e di quel che facciamo con i ricordi..!

“A proposito, che ci facciamo? Meglio, che ci fa lei con quel bel ricordo accaduto in Sardegna e con altri che potrebbero venire? A proposito, ne son arrivati altri due, dopo glieli faccio visionare…”

Oh, bene… bene… Però al momento non ne ho idea…

“Ah, non ne ha idea… perché non s’inventa qualcosa, per lei non dev’esser difficile..?”

Perché son ricordi reali, in carne e ossa, come ha detto lei… vivi, oserei dire. Oltre a trattarli con cura, mostrando rispetto per chi ce li ha affidati, forse, se avremo fortuna, ci porteranno da qualche parte… anche se, in realtà, ci hanno già portato…