Rispondi a: Il barbiere esiste

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Omega
Partecipante

[quote1398754121=InneresAuge]
Bravo 🙂
Ci sono studi in proposito: a prescindere delle credenze, le persone che “credono” vivono meglio, persino le malattie, e hanno una marcia in più… mentre le persone più razionali, anche se ovviamente hanno una capacità di analizzare la realtà più realistica, vivono tendenzialmente peggio (sto cercando di ricordare letture di più di 1 anno fa).
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Se Dio è l'universo o tutto ciò che esiste, l'abbiamo già trovato – mica l'universo si nasconde di fronte a noi, è dappertutto.. 😀

Se poi non abbiamo un buon rapporto con l'universo se lo maltrattiamo, è un problema nostro non suo..

La ricerca di Dio, in realtà, è la ricerca della coscienza e dell'armonia con la Natura circostante, ecco perché chi crede in qualcosa si sente meglio, di colui che non crede in nulla nemmeno in se stesso.

I saggi non hanno detto: “Amerai il prossimo più di te stesso” ma COME te stesso. Dunque chi non ama se stesso come potrebbe amare il fratello ovvero rispettare la Natura, tutto quello che è fuori di lui?

E per amare se stessi, dovremmo riconoscere e conoscere bene la nostra vera natura che non è soltanto quello che si vede ma anche quello che si percepisce.

Quello che abbiamo sperimentato e percepito, in seguito possiamo interpretare o dargli un nome ma questo aspetto non è affatto importante anzi potrebbe ostacolarci.

Che cosa cambia, infatti, se alla coscienza diamo nome “Dio” oppure “Anima” o “Spirito” o “Essere” o “Entità” o “Intelligenza”? Il nome non cambia la realtà, e la forma non cambia l'essenza. La descrizione si evolve, di epoca in epoca ma quello che abbiamo sperimentato resta.

Diverso è per coloro che hanno avuto esperienze di presunti contatti diretti con “altri Mondi” – ma è un fenomeno marginale, la maggior parte dei filosofi che si sono occupati del problema “dio” ha solo ragionato adoperando la Logica, che tutti abbiamo e basandosi su quello che vediamo e soprattutto percepiamo quotidianamente.

E chi fa questa ricerca, prima o poi trova un senso nella Natura, nell'Essere umano, in tutto ciò che esiste sulla Terra; se non altro un certo ordine nelle leggi della fisica.

Non essendo più un caso ossia un Errore, l'uomo è più tranquillo, sfugge alle trappole -non ultima la strategia della tensione- perciò tende a utilizzare meglio le potenzialità che ha, dalla gestione dell'energia vitale o Qi o Tao, ai processi di autoguarigione naturale senza droghe o farmaci o “l'intervento divino”. Non ha bisogno di “pregare” o di “meditare” perché la sua intera esistenza diventa una Meditazione, la manifestazione del Sé, unico e irripetibile.

E quando scorge questo ordine, spesso crede di aver trovato Dio (o se è un adepto new age ipotizza di essere lui l'Onnipotente). Perché crede di aver trovato Dio?

Perché ha il Vaticano a due passi e si sente continuamente in soggezione dunque teme di sconfinare, oltre i limiti di pensiero imposti dal clero onnipresente.

Ma, se fossimo un po' più liberi, chiunque scorge un senso nella Vita non avrebbe detto “ho trovato Dio” ma “ho trovato l'Amico immaginario”, oppure “ho trovato la mia Via” – e sarebbe la stessa e identica cosa!

Ironia della sorte, nella Bibbia originale (Bereshit, Torah, Profeti) non esiste la parola “Dio” o “Deus” o “Theos”, l'hanno aggiunta i teologi primitivi nelle epoche prescientifiche.

Di conseguenza, la società criminale attuale ci obbliga implicitamente o esplicitamente di dare il nome “Dio” a tutti i fenomeni sconosciuti o “paranormali” -in realtà perfettamente naturali- che incontriamo strada facendo, nella ricerca della nostra Verità.

Come se le nostre scoperte, e/o intuizioni, fossero una esclusiva proprietà dei presbiteri o preti o i “più anziani” di turno che, a questo punto, avrebbero il diritto di tassarci e manipolare il frutto del nostro duro lavoro, per di più sfruttandolo di solito per scopi.. poco nobili.

Ma la verità è semplicemente Vivere secondo l'Essere che siamo, la Via inscritta nel Codice Genetico che non è proprietà di questa o quella religione, semmai della Sorgente.

Cercare il creatore, però, è differente dal cercare la coscienza. Il creatore è fuori, la coscienza è dentro. Solo chi E' già Coscienza, può comprendere il suo Creatore – altrimenti perde tempo.

Non è il creatore che può renderti felice, ma è la coscienza di chi o cosa sei che potrebbe renderti felice e autorealizzato. Il creatore eventuale, andrebbe cercato solo in un secondo momento e non come un bastone illusorio sul quale appoggiarti stanco della vita ma per esprimere il tuo Amore nei confronti della Creazione, dunque del suo Autore.

Quando l'uomo inizia a cercare un cosiddetto creatore tramite la ragione prima di aversi ri-Conosciuto per ciò che è, diventa un fanatico criminale, ne abbiamo tanti esempi nella Storia, vedi lo scientismo positivista illuminista meccanicista dove ci ha portato. Inoltre ricordate la caccia alle streghe, quelle che streghe non sono?

Come potrebbe un non-essere, incosciente di chi o cosa è cioè l'Uomo, apprezzare l'Essere, la Vita che ne scaturisce, e l'infinito eterno che pullula di creature di ogni specie?