Rispondi a: Il barbiere esiste

Home Forum L’AGORA Il barbiere esiste Rispondi a: Il barbiere esiste

#144557
Jc
Jc
Partecipante

[quote1398859221=Omega]
se adesso arriva un Alieno o “Angelo” e passa attraverso i muri, io potrei non sapere tecnicamente come ha fatto nei dettagli ma ormai potrei benissimo ipotizzare (e indovinare, perché no) che ha modificato la struttura della materia rendendola temporaneamente liquida, oppure una specie di teletrasporto delle informazioni biologiche contenenti l'essere, da uno spaziotempo ad un altro.
[/quote1398859221]

Questo accade, cioè il fatto che tu possa ritenere tutto sommato accettabili le azioni di cui sopra, solo se ci spostiamo di qualche gradino dalla conoscenza attuale.
Supponiamo che oggi arrivasse uno strano personaggio a dirti che ogni evento della tua vita è gestito dalla tua coscienza, la quale con un meccanismo che ti è estraneo, seleziona gli eventi da uno stato probabilistico indeterminato e li porta a compimento, in questo caso come la mettiamo? Saresti disposto ancora a ragionare sul come questo sia possibile?
Probabilmente no, poichè ti mancherebbero i mattoni per poter anche ipotizzare una faccenda del genere, dunque saresti talmente sbalordito, nel momento in cui egli ti desse prova di quanto dice, da ritenerlo un Dio.
Ancora però saresti nell' errore, poichè questo individuo è solo qualcuno che provenendo da un inimmaginabile oltre, ti ha raccontato ciò che sa sulla realtà.
Come probabilmente è accuduto molto tempo fa, saresti indotto a credere di trovarti di fronte a Dio stesso, non potendo minimamente gestire tale paurosa e terribile informazione, ti saresti pacatamente affidato a questo tizio.

Qual è la morale? Il fatto che non possiamo ritenerci esseri più evoluti di coloro che un tempo hanno affrontato la questione, poichè dobbiamo ragionare in scala, e non semplicemente sentirci incredibili perchè non ci stupiremmo di fronte a qualche gioco pirotecnico hollywoodiano.
Il teletrasporto, il passare attraverso i muri, sono sempre e comunque elementi che fanno parte del nostro immaginario collettivo, e che come tali non possono essere raffrontati alla spaventosa realtà che quelle tribù si sono trovate a gestire.

infatti in un terremoto o in una guerra muoiono i bambini e neonati che certamente non hanno scelto di essere cattivi per dover essere puniti dal “dio-universo”.

Vedi, i limiti che poni a te stesso, non ti permettono di ipotizzare altro.
Se cerchi la risposta a qualcosa che va oltre l' esperienza umana, dovresti quantomeno tentare di ragionare oltre gli elementi che hai a disposizione.
Se tu fossi qualcosa di talmente straordinario da superare la realtà del tuo corpo biologico, e saresti venuto a sperimentare le sensazioni della materia attraverso una serie di esperienze, in questo caso, una toccatina e fuga ti andrebbe anche bene (il neonato impatta con la materia e ritorna velocemente al suo mondo d' origine).
Come vedi il problema si genera dalla nostra incapacità di ammettere che della realtà non sappiamo nulla, e che ciò che sappiamo serve solo per manipolare qualche elettrone al fine di trascorrere meglio questo ignoto che chiamiamo esistenza, o ancora, incapacità di ammettere come possibilità che la logica che sottintende la vita potrebbe essere aliena agli indizi che la vita stessa sembra darci.

La realtà è ciò che vedo sento e percepisco dentro e fuori. Quale altra “realtà” potrebbe esistere?

Alla luce di quanto detto sopra, pur non avendo momentaneamente prova, ne possiamo discutere in base a ciò che potrebbe apparirci quantomeno dotato di una logica.
Dunque parliamone, Quale altra “realtà” potrebbe esistere?

La torcia dell'esempio di sopra non è Dio ma opera delle mani d'uomo. Guai a coloro che si inginocchiano davanti ad un idolo, invece di Amare la Sorgente, eh! Opinione mia.

Non è questione di inginocchiarsi, quanto di riconoscere che se siamo opera di Dio, la torcia è opera nostra la quale a sua volta è opera di Dio che ci ha dato gli strumenti per..
Ciò non significa che va venerata, ma riconosciuta come particolare manifestazione di un tutto, come il filo d' erba o l' unghia del mio piede, sempre di Dio si parla.

Per essere (anche) Dio, la torcia dovrebbe parlare o almeno comunicare telepaticamente con te (“nello Spirito”) per non dire che dovrebbe essere il mio Amato creatore. Almeno sapere che esisto.. Ha tutte queste caratteristiche?

in base alla concezione di Dio che sta venendo fuori, puoi capire da solo quanto la domanda che hai fatto sia assurda, almeno quanto la possibilità che avrebbe un atomo del mio corpo di mettersi in comunicazione con me, e da questo ricavarne segnali intellegibili alla sua natura.

Sarebbe come se Windows (CD) dicesse a Bill Gates: “Io ti ho creato”

No, sarebbe come se Windows dicesse a bill Gates: “Tu mi hai creato, e se ho la possibilità di gestire questi programmi, ne deduco che ciò deve essere anche una tua qualità, in quanto mio creatore, deve essere presente in te l' idea che sottintende il mio funzionamento”

Il fatto di essere connessi al Tutto non significa che siamo noi i creatori di quel tutto, puoi partecipare nella Gioia di Essere tra le creature del Tutto ma un conto è essere invitati un conto è essere ideatori e progettisti dello spaziotempo dove ti sei trovato

Certo, il problema sorge nel momento in cui il “Tutto” lo riduci al solo spaziotempo.
E se tu fossi co-creatore di questa piccola e angusta piazzetta che chiamiamo realtà, in un modo che ora ti sfugge?

la coscienza (umana) sappiamo cos'è

Questa è la più grande idiozia di sempre, purtroppo si finge di non sapere, o magari non lo si sa davvero, quanto la natura della coscienza abbia rappresentato un ostacolo alle teorie scientifiche.
Ostacolo che guarda caso si potrebbe rimuovere ragionando in termini non-locali, ma questa è un' altra storia..

In quanto Ateo il discorso di Dio non mi riguarda

Eppure potresti essere più vicino tu a Dio di molti presunti fedeli, poichè giustamente fai l' unica cosa sensata da fare, non parlarne proprio.

E' tutto molto più semplice. C'è il creatore e c'è la creatura. E ci sono oggetti inanimati – e tra poco esseri viventi e coscienti – creati dalla creatura (noi). Quello che sto dicendo non è difficile da capire. Chi ha bisogno di un salvatore o mentore o Dio, dovrebbe rivolgersi in alto, non in basso nella scala evolutiva. Perciò, la creatura dovrebbe chiedere consigli al suo creatore, non agli oggetti inanimati creati dalla creatura – in effetti non si adorano le creature (o peggio ancora creature delle creature) ma si Ama il creatore, questo è semplice buon senso, e logica.

C'è da decidere, ne parli o non ne parli?
Se ammetti la possibilità di Dio, non quel personaggio biblico ovviamente, ne possiamo discutere.
Fatto sta che una persona non dovrebbe rivolgersi nè in alto nè in basso, queste sono schematizzazioni umane. Dovrebbe solo piangere di gioia ad ogni respiro, e forse potrebbe cominciare ad intuire la grandiosità in cui è immerso..