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Omega
Partecipante

[quote1399459084=orsoinpiedi]
Evoluzione presuppone un inizio da cui evolvi;quindi la vita ha avuto un inizio(parlo in senso assoluto e non prettamente terrestre).
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Certo, ma perché un 'uomo' soprannaturale che vive nel nulla e che nessuno ha mai visto dovrebbe essere più credibile di un uomo naturale che vive su un altro pianeta e che molti hanno visto e descritto nei testi antichi? Se il principio o causa di tutto è un Dio, ci si chiede che cosa c'era prima dell'attuale realtà e perché questo Dio ha deciso di “inizializzare” gli universi. A meno che non si tratti di un processo automatico; ma in tal caso che razza di Dio è quello, che non decide nulla? Comunque intendo evoluzione scientifica, quella che ci permetterebbe di sbirciare là fuori, ma anche l'evoluzione della coscienza che ci permetterebbe di avere una scienza avanzata senza autodistruggerci, non intendevo l'evoluzione della specie perché l'Uomo è già perfetto così com'è.


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[SIZE=37]Studio Big Bang,
primi dubbi:
“Prodotto della fantasia”.
“Dati non convincenti”[/SIZE]
[SIZE=11]La scoperta annunciata ad Harvard sui primi vagiti del cosmo ha innescato qualche perturbazione anche sulla Terra, elettrizzando in particolare la comunità di astrofisici e cosmologi. E se Stephen Hawking sostiene che l'esperimento è una “conferma della teoria dell'inflazione” altri scienziati hanno più di una perplessità[/SIZE]
[SIZE=11]di Davide Patitucci[/SIZE][color=#07E][SIZE=1] | 22 marzo 2014[/SIZE][/color]

Lo tsunami generato agli albori dell’universo dai primi tremori del Big Bang, sotto forma di onde gravitazionali captate nel Polo sud dagli scienziati dell’Harvard-Smithsonian Centre for Astrophysics (nella foto http://st.ilfattoquotidiano.it/wp-content/uploads/2014/03/big-bang-640.jpg ), ha innescato qualche perturbazione anche sulla Terra, elettrizzando in particolare la comunità di astrofisici e cosmologi. Tra i più eccitati, il celebre scienziato britannico Stephen Hawking, che ha subito annunciato trionfalmente ai microfoni di una trasmissione radiofonica della BBC: “È un’ulteriore conferma della teoria dell’inflazione. E significa anche che ho vinto la scommessa con Neil Turok, direttore del Perimeter Institute del Canada”

Materia del contendere proprio la possibilità di catturare le sfuggenti increspature dello spazio-tempo, predette dalla Teoria della relatività generale di Albert Einstein. Il padre della teoria dei buchi neri, poi riveduta e corretta, non è nuovo a queste particolari sfide tra colleghi. Due anni fa perse 100 dollari contro Gordon Kane, fisico delle particelle dell’Università del Michigan, scommettendo che il Cern di Ginevra non avrebbe mai trovato il famoso bosone di Higgs. La cui cattura fu, invece, annunciata al mondo il 4 luglio 2012.

Ma la notizia dell’osservazione dei primi fremiti del cosmo – al netto della consueta prudenza che circonda ogni conquista della scienza che, come insegna Galileo, è tale solo se verificata in modo indipendente da altri esperimenti – ha suscitato anche non poche perplessità. Se non proprio palesi contrarietà. A partire dallo stesso Turok, che non condivide l’entusiasmo di Hawking e non ci sta a dichiarare persa la loro speciale disfida scientifica. Convinto assertore di una teoria ciclica dell’universo che lo vedrebbe protagonista di infiniti passaggi, senza soluzione di continuità, da un Big Bang a un altro, ribatte a tono all’amico e collega alla BBC: “La nostra scommessa si basava sulla possibilità che il satellite dell’European space agency (Esa) Planck trovasse onde gravitazionali. Stephen pensava di sì, io ero di parere opposto. E, poiché Planck non ne ha finora trovato traccia, sono io che sto vincendo la scommessa. Quello annunciato lunedì – sottolinea Turok – è un risultato importante, perché indica che siamo sulla soglia di una nuova finestra sul Big Bang e su ciò che è accaduto in prossimità di quegli istanti iniziali. Tutto questo è eccitante, ma – commenta scettico il cosmologo canadese – ho molte ragioni per dubitare del nuovo esperimento e dei suoi risultati. Non mi convincono del tutto. La verifica indipendente è molto importante ed è saggio essere un po’ scettici, dal momento che non ci sono ancora conferme. Gli autori, secondo me, non spiegano a pieno perché sono così persuasi di quello che hanno dichiarato nei giorni scorsi. Il problema della teoria dell’inflazione – precisa Turok – è che non spiega realmente cosa accadde all’inizio di tutto. La cosa grandiosa della scienza è che non importa affatto con quanti scienziati sei in disaccordo. Alla fine vince l’idea giusta. La scienza non è democratica, non ha a che vedere col consenso, con la popolarità. Galileo aveva ragione, anche se le sue idee non erano popolari ai suoi tempi. La scommessa – conclude lo studioso, rivolgendosi ad Hawking – è ancora aperta”.

Pesanti critiche giungono anche dalla rivista Usa Scientific American, a firma di uno dei suoi più noti redattori, John Horgan. “L’inflazione è sempre stata un prodotto della fantasia più che di prove sperimentali – commenta caustico -. Peggio ancora, la teoria ha tante forme diverse. In effetti, è disponibile in così tante versioni differenti che può darti tutto quello che vuoi. In altre parole, non può essere falsificata. E quindi – sentenzia Horgan – non è una teoria realmente scientifica”. http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/03/22/studio-big-bang-primi-dubbi-prodotto-della-fantasia-dati-non-convincenti/921174

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[SIZE=37]Big Bang, gli scienziati
guardano già oltre:
“L’universo potrebbe
essere infinito”[/SIZE]

[SIZE=11]A Foligno il primo dibattito pubblico italiano sulla scoperta Harvard. L’occasione è la IV edizione della “Festa Scienza e Filosofia – Virtute e Canoscenza”. Conferenze e dibattiti, alcuni dei quali in diretta streaming, che ruotano intorno ai tre aggettivi “Umano, sensibile e ignoto”[/SIZE]
[SIZE=11]di Davide Patitucci[/SIZE][color=#07E][SIZE=1] | 12 aprile 2014[/SIZE][/color]

“Un primo sguardo oltre il sipario che cela figure sconosciute”. “Un ballo indiavolato di materia ed energia che si scambiano i ruoli a un ritmo frenetico”. Con queste accattivanti immagini per la prima volta il pubblico italiano ha la possibilità di “Toccare il Big Bang”, e confrontarsi con la scoperta degli astrofisici di Harvard, annunciata poche settimane fa, delle prime impronte di onde gravitazionali attraverso l’esperimento Bicep 2, al Polo Sud. L’occasione è la IV edizione della “Festa Scienza e Filosofia – Virtute e Canoscenza” di Foligno . Quattro giorni, dal 10 al 13 aprile, di conferenze e dibattiti, alcuni dei quali in diretta streaming, che ruotano intorno ai tre aggettivi “Umano, sensibile e ignoto”, declinati in quattro grandi aree tematiche: “Il tempo, scienza e fede, cervello e mente, semplice e complesso”.

“La festa è una straordinaria occasione per spiegare al pubblico l’importanza di questa acquisizione sperimentale, che potrebbe confermare definitivamente la teoria dell’Inflazione”, afferma Roberto Battiston, uno dei quattro referenti scientifici della rassegna umbra, viceresponsabile dell’esperimento Esa/Nasa AMS-02, agganciato alla Stazione spaziale internazionale (Iss) per studiare l’antimateria cosmica. “Immaginate di trovarvi a teatro e di avere davanti a voi il sipario rosso chiuso – gli fa eco un altro dei relatori del festival, Eugenio Coccia, presidente del Comitato internazionale sulle onde gravitazionali (Gwic) e direttore del Gran Sasso Science Institute dell’Istituto nazionale di fisica nucleare (Infn) -. Ad un tratto, si vede qualcosa agitarsi dietro il sipario, ma dalla platea non si riesce a scorgere quali figure si nascondano dietro il manto rosso. Ecco, grazie ai dati raccolti dal telescopio Bicep 2, si è riusciti per la prima volta a vedere quali figure si muovono dietro il sipario. Fino a un istante prima della scoperta – precisa Coccia – potevamo arrivare a vedere e a conoscere l’universo come si presentava 380 mila anni dopo il Big Bang, in uno stato di infanzia. I segnali misurati dai ricercatori americani arrivano, invece, da un tempo anteriore. È questa la grossa novità”.

Un lungo viaggio indietro nel tempo, filo conduttore che caratterizza una delle quattro sezioni in cui è suddiviso il ricco calendario della festa di Foligno. “È proprio ciò che ha fatto il telescopio spaziale Planck dell’Esa, l’Agenzia spaziale europea, che ha recentemente prodotto l’immagine più accurata mai ottenuta dell’universo neonato – racconta al pubblico di Foligno Marco Bersanelli, astrofisico dell’Università degli studi di Milano e responsabile di uno dei due strumenti a bordo del telescopio dell’Esa -. Siamo ormai capaci di vedere in diretta come appariva l’universo quando era giovanissimo, a un’età appena dello 0,003% di quella attuale. In proporzione, è come se vedessimo un adulto di 50 anni quando era nel suo primo giorno di vita”.

Ma l’ambizione degli scienziati è spingersi oltre. “Planck non ha osservato nessuna firma caratteristica lasciata dalle onde gravitazionali – sostiene John David Barrow, celebre cosmologo e divulgatore britannico, nella sua conferenza sull’evoluzione dell’universo -. Probabilmente perché, a differenza del telescopio del Polo Sud, aveva una minore sensibilità e osservava tutto il cosmo, anziché una regione limitata. Sappiamo che l’universo si sta espandendo in modo accelerato e che questo processo non ha né un centro, né un confine. Adesso occorre approfondire i dati del telescopio Bicep 2, e molti gruppi internazionali lo stanno già facendo, per confermare o smentire l’osservazione delle onde gravitazionali e dell’inflazione. Un processo di espansione istantanea dell’universo primordiale che – conclude Barrow – secondo alcune teorie cosmologiche, potrebbe anche non avere fine”.

Il telescopio americano basato al Polo Sud ha dato solo una prima sbirciata dietro il sipario rosso. Ma le sue osservazioni potrebbero segnare l’inizio di una nuova astronomia, di un nuovo cammino per seguir quella “Virtute e canoscenza” eternata da Dante nei versi della Divina Commedia e scelta come motto del festival di Foligno. “A partire dal 2016 saranno pronti gli interferometri Virgo e Ligo, dai quali – spiega Coccia – ci si aspetta non solo la possibilità di analizzare direttamente le onde gravitazionali primordiali, ma anche quelle che vengono da sorgenti nelle galassie intorno a noi, come buchi neri e stelle di neutroni. Oltre ai rivelatori terrestri di superficie si stanno, inoltre, mettendo a punto un interferometro sotterraneo, l’Einstein Telescope, e uno spaziale chiamato eLISA , che dovrebbe essere messo in orbita tra poco più di dieci anni. Insomma – conclude lo studioso – si aprirà di fatto un nuovo campo di ricerca e la caccia potrebbe diventare davvero interessante”. http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/04/12/big-bang-gli-scienziati-guardano-gia-oltre-luniverso-potrebbe-essere-infinito/949001