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InneresAuge
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[size=20]Il nuovo asse Roma-Berlino

I risultati delle elezioni europee sono in larga parte comprensibili e naturali. La Germania ha imposto negli anni all’Europa una politica che coincide con i propri interessi, e i tedeschi l’hanno ovviamente approvata. La Grecia e altre nazioni, vandalizzate da questa politica, hanno alzato la testa e l’hanno sonoramente rifiutata, da sinistra. Persino la Francia, che pure a lungo ha ballato un pas de deux con la Germania, ha premiato gli antieuropeisti, da destra. Lo stesso ha fatto l’Inghilterra, che invece aveva da sempre trascinato i piedi contro l’Europa, tenendone uno dentro e uno fuori.

L’unica eccezione a questo trend sembra essere l’Italia. La quale, dopo aver subìto in ginocchio i dettami europei, ha ieri premiato la politica vassallamente europeista e filotedesca imposta dal presidente Napolitano, e implementata dai governi Monti, Letta e Renzi. Le lancette della storia sono tornate indietro di ottant’anni, e si è riformato in Europa l’asse Roma-Berlino: si capisce ora tutto quel parlare di Hitler in campagna elettorale, che evidentemente tradiva la vera ispirazione e aspirazione a fare di nuovo dell’Italia il lacchè della Germania.

E’ vero che circa metà dell’elettorato italiano non ha votato, e che coloro che rifiutano la politica in generale, e questa politica in particolare, costituiscono dunque il primo partito. Ma purtroppo si tratta di un partito senza voce e senza leader, e completamente ininfluente, in base alle auree regole della sedicente “democrazia”.

Il 40% del rimanente 50%, cioè circa il 20% degli italiani, ha decretato un “trionfo” per il partito che, in questi anni, è stato sistematicamente dalla parte dell’Europa tedesca e della sua Banca Centrale. Almeno relativamente, dunque, hanno vinto gli europeisti, in controtendenza con il resto dell’Europa. Anche se gli antieuropeisti, con Grillo, Berlusconi e la Lega, insieme raggiungono le cifre del Pd, benché in maniera disunita e ininfluente per il governo, sempre in base alle auree regole della sedicente “democrazia”.

Quanto alla sinistra, in alcuni paesi ha trionfato, come in Grecia, ma in Italia si è fermata al lumicino del quorum raggiunto dalla lista Tsipras. Il governo del golden boy Renzi e delle sue majorette ha dunque ormai carta bianca per continuare, all’insegna delle “grandi intese”, la politica iniziata da Monti e proseguita da Letta, di smantellamento dello stato sociale, e di asservimento al mercato e alle banche. Contenti gli elettori, contenti tutti. Compresi i lavoratori, ormai preda della sindrome di Stoccolma, che si sono accontentati dei 30 denari rivalutati a 80 euro, e che farebbero bene a prepararsi a indossare anche una corona di spine.

Piergiorgio Odifreddi
http://odifreddi.blogautore.repubblica.it/2014/05/26/il-nuovo-asse-roma-berlino/


Come può la vista sopportare, l'uccisione di esseri che vengono sgozzati e fatti a pezzi... non ripugna il gusto berne gli umori e il sangue, le carni agli spiedi crude... e c’era come un suono di vacche, non è mostruoso desiderare di cibarsi, di un essere che ancora emette suoni... Sopravvivono i riti di sarcofagia e cannibalismo.
- Franco Battiato