Rispondi a: Difendiamoci dagli Dei

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farfalla5
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il continuo…
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per esempio non attenendoci alle direttive che ci hanno dato. In questo caso agiscono secondo i loro interessi, anche drasticamente e credo che questo sia accaduto molte volte nel corso della storia.

Il piacere che gli dei traggono dall'uomo certamente non è dato solo dalla conoscenza di creature inferiori come sapere teorico o passatempo, bensì è qualcosa di molto più pregnante e desiderabile e che, probabilmente, è la causa principale della loro interferenza nelle nostra vita e in tutta la nostra storia.

Gli dei sono molto interessati all'attività psichica del cervello umano, un'attività elettrica che consiste nell'emissione di onde e radiazioni sottilissime, in particolare quando è sottoposto a stati di eccitazione. Sono in grado di captare queste vibrazioni elettromagnetiche ed agiscono su di noi per propiziare tutte le circostanze nelle quali il nostro cervello emette più intensamente queste onde o radiazioni, in quanto si ipotizza che costituiscano per loro un appagamento molto gratificante, forse come per noi lo possono essere l'alcool, il tabacco, le droghe di vario genere.

Genericamente possiamo dire che lo stato d'animo che induce il cervello umano a produrre queste particolari onde cerebrali è l'eccitazione. Questa eccetazione può provenire dall'angoscia, dalle grandi aspettative, dagli odi violenti, anche dalle allegrie psicotiche, ma soprattutto dal dolore morale e ancor più fisico; anzi, pare che di tutti gli stati d'animo possibili, quello del dolore fisico sia il maggior produttore di energia e il più rapido e facile da conseguire.

Oggi, un ricercatore del fenomeno UFO che studiasse anche gli storici antichi per conoscere ciò che gli dei chiedevano a quei tempi ai popoli greci, romani, mesopotamici, precolombiani attraverso i riti e le cerimonie religiose, si accorgerebbe subito, senza alcun dubbio che, a distanza di tempo, di spazio e di sembianze ci sono le stesse modalità propiziatorie di quegli stessi stati d'animo.

Quello che gli dei hanno sempre chiesto nell'antichità e continuano a chiedere ancora oggi è, nè più nè meno, che sangue, tanto di animali che di esseri umani. Il perchè non lo so con certezza, posso solo fare delle ipotesi; tuttavia, la maggioranza degli studiosi di ufologia e di paranormale concorda sul fatto che il sangue e certe viscere sono il comune denominatore fra gli dei dell'antichità, compreso il dio della Bibbia, e gli UFO dei giorni nostri.

Dalla lettura della Bibbia, infatti, si vede come Yahvè, unico dio, spieghi a Mosè ciò che voleva che fosse fatto con il sangue e i visceri degli animali sacrificati con una minuziosità ossessiva, La cosa grave, però è che anche Baal, Moloc, Dagon, ecc: considerati falsi dei, chiedevano le stesse cose ai popoli mesopotamici; Giove-Zeus chiedeva gli stessi sacrifici ai Greci e ai Romani; in America poi Huitzilopochtli esigeva, in certe occasioni, addirittura sangue umano.
Come mai l'Unico Dio esigeva le stesse cose volute dagli altri dei completamente prive di rapporto poi con l'amore e l'obbedienza che si intendevano simbolizzare nei riti sacri? Qualche sospetto viene quando si riflette sul sangue universalmente rapportato al fenomeno religioso. E' stupefacente che nella Bibbia l'amore sia nominato 160 volte e il sangue 280.

L'archeologia ufficiale che ha a che fare con il tema che stiamo trattando, ha delle resistenze ad ammettere i nostri punti di vista, benchè arrivi talvolta alle stesse conclusioni. Cito al proposito l'autore tedesco Wilhelm Ziehr:
“In questo modo si spiega l'offerta di vittime; gli dei non apprezzano il ringraziamento della preghiera o il cambiamento morale di vita, o l'accettazione di determinati comandamenti, ma solo il sacrificio e il supremo sacrificio che si possa offrire è il sangue degli uomini” (La magia di tempi passati, ed. Mundo Actual, Barcelona)

Il Cristianesimo, malgrado si sia liberato dalla zavorra dei sacrifici cruenti di animali, mantiene nei suoi riti ancora il rituale del sangue, anche se sublimato. Il “sangue dell'Agnello”, il “vino trasformato in sangue dal Figlio di Dio” sono due simboli fondamentali di tutto il rituale cristiano. Se approfondiamo ulteriormente, però, vediamo che non sono solo simboli; il sangue di Cristo sulla croce fu sangue reale e non simbolico; sangue che, per la fede, fu voluto nientemeno che da suo Padre!

Più che collegare gli UFO alle entità chiamate dei, possiamo affermare che sono la stessa cosa. Il fatto irrefutabile è che, periodicamente, usano prelevare certe viscere e grandi quantità di sangue dagli animali, preferibilmente mucche e tori, dopo averli uccisi negli allevamenti. Queste macellazioni avvengono normalmente di notte e in tutto il mondo conosciuto, anche se nessuna polizia ha mai dato spiegazioni convincenti, nonostante che ormai tutti gli ufologi seri ammettano l'uccisione e il dissanguamento di animali. Negli Stati Uniti si pubblica una rivista che cataloga tutti questi fenomeni; ma la negazione e l'opposizione alla loro divulgazione sono pressochè totali, messe in atto dal potere costituito nelle sue forme religioso, politico, scientifico e militare.

Se l'uccisione degli animali compiuta dagli UFO non sono divulgate volentieri, ancora meno lo sono le uccisioni e il dissanguamento di esseri umani, anche perchè, ai nostri giorni, avvengono raramente e in zone molto isolate.
Riguardo alle morti di animali domestici, provocate dagli equipaggi degli UFO negli anni 1974/75, a Porto Rico accaddero altri fatti strani che sia io che altri ricercatori del fenomeno avevamo studiato attentamente: apparizioni di giganteschi animali, grandi e misteriose esplosioni nell'aria, apparizioni di vergini e santi in diversi villaggi, immagini religiose che sanguinavano o piangevano, miracoli nel santuario di Nostra Signora, scomparse di persone in modo misterioso, ecc.
Per me, tutte queste cose, anche se apparentemente non avevano niente in comune, erano connesse profondamente fra loro, cioè avevano la medesima origine.

Dalla lettura della Bibbia apprendiamo che le parti del corpo dell'animale sacrificato che erano maggiormente graditi al dio erano i reni, la retina che avvolge il fegato, così come il sebo, il grasso e, soprattutto il sangue. “Non mangiare mai il grasso, nè il sangue; il grasso e il sangue sono per Yahvè” (Deut. 12). Tutte le restanti parti del corpo, descritte minuziosamente, dovevano essere bruciate fuori dall'accampamento.
Molti equipaggi di UFO, come gli dei dell'antichità, hanno dimostrato una strana predilezione per certe interiora di animali e di sangue, sia animale che umano.
Riassumendo, ci sentiamo di dire che nei tempi passati Yahvè e gli altri Elohim comandarono ai popoli primitivi di fare loro dei sacrifici animali. Ai giorni nostri, essendosi elevata la civiltà umana, la richiesta non è più così esplicita, diretta. Ancora continuano le uccisioni rituali di animali per dissanguamento come nell'Islam – non hanno più il nome di sacrifici, ma la sostanza resta la stessa.
Capita così che alcune entità, oggigiorno, mietano vittime direttamente negli allevamenti, prendendo alcune viscere e, soprattutto il sangue, dal quale pare traggano qualche principio vitale o qualche energia che, oggi come allora, è loro necessaria per mantenere la forma fisica che adottano per comunicare con noi o per materializzarsi nella nostra dimensione.

Sempre negli anni 70 del novecento, periodo che ho studiato in modo particolare nell'America Centrale, addirittura c'erano strane morti di bambini di pochi anni o pochi mesi che risultavano completamente senza sangue, come se fosse stato aspirato, forse dalla bocca, in quanto il loro corpicino non presentava alcuna ferita. Le madri erano sommerse in uno stato letargico accanto ai loro bimbi morti, come se fossero state drogate; alcune di loro riprendevano conoscenza dopo parecchi giorni e tutte denunciavano un forte stato di spossamento.

Anche volendo attribuire queste morti a cause naturali, ci sono delle coincidenze fra queste e la mutilazione di animali. Una di queste consiste nel fatto che, in quei giorni, gli abitanti della zona avevano visto delle luci che si muovevano lentamente nel cielo, descrivendo strane manovre sopra la cima degli alberi e dei picchi circostanti.
Per l'umile gente del luogo, queste luci che apparivano periodicamente nel cielo erano “streghe” che temevano a tal punto da avere riti magici e preghiere per difendersi da loro.

Mettere per iscritto e divulgare casi come questi, spesso manda in bestia due tipi di persone: gli scienziati “seri” che credono che al mondo ci sia ancora ben poco da scoprire e che, in ogni caso, scienza e potere siano in grado di dare qualunque risposta; certi “ufologi” che, nella definizione di sè, già denunciano una mancanza di originalità, che continuano a credere che gli UFO siano avanguardie dei buoni fratelli cosmici che vengono sul nostro pianeta per aiutarci.

Quando si scoprono fatti nuovi e radicalmente differenti, è logico che il pensiero dell'uomo sia stravolto, che vecchie teorie crollino e ne subentrino altre che siano in grado di spiegare fatti fino a quel momento sconosciuti.
Prendiano, per esempio, l'attuale controversia fra creazionisti ed evoluzionisti. Quando la Chiesa cristiana monopolizzava il pensiero, non esisteva il problema della origine della razza umana: la Bibbia lo spiegava chiaramente.
Quando apparvero fatti nuovi, ignorati dai leaders religiosi, nacquero nuove teorie al riguardo e quelle bibliche religiose andarono in frantumi.
Allora iniziò la scienza ufficiale a monopolizzare il pensiero con le sue nuove teorie evoluzionistiche, accusando il clero di fanatismo e miopia. La scienza aveva ragione…. fino a quando non accadde altro ancora, cioè fino a quando l'umanità iniziò a riflettere su fatti accaduti dappertutto e in tutte le epoche, mandando in frantumi, questa volta, molte teorie degli scienziati.

In questo momento la scienza commette lo stesso errore commesso in passato dai leaders religiosi. Sta dogmatizzando sulle origini dell'uomo: con un semplice osso, non solo compone un intero scheletro, ma addirittura postula un intero sistema di vita! Peggio ancora, non intende sentir parlare di cose che non concordano con i suoi manuali universitari e si rifiuta di analizzare l'enorme cumulo di dati che contraddicono le sue teorie. Quando tutti questi “fatti” indicano che la razza umana è discesa, per buona parte, dalle stelle, insiste nel sostenere che discende dagli alberi.

Non c'è la certezza ovviamente, ma il sospetto sì dell'attaccamento al sangue, tanto degli dei antichi che degli attuali UFO, confermato anche da alcuni “contattati” che l'avrebbero saputo direttamente dagli extraterrestri, per quanto non affidabili.
La chiave di tutto è che il sangue libera molto facilmente e in modo naturale quel tipo di energia che piace tanto agli dei e che, in definitiva consiste in onde elettromagnetiche specifiche.

Per ottenere da un corpo vivo simili energie, gli dei devono ucciderlo violentemente e poi bruciarlo; invece, quando il sangue fluisce liberamente, separato dal corpo, sprigiona questa energia in modo completamente spontaneo, contrariamente a ciò che succede alla maggior parte delle viscere e della materia organica smembrata.

Paracelso affermava che i maghi neri si avvalgono del sangue per evocare le entità astrali che, in questo elemento, trovano il plasma conveniente per materializzarsi.
I sacerdoti di Baal si ferivano il corpo a sangue per provocare apparizioni tangibili. In Persia, ai confini con la Russia, nei pressi di Temerchan-Shura, gli aderenti ad una setta religiosa formavano un cerchio e giravano velocemente fino ad arrivare alla frenesia e, in questo stato, si lanciavano gli uni sugli altri armati di coltelli e si ferivano fino a quando le loro vesti si inzuppavano di sangue; allora ogni danzatore vedeva accanto a sè un'entità con cui continuare la danza.
Anticamente, le streghe della Tessaglia mischiavano sangue di agnello e di bambino per evocare gli spettri.
L'evocazione cruenta si applica anche in alcune zone della Bulgaria ai confini con la Turchia: gli Yezidis, circa 200.000 abitanti delle montagne aride della Turchia asiatica, Armenia, Siria e Mesopotamia, formano dei circoli al cui centro si situa il sacerdote che invoca Satana. I componenti del cerchio corrono, saltano, si feriscono vicendevolmente con dei pugnali e ottengono manifestazioni fenomeniche fra le quali globi che, di volta in volta, si trasformano in giganteschi e strani animali.

Dati simili, tratti da “Iside svelata”, tomo IV di Elena Blavastky, si possono trovare in molti altri autori e in quasi tutti gli storici dell'antichità.
Oltre a questi testi profani, non dobbiamo dimenticare dei chiari e taglienti ordini dati da Yahvè al suo popolo: “Non bere mai sangue”, “versalo al suolo come acqua” (Lev. 3,17- Deut. 12,16,24, ecc.)

Nel momento in cui qualcosa di vivo muore, gli elementi fisici materiali che la compongono tornano alla terra, dove continuano i loro interminabili cicli di disintegrazione, fusione, trasformazione. Altri elementi, anch'essi fisici, ma non materiali, a livello quantico o subatomico, non entrano in questi ciclo, ma si liberano come energie e si aggregano con altre energie che vibrano alla stessa o simile frequenza e dimensione. Orbene, creature del Cosmo più evolute di noi, come gli dei, sono capaci di captare, per lo meno in parte, queste energie, onde o vibrazioni che si liberano quando si disintegra la materia viva.
Pare che questa energia procuri loro un immenso piacere e, per questo, la cercano oggi come l'hanno sempre cercata, avvalendosi di mille stratagemmi.

Quando la materia viva, sia animale che vegetale, muore lentamente dopo un processo naturale di invecchiamento, questa energia vitale si va disperdendo a poco a poco prima del momento finale e, per questo, è molto più difficilmente captabile ed utilizzabile da chi ha l'interesse a farlo; però, quando un essere vivente è nel pieno delle sue forze e, per una causa o per l'altra, muore di morte naturale, come accade ad un animale sgozzato, o si disintegra rapidamente, allora tutta l'energia vitale sgorga come torrente impetuoso e diventa sostanziosa.

Il modo più facile e normale per disintegrare la materia viva è la cremazione e, l'energia che si libera, può essere generata sia dal mondo animale, sia dal mondo vegetale che, essendo meno potente, deve essere di proporzioni enormi per risultare “fruibile” (estesi incendi boschivi che durano giorni e giorni, per esempio).

Dobbiamo ricorrere alla Storia e ricordare che gli dei, in tutte le religioni dell'antichità, invece di esigere atti di pentimento collettivo emozionali, preghiere razionali da parte dei loro popoli, il massimo contributo religioso che esigevano era “l'olocausto”, ovvero cerimonie nelle quali dapprima si sacrificava la vittima animale o umana, poi la si bruciava integralmente in modo che nessuno ne potasse trarre profitto. Doveva ardere fino a consumarsi, come indica il termine “olocausto” che deriva da due parole greche che significano “tutto bruciato”.
Nelle grandi solennità greche e romane si facevano grandiosi sacrifici animali, soprattutto di bovini bruciati su enormi pire, che si chiamavano “ecatombe”, altre due parole greche che significano “cento buoi”.

Queste cerimonie, che culminavano con grandi falò, erano il modo perfetto che gli dei avevano per “spremere” tutta l'energia vitale di quelle creature viventi: in primis mediante lo sgozzamento delle vittime, con conseguente spargimento di sangue, ottenevano l'energia sottile che apprezzavano maggiormente, quella emanata dai corpi agonizzanti, in particolare dai cervelli tormentati e terrorizzati; in seguito, già morta cerebralmente la vittima, il fuoco si faceva carico di liberare in modo rapido l'energia vitale ancora racchiusa nelle cellule di tutto l'organismo.

Queste onde di energia che si sprigionavano dai corpi fumanti delle vittime costituivano, come già si è detto, una specie di droga, un aroma per i sensi degli dei. Nel Pentateuco si parla ripetutamente di questi “sacrifici di arrosti” che erano “cibo tranquillizzante per Yahvè”, o che salivano a lui come “aroma calmante”.

Anche nelle altre religioni troviamo morte degli animali, cremazione dei loro corpi, cerimonie nelle quali il sangue era l'elemento principale; ogni epoca, ogni cultura o credenza li interpretava in modi diversi, ma la sostanza era sempre quella e, quando noi uomini ripensiamo ad esse senza pregiudizi e senza paure, non possiamo che considerarle irrazionali e assurde.

Non solo, ma in molte religioni questi sacrifici erano addirittura di animali umani. In alcune queste “offerte umane” avevano liturgie feroci, indegne non solo di un dio, ma perfino di un popolo selvaggio. Malgrado ciò le vediamo praticate da popoli che avevano sviluppato grandi culture; pensiamo solo alle immolazioni attuate periodicamente dagli Incas a Phacamac e agli Huacas, alle tremende mattanze rituali praticate dagli Aztechi, alle offerte periodiche dei primogeniti delle famiglie nobili nella religione dei Persi, ecc.
Ci sono religioni orientali e africane nelle quali, ancora oggi, il dio esige che la sposa sia arsa viva sulla stessa pira del marito defunto; eppure i fedeli continuano a credere che sia buono, misericordioso e voglia il loro bene!

I Cristiani ritengono che sia Satana ad ispirare ogni forma di aberrazione fra i Pagani, cioè fra i “popoli che non conoscono il vero Dio”, ma ahimè, risulta dalla letteratura sacra che il dio giudaico-cristiano Yahvè, pur definendosi “misericordioso” e “benigno”, non solo esigeva delle mattanze umane, ma a volte era lui stesso a realizzarle!
“E Yahvè inviò un fuoco che divorò 250 uomini” (che gli stavano offrendo dell'incenso) Num: 16,35 e tantissime sono le citazioni bibliche molto esplicative che si potrebbero riportare.
Nel Nuovo Testamento e nella moderna teologia si tende a stendere un velo offuscante su tutto questo e a sublimare molte pratiche non del tutto “divine” di Yahvè; tuttavia i versetti del Pentateuco sono lì, ancora leggibili, dopo aver sfidato i secoli, a testimoniarci le divine mostruosità.

Riassumiamo ora le diverse cose che gli dei cercano fra di noi.
– In primo luogo, le onde che sono prodotte da un cervello eccitato;
– le “onde della vita”, ovvero le onde che sono sprigionate da un corpo vivente stroncato da morte violenta;
– le onde sprigionate da tutte od ognuna delle cellule che vivono per un certo tempo anche dopo la morte dell'animale o uomo che sia;
– il sangue versato perchè, quando è fuori dal corpo, libera un'energia molto ambita da loro
Oltre a ciò, ci sono altre cose che cercano e trovano nella nostra dimensione che noi con notiamo o non percepiamo e che, probabilmente, anche se ci fossero spiegate, non saremmo in grado di capire.

John Baines esprime queste idee dal punto di vista della sua filosofia ermetica:
“Il sapiens, nella sua lotta inclemente per l'esistenza, fa sì che il suo apparato emozionale e nervoso elabori certi elementi incorporei, ma di una eccezionale potenza, i quali abbondano nel corpo umano, in forma di vibrazioni emesse da antenne incorporate nella sua unità biologica, le quali sono orientate o sintonizzate sulle frequenze degli Arconti che “raccolgono” questa forza e la utilizzano per fini che non divulgheremo, avvertendo però che, ad ogni modo, compiono una funzione cosmica. Ed è così che il sapiens è spogliato inavvertitamente dal prodotto più nobile, che egli stesso produce, il distillato finale dell'esperienza umana… il “caldo aurifero” della sua vita… Il sapiens deve nascere, soffrire, amare, godere, riprodursi, costruire civiltà, distruggerle, ammalarsi e morire solo per il beneficio di potenze superiori invisibili, coloro che capitalizzano il “prodotto vitale.
Il sapiens è, pertanto, uno schiavo per l'eternità, nonostante esemplari individuali o isolati (separati dal gruppo) possono arrivare ad essere liberi”
(da: Los brujos hablan; Kier Bs Aires)

Quarta parte

Devo ammettere di non essere del tutto certo che le attività degli dei sul pianeta siano riferibili esclusivamente al piacere o al gioco, ma che comportino anche il compimento di leggi cosmiche che sfuggono alla nostra compresione.
In ciò sono stato anche confortato da altri autori il cui pensiero condivido appieno e che consiglio di leggere: Juan G. Atienza tratta de “La grande manipolazione cosmica”, da un punto di vista storico e sociologico; F. Jimenéz del Oso in “El sindrome OVNI”, dimostra invece di essere un grande psicologo che approfondisce il fenomeno senza farsi influenzare dal turbinio di assurdità che, inevitabilmente, circonda chi affronta questo tema.

In questo capitolo cercherò di spiegare come gli dei, nel corso dei secoli, abbiano ottenuto e continuino ad ottenere che l'umanità tutta si adegui ai loro desideri e faccia quello che è loro confacente; in altre parole, cercherò di dimostrare la strategia che gli stessi hanno usato per ottenere che esseri intelligenti facciano “volontariamente”, senza rendersi conto di essere manipolati, ciò che a loro interessa.

Ogni cervello umano produce e contiene una relativamente piccola quantità di energia che, nella sua unicità, ha a malapena la forza per far funzionare la macchina biologica, cioè il corpo a cui appartiene. Questa energia singola è di poca utilità per gli dei; ma, unita a quella di molti altri cervelli, diventa molto potente, quindi facilmente estraibile ed utilizzabile.
Questa strategia mira ad unire non solo le menti, ma anche i corpi in modo che siano riuniti nel minor spazio possibile e ciò facilita il compito di “governare” gli umani; così come un allevatore produttore di latte non lascia le proprie mucche disseminate in vasti pascoli, ma le tiene nei recinti o nelle stalle per agevolare il suo lavoro di accudimento e mungitura.

Per ottenere lo stesso scopo, gli dei idearono uno dei fenomeni sociologici più antichi registrati dalla storia: le religioni.
Curiosamente, quando gli archeologi trovano delle tracce di un popolo primitivo che non ha sviluppato nessuna forma di arte o di cultura, le prime cose che cercano sono oggetti o resti collegati alla religione. Viene spontaneo pensare come per quegli esseri dall'intelligenza rudimentale, con il problema di procurarsi il cibo, un riparo dalle intemperie e dalle belve, il praticare una religione dovesse essere stata l'ultima delle loro preoccupazioni. Eppure, in un modo o nell'altro, si trovano riscontri secondo i quali i loro corpi si riunivano in determinati posti per sacrificare animali e le loro menti si univano per chiedere, per placare, per lodare, per temere… perchè gli dei hanno sempre dato un colpo al cerchio e uno alla botte; hanno aiutato, ma anche minacciato e castigato chi non obbediva prontamente ai loro comandamenti e così mantenevano un timore e una aspettativa che consentiva di perseguire i loro scopi.

La religione, in molti suoi aspetti e considerata nel suo insieme, è un formidabile strumento per indurre gli stati d'animo nei quali il nostro cercello emette questa energia che interessa tanto ai nostri visitatori e che, ormai, è riconosciuta oltre che nella parapsicologia, anche nel campo della medicina avanzata, come è dimostrato dall'applicazione di alcune pratiche energetiche curative nelle quali lo stato “alfa” cerebrale può ottenere veri miracoli.

Gli stati d'animo più propizi all'emissione di queste energie sono il dolore, con le sue innumerevoli sfaccettature; l'eccitazione, anch'essa molto variegata; l'aspettativa, quando è profonda e, soprattutto, costante.
Tutte le religioni propiziano questo stato d'animo, ma a noi interessa in modo particolare il Cristianesimo.

L'uomo, che ha uno spirito profondamente religioso, è un uomo speranzoso, in attesa, particolarmente nella religione cristiana in cui la morte si pone come “il momento da cui dipende tutta l'eternità”; un'eternità felice oppure fra mille tormenti.
Questo stato d'animo si sovrappone a tutti gli altri (a parte lo squilibrio che può causare allo stato psichico generale) e l'individuo finisce con il rispondere alla chiamata della “vita contemplativa”, cioè ad uno stato nel quale si disinteressa dei problemi di questa vita e, mentre si dedica a perfezionare la sua anima, si limita ad attendere il momento di incontrarsi con Dio. Stato d'animo riassunto genialmente dalla frase di Santa Teresa: “Muoio perchè non muoio”.

Oltre a questo stato d'animo, nella vita di un uomo profondamente religioso, vi sono molti momenti in cui l'anima si carica di emozioni. Nel corso dei secoli, tutte le religioni e tutte le sette hanno sviluppato, con tutta la loro buona volontà, diversi meccanismi per ottenere questi stati emotivi per avvicinare l'anima a Dio e porla incondizionatamente al suo servizio: esercizi spirituali, ritiri, corsi, ecc. ne sono l'esempio.

Questa aspettativa, in molte persone deboli, diventa qualcosa che rasenta l'angoscia e, a volte, la disperazione. Le religioni, nessuna esclusa, sono ambivalenti nel senso che, da un lato costituiscono anche una grande consolazione nelle innumerevoli tribolazioni della vita, donando sicurezza e pace interiore; dall'altro essendo causa di dispiaceri e di disturbi nella vita dei singoli e di dolori fisici e morali nella vita dei popoli.
Queste esperienze negative ci balzano maggiormente all'occhio quando si tratta di religioni diverse dalla nostra, con le quali non abbiamo legami sentimentali o che non condizionano le nostri menti; viceversa, viviamo come naturale il nostro “habitat” culturale-religioso o addirittura non lo prendiamo in considerazione.

Nel Medio Evo, quando la Chiesa con i suoi comandamenti e i suoi precetti aveva una totale influenza sulla società, sembrava che fosse proibita la gioia di vivere e che tutto ciò che era piacevole fosse peccato. Era la logica conseguenza della “valle di lacrime” nella quale gli esseri umani erano condannati a vivere.

Nessuno può negare che, nell'ascesi cristiana, per giungere ad una vera amicizia con Dio, il mezzo più sicuro siano la mortificazione, la “morte al mondo e alle sue vanità”, la povertà, castità ed obbedienza che sono l'opposto del benessere, della sessualità e della libertà. Il pensiero dei mistici, sicuramente, rappresenta l'apoteosi della vita cristiana e ne è prova la croce che non è simbolo di piacere e di vita, ma di dolore e morte, La croce è stata ed è il simbolo del Cristianesimo; tuttavia pare che tutte le grandi religioni abbiano come dottrina comune che, per perfezionarsi, si debba rinunciare a questa vita: “il dolore porta a Dio”.

Un altro aspetto curioso delle religioni è che propugnano due cose contrarie fra loro, ma fortemente volute dagli dei. La prima è l'unione sia fisica che ideologica e mentale attraverso le grandi concentrazioni religiose nei santuari, per esempio; la seconda è la disunione, attraverso l'odio reciproco, fra esseri umani appartenenti a religioni diverse dalla propria, o addirittura per diverse interpretazioni della stessa.

Un'altra delle grandi strategie che gli dei hanno usato in tutto il corso della storia per ottenere ciò che vogliono è la guerra. Malgrado tutto e contro tutte le ragioni, la storia umana è piagata da guerre di ogni tipo.

Oggi possediamo una tecnologia molto sofisticata posta al servizio della guerra con la quale si ammazza più gente in un secondo di quanta prima non si ammazzava in un secolo. L'elettronica, la chimica, l'ingegneria più avanzata, invece di porsi al servizio della gente comune per migliorarne la vita e le condizioni di lavoro, cadono in potere di individui che, in ogni Paese, occupano le più alte posizioni politiche e militari e si pongono incondizionatamente al servizio della guerra.

I Pentagoni di ogni Paese, nei quali non è strano trovare individui con una mentalità paranoica, pianificano coscienziosamente le mattanze umane che andranno a fare per motivi “patriottici”, magari convinti di essere degnissime persone che agiscono per fini molto elevati e non sono sfiorati dal dubbio sul senso di quella carriera il cui fine naturale è la violenza, la distruzione e la morte di esseri viventi.
Dietro il paravento “patria”, siamo condizionati, fin dalla nascita, a considerare un “non compatriota” più come un nemico potenziale che un essere umano esattamente uguale a noi.

Albert Einstein, ne: “La mia visione del mondo” dice:
“… parlo del peggior embrione sortito dallo spirito delle masse: l'esercito, che odio. E' sufficiente che qualcuno sia capace di sfilare impettito al suono di una marcia per meritare tutto il mio disprezzo; ha ricevuto il cervello per errore, bastava il midollo spinale. Dovremmo cancellare il più presto possibile questa macchia dalla civiltà. Oh, come detesto le prodezze dei loro comandi, gli atti di violenza senza senso, il beato patriottismo! Ciniche e disprezzabili mi appaiono le guerre. Mi farei tagliare a pezzi piuttosto che prendere parte ad una azione così vile!…”

Se, come dicevamo, gli dei cercano il dolore, l'eccitazione e il terrore perchè il cervello umano produca in abbondanza le onde che interessano loro, e ancor meglio, le vite umane stroncate violentemente con spargimento di sangue, allora dobbiamo convenire che la guerra è lo strumento perfetto.
Ripensiamo, solo per un momento, ai grandi campi di battaglia tramandati dalla Storia, seminati di cadaveri, di uomini feriti e agonizzanti che stanno morendo dissanguati… quale lauto banchetto per queste sanguisughe e per questi dracula dello spazio!

Certo è che hanno saputo fare il lavaggio del cervello a tanti, illustrissimi personaggi della Storia fino a convincerli che la difesa della democrazia, dell'onore, della dignità, della patria, dei valori morali, delle finanze e delle religioni valga qualunque mattanza umana. Le guerre di religione, poi, sono le più feroci; si tratta, nientemeno che di sterminare i nemici di Dio. Siccome per difendere il suo “onore”, tutto è lecito, così almeno la pensano tutti i fanatici, le atrocità che si commettono qui non hanno paralleli.

All'interno delle proprie religioni i fanatici, costituiti in autorità, organizzano ogni sorta di tribunale ecclesiastico, Santi Uffizi, Inquisizioni, sempre in nome di Dio, per annientare chi viene ritenuto eretico, illuminato, riformatore, stregone. Si parla molto dell'Inquisizione spagnola, con ragione; ma ci furono anche feroci Inquisizioni protestanti e islamiche nelle quali, a volte, furono bruciati i più ferventi servitori di Maometto.
Se queste sono cose del passato, oggi teatri di guerra aperta, sotterranea, dichiarata e non sono attivi in ogni parte del pianeta, anche fra seguaci della stessa religione, non solo di religioni contrapposte o rivali; la mattanza è sempre più estesa; la guerra “santa” dell'Islam inonda di sangue, da otto secoli, tre continenti.

“Il sionismo ortodosso iniziò con il comandamento divino al nostro primo patriarca Abramo…. tutta la terra che vedi la darò a te e ai tuoi discendenti” Queste sono le parole che costituiscono il nostro diritto…. ” “Il nostro insediamento in Palestina è un ordine divino che deve essere obbedito come un comandamento”, afferma perentoriamente la Lega B'nai Brit contro la diffamazione antiebraica.

Queste incredibili parole, che esprimono fanatismo bello e buono, sono così commentate da Oid M. Gras nel suo libro “Deception and myths of the Bible” (Bell, NY : “Il furto di un Paese intero, la Palestina, un milione di arabi affamati e senza patria, ecco a che cosa ha portato la credenza nei miti. La Bibbia, invece che la “parola di Dio”, dovrebbe definirsi “L'opera del Diavolo”. La sua astuzia è talmente diabolica che ha ingannato il mondo intero per migliaia di anni; le conseguenze sono state oltre sedici secoli di tenebre. Crociate, Inquisizioni, pregiudizi, fanatismo e, nell'attualità, una guerra senza fine negli stessi luoghi in cui tutti questi miti hanno avuto origine. Credo che sia ora di liberarsi di un libro che è stato la causa di tanti imbrogli….”

Il concetto di “patria”, poi ci viene inculcato come qualcosa di sacro e, seppure intriso di solennità e sacralità, è frutto, molto spesso, di mere ambizioni di condottieri del passato, di puri incidenti geografici o, semplicemente della sorte. Le linee di frontiera, che vediamo sulle mappe, non sono altro che l'assurda calligrafia della storia.
Il sentimento di amare quelli che ci stanno vicini è logico e naturale; ad un certo punto, a volte, diviene irrazionale e cagionevole quando è rivolto allo “straniero”, secondo ruoli e limiti tracciati da avventurieri ambiziosi o furfanti illustri.
Spesso, i figli degli emigrati, con millenarie radici etniche e linguistiche totalmente differenti, diventano più patrioti degli autoctoni, dimenticando rapidamente il paese di origine dei loro genitori.
E' lecito supporre che questo sentimento, per quanto logico, sia esacerbato fino alla irrazionalità, di modo che si sia spinti più a difendere i difetti della patria, piuttosto che i pregi della nazione vicina.

Unito al fenomeno della patria, abbiamo un altro fatto storico onnipresente: la grande diversità di lingue che si parlano sul pianeta che, secondo i linguisti, è un processo naturale e nulla ci impedisce di riconoscerlo. Tuttavia, dobbiamo anche ricordare che gli dei, nelle loro interferenze nella vita degli uomini, molte volte usano i fenomeni sedicenti naturali per ottenere ciò che vogliono, senza che noi ci si renda conto che, in realtà, sono stati forzati e manipolati. Viceversa a volte, fenomeni che sono veramente naturali, ma a noi sconosciuti, ci sono presentati come “miracoli” o fatti portentosi dovuti al loro grande potere dal quale non possiamo prescindere.

E' interessante la versione biblica sull'argomento, nonostante che io non mi appoggi ad essa per sostenere la mia tesi, in quanto, rispetto al mio pensiero sulla Bibbia, sarebbe una contraddizione:
“… Era la Terra di una sola lingua e di una sola parola…. e dissero: edifichiamo una città e una torre (di Babele) la cui cuspide tocchi il cielo e ci renda famosi, affinchè non siamo dispersi su tutta la superficie della terra…
Scese allora Yahvè per vedere la città e la torre che stavano edificando i figli degli uomini e disse: Ebbene essi sono un solo popolo e hanno una sola lingua e questo è ciò che hanno incominciato a fare. Ora non c'è più nulla che abbiano in mente di fare e che sia irraggiungibile per loro. Scendiamo e confondiamo lì la loro lingua in modo che non capiscano l'uno la lingua dell'altro. E Yahvè li disperse per tutta la faccia della terra… ” (Genesi, 11.4)

Anche la tradizione tolteca tramanda che, quando gli antenati dei Toltechi messicani tentarono di costruire una grande piramide, improvvisamente incominciarono a parlare in modo diverso da come avevano sempre fatto, così che, non essendo più in grado di capirsi, dovettero abbandonare la costruzione e a noi non resta che constatare che i parenti transatlantici di Yahvè avevano agito al suo stesso modo.

La diversificazione delle lingue, il “non capirsi”, ossia l'assenza di comunicazione, facilita enormemente la separazione non solo fisica, ma anche animica, il ché può degenerare in odi, malintesi e guerre, come infatti è sempre avvenuto in quest'epoca storica giudaico-cristiana. Come le religioni, anche le lingue da un lato sono strumenti per unire i popoli, dall'altro occasioni di divisione, incomprensioni e ostilità verso gli “altri da sé”.

Gli esseri umani, nel corso dei secoli, hanno trovato regole e definizioni condivise per le misure, i meridiani, i calendario astronomico, le telecomunicazioni, ecc, ma non ancora sono riusciti a creare una lingua comune, neutra, magari studiata come seconda lingua obbligatoria in tutti i Paesi, di modo che la comunicazione e la conoscenza fra i popoli e gli individui del pianeta sia incoraggiata ed agevolata. Col tempo potrebbe divenire la lingua comune del pianeta, correlata alla sempre più intensa mobilità degli uomini stessi.

L'esperienza dell' Esperanto è venuta a cadere perchè non c'è mai stato interesse da parte dei potenti a sostenerla; anzi vi è sempre stata indifferenza e disattenzione. Questi personaggi si guardano bene dal fare qualcosa di veramente utile all'umanità tutta; preferiscono continuare con il loro “politicare”, nella bella vita a spese del popolo, nei giochi di potere nei quali danno briglia sciolta alle loro paranoie.

Un'altra strategia usata dagli dei per far sì che gli uomini non si capiscano e lottino fra di loro consiste nella diversità delle razze che formano l'umanità.
La credenza biblica secondo la quale discendiamo tutti da una sola coppia, creata da Dio stesso nel Paradiso terrestre, è totalmente infantile. Le differenti razze umane sono apparse singolarmente sul nostro pianeta nel corso di milioni di anni; anche se la scienza ufficiale non ancora accetta questa teoria.

Le differenze razziali ci fanno notare con chiarezza, in primis, la pluralità delle loro origini. Le “prime coppie” apparvero in epoche e luoghi diversi del pianeta. Allorquando qualche antropoide o gruppo di antropoidi stava per fare il salto evolutivo o, detto in altre parole, quando appariva fra loro qualche mutante, intervenivano gli dei che lo programmavano geneticamente secondo la loro convenienza. Il Popol Vuh, la Bibbia dei Quichès, parla di diversi tentativi falliti “dei Signori”, prima che riuscisse “l'uomo”.

Sono convinto che la chiara differenza fra una razza e un'altra sia dovuta non solo a fattori naturali, ma anche all'intervento di vari “esseri superiori” con maggiori o minori poteri e con diversi propositi in mente.
Se ciò può apparire inverosimile, basta pensare, come esempio, a come gli uomini, nel corso dei secoli, siano intervenuti nella modifica delle razze canine, adattandole alle loro necessità. Abbiamo ottenuto cani con zampe corte o lunghe da sfruttare nei vari tipi di caccia, cani da guardia o di compagnia. I cani non sono coscienti di queste manipolazioni e, disgraziatamente, nemmeno noi umani siamo coscienti di essere stati manipolati a nostra volta.

L'Africa è il continente dei Neri; l'America è il continente dell'uomo dalla pelle ramata; nella maggior parte dell'Asia il tratto comune sono gli occhi a mandorla; in India abbiamo un diverso colore di pelle e tratti caratteristici; nel Mediterraneo esistono almeno un paio di razze diverse e, per ultimi e senza preistoria, i Biondi del Nord Europa che sembrano essere l'ultima creazione degli dei e molto simili a loro, almeno come ce li hanno descritti i Greci e i Romani e come si presentano alcune volte quando scendono dalle loro navi UFO e che, come razza, sono gli attuali dominatori del mondo.

In enorme contrasto con ciò che è stato trattato finora è lo sport che, tuttavia, è un fenomeno assolutamente interessante per gli dei.
Lo sport dispone di una organizzazione internazionale invidiata dalla stessa ONU; le direttive e gli ordini emamati dal Comitato Olimpico Internazionale o dalla FIFA sono osservati molto più attentamente di tutte le condanne, gli imbarghi e le risoluzioni emesse dell'ONU, quasi mai rispettate dai Paesi cui sono diretti.
Che rapporto c'è fra lo sport e gli dei?, quali benefici traggono dalla sua ottima organizzazione?

Abbiamo più volte detto che, per ottenere ciò che cercano, tendono ad adunare gli uomini e ad eccitarli, in modo che i cervelli producano quell'energia da loro tanto ambita. Immaginiamo gli stadi nel pomeriggio della domenica, gremiti di gente urlante arrabbiata o esaltata; diffusi a tappeto in tutte le regioni, gli stati e in tutti i continenti; immaginiamo questi esseri invisibili che, come api che volano di fiore in fiore succhiando il nettare, suggono le sottili vibrazioni emanate dagli eccitati cervelli di tutte queste masse umane domenica dopo domenica, anno dopo anno con o senza crisi economica, sociale o politica; superando tutte le difficoltà climatologiche perchè lo spettacolo deve continuare in ogni caso.

Per lo sport non esistono impedimenti politici, sociali, economici, militari; tutte le contrapposizioni vengono appianate o sospese; però in un mondo tanto disorganizzato, nel quale grandi organismi internazionali importanti funzionano male, un'organizzazione tanto perfetta da riuscire a riempire ogni settimana una infinità di stadi, pieni di esseri umani eccitati fino al parossismo, ci autorizza ad essere sospettosi.

Un fenomeno “naturale”, messo in atto dagli dei che, mi rendo conto, è difficilissimo da accettare come verosimile, è quello che riguarda i grandi incendi boschivi.
Oggi gli incendi boschivi sono diventati un vero problema per alcune nazioni, senza che gli organismi e i tecnici preposti abbiano trovato cause e soluzioni.
Secondo me, dietro le cause naturali o i piromani, spesso sono gli dei stessi a provvedere direttamente alla liberazione dell'energia vitale della materia che si disintegra in modo violento. La materia torna alla terra, ma la vita che la impregnava si stacca e si libera in forma di radiazioni o onde di elevatissima frequenza, non captabili dagli strumenti scientifici attuali.
Quando si bruciano corpi di animali, questa energia si stacca rapidamente e in abbondanza; mentre, quando si brucia materia vegetale, si libera in proporzioni minori ed è per questo che, per ottenerne una quantità apprezzabile, bisogna bruciare grandi quatità di materia vivente.

Non nego che un bosco possa incendiarsi a causa di un piromane, o per un mozzicone di sigaretta, o a causa di una scarica elettrica, ma nessuna di queste cause o, tutte insieme, spiegano il grande numero di incendi che si scatenano tutte le estati ovunque nel mondo, tenuto conto che molti divampano contemporaneamente in luoghi impervi dove non arrivano i gitanti domenicali, non vi sono attività agricole o interessi speculativi.

Studiando lo strano mondo del paranormale, ci si imbatte molto spesso nella “produzione” di incendi. Nei fenomeni di poltergeist che si studiano in parapsicologia, l'entità che causa rumori, spostamento di oggetti, lancio di pietre ed altri fenomeni strani, è anche autrice di incendi.
Nella demonologia che, non solo nella mentalità popolare, ma in tutta la sua profonda realtà, è sempre imparentata con tutti questi strani fenomeni, “produrre fuoco” è qualcosa che si attribuisce sempre al “demonio”. Per me il demonio non è il nemico personale di Dio, così come ce lo descrive il Cristianesimo, bensì uno degli esseri extraumani di cui stiamo trattando e le cui manifestazioni sono negative per gli umani.

Anche nel campo dell'ufologia scopriamo che il fuoco è strettamente correlato a questi misteriosi visitatori non solo nel provocarlo, ma in molte occasioni anche nello spegnerlo, dimostrando di avere grande padronanza di questo elemento.
Il caso più rappresentativo è senz'altro il famoso “fuoco di Peshtigo”, più conosciuto come “l'incendio di Chicago”. essendo stata questa la sua conseguenza.
Non tutti sanno che la stessa notte in cui Chicago andò a fuoco (8 ottobre 1871), bruciarono anche altri piccoli centri e città, come l'attuale molto popolosa Breenbay, nella quale perirono oltre 3000 persone. Contemporaneamente bruciarono enormi distese di terreno in ben sette Stati del Nordamerica, una superficie pari alla metà della penisola iberica.

Quale fu la causa di questo fantastico incendio? Nè più, né meno che quella che oggi chiamiamo UFO, una palla di fuoco che scorazzò per il nord e nordest degli Stati Uniti, dallo Stato del Nebraska fino alla Pennsylvania, percorrendo in linea retta non meno di duemila chilometri e causando al suo passaggio enormi deflagrazioni. Secondo i testimoni oculari, scendeva dal cielo un calore soffocante che non dava scampo a coloro che si trovavano nei dintorni.

Questi enorme incendi divampano nel sud dell'Europa, ma soprattutto in Brasile, dove multinazionali speculatrici hanno tutto l'aggio di scacciare gli Indios all'interno del Mato Grosso per i loro sfruttamenti; in Australia bruciano boschi e villaggi per giorni e giorni, così come in California dove, nonostante l'impegno umano e tecnologico per lo spegnimento, che dura anche settimane su territori di migliaia di ettari, perfino le lussiose ville dei divi di Hollywood vengono carbonizzate.
I casi più eclatanti, degni di essere riportati, sono migliaia; alcuni sono noti; altri passati sotto silenzio, non spiegati, nè interpretati.
Sicuramente, in molti casi gli incendi sono provocati dalla mano dell'uomo o da agenti naturali, ma è altrettanto sicuro che questi esseri “superiori” nascondono il loro operato sul nostro pianeta dietro cause naturali; viceversa, in altri casi, ci fanno credere che qualcosa sia “sovrannaturale” e opera loro, quando è invece una reale manifestazione della Natura che noi ancora non ci spieghiamo; tutto a loro vantaggio e per impressionarci, partendo da loro stessi che si sono fatti adorare da noi, come fossero Dio, invece che solo altri esseri dell'Universo.

Dalla lettura dei testi biblici appare come gli dei esigessero anche la cremazione di determinati vegetali “squisiti”, tipo cedro e issopo, in quantità e metodi specifici in quanto potevano costituire un condimento adatto alla cremazione dell'animale che era il pezzo forte del sacrificio. Yahvè pretendeva anche quotidianamente “l'offerta di cereali”, secondo minuti particolari di quantità, tipo e modi di cottura, in rapporto alla carne bruciata. Questi cereali dovevano essere sempre “senza lavaggi”, arricchiti con incenso e olio d'oliva, salati, ma mai si doveva aggiungere del miele.
Curiosamente, queste particolarità le ritroviamo anche nelle offerte che gli dei mesopotamici esigevano dai loro popoli, il che ci fa supporre che Yahvè sia uguale a tutti gli altri “falsi dei” e spiega anche le sue tremende gelosie nei loro confronti.

Sono interminabili i particolari pretesi da Yahvè su come dovevano essere bruciate le offerte, quali dovevano essere gli olocausti e l'autorizzazione per i sacerdoti, a volte, di poterne mangiare qualche piccola parte Come ci dicono le scritture, la sua impazienza di sentire il “soave odore tranquillizzante” era tale per cui, a volte, scendeva lui stesso ad arrostire le offerte per captare da vicino ciò che bramava, in forma di nube, ossia nella “sua gloria”…Questa è la legge dell'olocausto; l'olocausto arderà sul focolare dell'altare dalla sera alla mattina e dalla mattina alla sera; il fuoco dell'altare dovrà sempre restare acceso….”

Il 2° Libro delle Cronache della Bibbia ci descrive la consacrazione del tempio di Salomone, circa 300 anni dopo la morte di Mosé:
“… Quando i sacerdoti uscirono dal santuario, la casa si riempì della nube, la stessa casa di Yahvè… e i sacerdoti non poterono continuare nel servizio a causa della nube, perchè la gloria di Yahvè riempiva la casa di Dio… Quando Salomone finì di pregare, scese fuoco dal cielo che divorò l'olocausto e i sacrifici e la gloria di Yahvè riempiva la casa…. Il re Salomone offrì in sacrificio 22000 buoi e 120000 pecore così inaugurarono la casa di Dio il re e il suo popolo… ”
La presenza di Yahvè era fisica, non simbolica; il popolo vedeva la nube, esattamente come ai giorni nostri molta gente ha visto piccole nubi fare cose strane e inspiegabili.
Molto probabilmente queste cifre sono esagerate, ma anche riducendole ad un terzo, ci troviamo di fronte ad un rogo sul quale bruciavano tonnellate di carne; immaginiamo il fumo, l'odore, il grasso che colava da tutte le parti. “…. Salomone consacrò il cortile interno che stava davanti alla Casa di Yahvè, da lì gli offrì gli olocausti e i grassi dei sacrifici di comunione perchè l'altare di bronzo che aveva fatto non riusciva a contenere l'olocausto, le oblazioni, i grassi… la festa durò sette giorni..”

Chiediamoci il perchè di tutta questa carneficina; per ingraziarsi e procurare piacere al vero Dio, al Dio della bellezza, dell'amore, al Dio prima e profonda Intelligenza che regge l'Universo? Non credo; il vero Dio non si diletta con fumo di puzzolenti grassi bruciati; logicamente dobbiamo giungere alla conclusione che tutta questa carneficina sia stata fatta per un “dio” cui piaceva il sangue, fratello o cugino di Baal, Moloc, Asera, Dagòn, Kemon e di tutti gli altri dei mesopotamici, i quali erano adorati dai loro popoli mediante sacrifici di animali e di esseri umani, plagiati dai dogmi vuoti, assurdi e tirannici delle religioni.

Se tutte queste cose di cui stiamo parlando sembrano assurde, teniamo presente che sono state prese direttamente dalla Bibbia, il “libro sacro” che, per milioni di esseri umani è stato la guida per secoli e per molti continua ad esserlo. Con una guida così, nella quale si presenta Dio come un individuo dai gusti tanto animaleschi e tanto stravaganti, non c'è da meravigliarsi che la società sia quella che è e che le idee del mondo giudaico-cristiano vadano alla deriva come stanno andando.

Se non accettiamo questa chiave di lettura, non ci renderemo mai conto di essere manipolati; di quali siano le strategie e i veri propositi degli dei; continueremo a lasciarci raggirare nella sottomissione inconsapevole e ad accettare, come sacri e assoluti, tutta una serie di principi che, considerati freddamente, sono stati disastrosi per l'umanità intera nel corso di tutta la sua storia.


IL PARADOSSO DELLA NOSTRA ERA: "Abbiamo case più grandi e famiglie più piccole; Piu comodità, ma meno tempo; Piu esperti, ma piu problemi; Piu medicine, ma meno salute;
E’ un tempo in cui ci sono tante cose in vetrina e niente in magazzino.
Parliamo troppo, amiamo troppo poco e odiamo troppo spesso.