Rispondi a: Difendiamoci dagli Dei

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farfalla5
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e la fine….
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Quinta parte

Perchè dobbiamo difenderci dagli dei?
Molte persone, soprattutto quelle che sono state contattate in un modo o nell'altro, non sono d'accordo con il mio punto di vista, secondo il quale, alla lunga, il fenomeno UFO sia dannoso per gli esseri umani o, più correttamente, per l'umanità considerata nel suo insieme.

Qualche anno fa, quando “l'operazione Rama” era al suo apogeo sia in Spagna che in Sudamerica, misi in guardia coloro che vi aderivano in quanto, malgrado tutte le apparenze di innocuità e di bontà di tutta l'operazione, si sarebbero esposti a seri pericoli che divennero poi realtà in moltissimi casi nei quali la loro vita subì dei traumi e dei cambiamenti per niente positivi. Infatti, persone dalla psiche debole e propensa allo squilibrio e molti adolescenti subirono contatti telepatici che risultarono, nel tempo, frustanti o funesti.

L'Operazione Rama, originatasi in Perù, consisteva nell'incitare al contatto diretto con gli “extraterrestri”, presupponendo che questi siano i nostri buoni fratelli dello spazio che vengono ad aiutarci e, in un certo modo, a risolvere i nostri problemi. I capi di questo movimento non avevano ancora scoperto che gli “extraterrestri” o gli dei, come li chiamiamo noi, invece di essere la soluzione delle nostre difficoltà, sono essi stessi il più grande dei problemi che l'umanità ha dovuto e deve tuttora fronteggiare.
Il guaio è che solo ora cominciamo a rendercene conto; io stesso ho impiegato anni e anni di lavoro sul campo, studi e riflessioni prima di giungere a queste conclusioni.

Dobbiamo difenderci dagli dei perchè, a lungo andare, il contatto con loro è nocivo per noi. Perlomeno il contatto indiscriminato, ovvero senza sapere bene con chi ci stiamo rapportando, a chi mettiamo in mano la nostra mente e la nostra volontà, senza soppesare in modo critico se quello che ci indicano o ci comandano sia utile o dannoso alla nostra vita.

Fra lo Spiritismo e quanto stiamo esponendo c'è un parallelismo notevole. Nello Spiritismo, a mio parere, gli dei si manifestano come spiriti di persone morte; tuttavia ammetto la possibilità e, in alcuni casi la probabilità, che alcuni dei personaggi, che si manifestano in una autentica seduta spiritica, siano effettivamente i resti dell'energia psichica di qualche defunto morto di recente che, per qualche tempo, vaga confusa nel suo nuovo stato, rifiutando di abbandonare il livello di esistenza nel quale stava prima della morte.

Il pontefice del nuovo spiritismo, Alan Kardec, mette in guardia ripetutamente in tutte le sue opere i seguaci e li esorta a non fidarsi mai degli spiriti che si presentano nelle sedute, a non aprire mai con ingenuità le anime alla loro influenza, senza prima essersi accertati di quale spirito si tratti e se è veramente quello che dice di essere.
Negli spiriti, e ciò è sostenuto da Kardec e da altri maestri di spiritismo, si riscontra lo stesso comportamento degli dei; occorre essere molto cauti perchè, per quanto evoluti siano, in loro la menzogna e l'inganno sono molto frequenti o quasi normali.

I credenti nello spiritismo, come i fanatici religiosi e i devoti degli UFO credono che le loro “guide”, i loro “santi”, i loro “protettori extraterrestri” non ingannino mai, ma che solo gli spiriti meno evoluti lo facciano.
La realtà, però è che con i tre fenomeni: religione, spiritismo e Ufo bisogna andare con i piedi di piombo perchè l'inganno è all'ordine del giorno; nè i “santi” sono sempre stati santi quanto lo abbiano creduto i religiosi; nè i “buoni fratelli dello spazio” siano sempre stati buoni come credono i loro sostenitori; nè le “guide spirituali” guidino sempre come credono gli spiritisti.

Frequentemente gli individui contattati dagli extraterrestri diventano vagabondi; abbandonano il lavoro o lo studio e, a volte, anche la famiglia: altri cadono in uno stato di misticismo che li aliena completamente dal mondo che li circonda e, in genere, divengono abbastanza problematici per le società, essendo convinti di dover compiere una missione evangelizzatrice, predicare una “buona novella”, salvatrice dell'umanità, o sentendosi depositari di grandi scoperte tecnologiche.
Nei casi più acuti si è verificata la perdita totale delle facoltà mentali del contattato, manipolate e utilizzate dagli dei per le loro deliranti idee messianiche, avendolo poi abbandonato in uno stato di disperazione e di destrutturazione, fino a suicidarsi, quando non ne hanno più avuto bisogno.

Nel vasto campo del paranormale si mischiano caratteristiche e dettagli che sono costanti nelle manifestazioni di fate, nelle apparizioni della Vergine Maria o di qualsiasi dea di altre religioni, o di avvistamenti e contatti UFO. Tutti questi fenomeni, per quanto i fanatici di ognuno si aggrappino alla veridicità del proprio, sono in fondo la stessa cosa ed hanno un'unica provenienza.

Se consideriamo il solo campo religioso, vi troviamo gli stessi risultati, per quanto i contattati sublimino la loro esperienza. Qui i contatti si chiamano “visioni” , “apparizioni” o “estasi”, però la vita del mistico, psichicamente e fisiologicamente parlando, si trasforma in un inferno, che lui accetta con rassegnazione e anche con gioia, in cambio di una “illuminazione” che apporta alla sua mente e a tutto il suo essere sensazioni appaganti.

A sostegno di questa tesi, voglio riportare un esempio contemporaneo: Amparo Cuevas, la veggente di El Escorial, umile e onesta donna che sta avendo in questi giorni delle visioni che attraggono migliaia di devoti e curiosi da tutta la Spagna. E' stata assalita e malmenata da sconosciuti esaltati, sanguina abbondantemente e frequentemente per il dolore che le causano le stigmate. I suoi messaggi, molto simili a quelli di altri veggenti, sono colmi di preoccupanti minacce e castighi immediati che non si avverano mai (tutti i contattati sono sempre stati profeti di sciagure) e, come al solito, la Vergine le ha ordinato di far erigere sul posto una cappella dove vengano a pregare i suoi devoti.
Perchè proprio Amparo e perchè in quel posto? Non possiamo dirlo con certezza, ma avanzare due ipotesi; la prima riguarda le onde cerebrali dell'Amparo stessa che, come quella di altri contattati o mistici, sono captate dal dio che appare loro con particolare facilità; la seconda è che in questo luogo o regione esista uno speciale magnetismo tellurico confacente alla manifestazione degli dei.

Se è importante l'aspetto negativo che il rapporto con gli dei ha a livello individuale, lo è ancora di più a livello generale e sociale.
La mia teoria è che l'umanità intera sia una specie di allevamento per gli dei, un allevamento in cui gli animali domestici e utilizzati siano gli uomini. Questa verità è durissima da accettare per la mente e la sensibilità umana. Per me fu addirittura uno shock quando, davanti alla ineluttabilità dei fatti, fui costretto ad ammetterla.

Da questo assioma generale e fondamentale scaturisce che gli dei non ci amano e non ci odiano; ci vedono e ci trattano più o meno come noi trattiamo gli animali.
Anche quando non li uccidiamo, non li maltrattiamo, non procuriamo loro sofferenza, ma li amiamo e li coccoliamo, nel nostro rapporto con essi cerchiamo principalmente di dare piacere a noi stessi e, in molte occasioni, tale piacere consiste nell'essere amorevoli con gli animali.

Gli dei ci usano. Per quanto duro possa sembrare il verbo usare, è quello più indicato per decrivere il motivo del loro interesse per noi.
A loro non interessano i nostri sentimenti, il nostro giudizio o le nostre reazioni al loro modo di comportarsi con noi (tranne nel caso si sia sviluppata una relazione particolare e individuale fra un dio e l'uomo). In generale, si può dire che gli dei, se conviene loro fare una determinata azione, pur sapendo di recarci grave danno, la faranno comunque. La loro moralità non si estende a noi; nella stessa misura in cui la nostra moralità non la estendiamo agli animali, nonostante che essi lottino per difendere la loro vita, così come lo facciamo noi per la nostra.

Tutta la storia umana è stata sottilmente guidata dagli dei in modo che noi facessimo esattamente ciò che conveniva loro. La razza umana ha visto ripetutamente frustrata la sua ascensione verso livelli di coscienza più alti, più evoluti, a causa degli interventi degli dei, interessati a che l'uomo non maturasse e continuasse a servirli senza averne alcuna consapevolezza. Per questo hanno usato tutti i trucchi e i falsi valori di patria, lingua, guerre e, soprattutto religioni e dogmi che hanno tenuto incatenato lo spirito umano per millenni.

Non si può negare che ci sia una similitudine fra quello che gli dei hanno fatto con noi, da un punto di vista culturale ed evolutivo con ciò che hanno fatto molti Paesi colonizzatori con le loro colonie. Anche quando le hanno aiutate a progredire, lo hanno fatto solo per i propri interessi; molto più spesso, invece, pianificavano premeditatamente il non sviluppo, l'arretratezza per non avere problemi di dominio e di sfruttamento e perchè i “nativi” continuassero ad obbedire infantilmente alle loro direttive.

E' anche giusto evidenziare che il fenomeno della “illuminazione”, al quale sono soggetti ancora oggi molti esseri umani, riveste anche un grande aspetto positivo in quanto la mente dell'illuminato si espande enormemente, divenendo capace di comprendere e realizzare cose che prima gli erano impossibili. A volte, questo miglioramento repentino riguarda anche il corpo fisico, conferendo capacità sovraumane con le quali è in grado di convincere un grande numero di persone, realizzare imprese, fondare movimenti o istituzioni che, frequentemente, hanno cambiato il corso della storia.

I grandi avatar o fandatori di religioni, malgrado normalmente ci vengano presentati come esseri “divini”, “figli di Dio” o “inviati dal Cielo”, ecc:, in realtà sono esseri umani che gli dei hanno preparato per una straordinaria missione fra i loro fratelli, gli esseri umani. Li hanno dotati di facoltà psichiche e poteri sulla materia tali da apparire, agli occhi degli altri mortali, “dei autentici”
In tutte le religioni “la fede non si pensa, si sente, si ammette”, non ha un fondamento razionale, fluttua nel vuoto appoggiata unicamente sul sentimento.
Gli dei si sono incaricati, nel corso dei millenni, di renderci animali abitudinari, specialmente nei processi mentali. Pensare liberamente, nella maggioranza delle nostre società, è un autentico grave peccato, malvisto da tutte le autorità.

E' vero che questi avatar, fondatori di religioni, danno all'inizio un impulso morale alla evoluzione dei popoli, ma sono come il girello per il bambino che, dapprima gli consente di muovere i primi passi e spostarsi senza cadere; poi però, se non gli viene tolto, non imparerà mai a reggersi e a camminare sulle sue gambine in modo naturale.
Le religioni per i popoli e i “poteri” per gli individui, in un primo tempo sono utili, ma poi a lungo andare, generano disastri.

In generale le religioni tendono, con i loro insegnamenti, a livellare l'umanità, predicando che siamo tutti figli dello stesso Padre e dandoci i due comandamenti della giustizia e dell'amore.
E' innegabile che in tempi passati, tanto il Cristianesimo quanto le altre religioni, contribuirono con i loro principi a trasformare piccole comunità sparse in una grande società in cui la dignità umana veniva più rispettata e dove l'uomo, per la prima volta, si sentiva fratello anche di chi non apparteneva alla sua tribù.

La religione spiritualizza l'uomo, costantemente zavorrato dalla sua carne e dai suoi istinti animaleschi, ricordandogli la sua vocazione verso l'aldilà dopo la morte con minaccia di castighi per coloro che non hanno rispettato le sue leggi.
Per milioni di credenti la religione dà risposte tranquillizzanti rispetto allo spaventoso interrogativo della morte, oltre che forza e consolazione nei momenti di disgrazia e di dolore che tanto abbondano in questo mondo e per i quali l'intelligenza umana non ha ancora trovato una spiegazione convincente.
Stiamo parlando in maniera generica di tutte le religioni, mettendo in risalto ciò che tutte hanno di benefico per l'uomo anche se, probabilmente, ognuna rivendica la verità e l'esclusività del suo credo.

Fin qui abbiamo dato testimonianza a favore delle religioni; ora trattiamo i suoi aspetti negativi. Il primo è quello della istituzionalizzazione che, prima o poi, finisce con il costituirsi in “potere”, o in ausiliario del potere costituito che, nella storia, quasi sempre è stato oppressore.
Le religioni attuali, che pure iniziarono come principi moralizzatori di popoli, hanno finito con il trasformarsi in strumenti sociali e politici del potere, in mano a pochi che usano “la volontà di Dio” per fini totalmente alieni ai loro fondatori. Questo tradimento della volontà originaria di servizio all'umanità, divenuto dominio, è la causa della paralisi dello spirito e della mente dei fedeli.

Questa paralisi della mente, in persone poco dotate intellettualmente, degenera spesso nel nefasto fanatismo che tanto male ha arrecato all'umanità nel corso dei secoli. Il fanatico è un individuo che, convinto di possedere l'unica assoluta verità, rifiuta ogni ragionamento e usa qualsiasi mezzo, anche la violenza, per affermare la supremazia del suo dio.
Questo blocco del pensiero si estende a tutti gli ambiti della vita umana. I popoli molto religiosi, soprattutto quelli che adeguano fedelmente la loro vita a qualche “libro sacro”, hanno grandi freni alla loro evoluzione. I popoli islamici ne sono un chiaro esempio. La fede nella Bibbia ha paralizzato per 1700 lo sviluppo tecnico e sociale delle nazioni cristiane. All'inizio dell'ottocento, quando i liberi pensatori ruppero le catene con le quali la Bibbia teneva legate le menti del mondo occidentale, questo cominciò a svilupparsi rapidamente e avanzò più in cento anni di quanto non lo avesse fatto in diciotto secoli!

Le religioni inoltre dividono l'umanità in gruppi; uniscono quelli che professano la stessa fede, ma li separano da coloro che non la professano; non solo, ma nel seno della stessa religione, sono numerosissimi i casi di divisioni e di odi per la diversa interpretazione dello stesso precetto o comandamento. La storia è piena di guerre di religione e ancora oggi, basta dare un'occhiata a qualunque quotidiano per averne la conferma.

Scrive Bertrand Russel nel suo libro: “Perchè non sono cristiano”:
“… Quanto più intensa è stata la religione in qualche periodo e più profonda la credenza dogmatica, tanto maggiore è stata la crudeltà e peggiori le repressioni. Nelle cosiddette “Età della fede”, quando gli uomini credevano veramente nella religione cristiana in tutta la sua integrità, nacque l'Inquisizione con tutte le sue torture; molte sfortunate donne furono bruciate, accusate di essere streghe, oltre a moltissime crudeltà praticate in nome della religione…”

Alcuni falsi principi religiosi innaturali e traumatizzanti, inventati da fanatici o psicopatici costituiti in autorità e inculcati nell'anima infantile dei credenti, sono stati la causa occulta di molte nevrosi, sfociate in conflitti interiori, infelicità e dolore.
Le religioni hanno paura o, perlomeno, diffidano del piacere. La rinuncia al piacere è un'idea fissa del Cristianesimo e un luogo comune per coloro che vogliono perfezionare lo spirito. Lo stesso possiamo dire delle altre grandi religioni, come se in questo, fosse racchiusa un'energia segreta per un'altra vita.
Troppe parole hanno speso gli indottrinatori di tutte le religioni per spiegarci il mistero del dolore nel mondo e male hanno risposto a questo grande interrogativo. Non ci è stato detto che il dolore di Cristo sulla croce è stato necessario per la nostra redenzione? Allora, perchè aggiungere il dolore di questa povera formica umana che, contro la sua volontà, dopo una breve esistenza tornerà alla terra?

Molte cose che i moralisti definiscono “leggi naturali”, potrebbero, a ragion veduta, essere definite “innaturali”, alcune delle quali vanno proprio contro natura; ma siccome si trovano nei “libri sacri” o le autorità religiose dicono di dedurle da essi, ce le impongono anche se sono molto negative per l'umanità.
Uno fra gli esempi di questi principi morali sbagliati è la triste e nefasta decisione di Paolo VI, secondo lui basata sul testo biblico, di proibire la pillola anticoncezionale o qualsiasi altro mezzo di controllo delle nascite, minando in vari modi la vita familiare e creando, a livello sociale, problemi enormi.
Lo stesso si può dire del divorzio che, purtroppo, è un male necessario in una società complessa e anche superficiale. Molte brave persone, influenzate da “dottrine sacre” e delle autorità ecclesiastiche, attaccano indiscriminatamente l'aborto come atto contro natura, sostenendo di fare la “volontà di Dio”; eppure la Natura è più saggia e più drastica; avendo più attenzione per la specie che per l'individuo, sacrifica migliaia, milioni di creature viventi sull'altare di un ordine naturale stabilito.

La storia umana, vista spassionatamente, è un enorme mucchio di spropositi, spesso mostruosi, commessi incredibilmente dall'animale “più intelligente” del pianeta.
Per millenni siamo stati impegnati a difendere principi, cause, tradizioni che non hanno aiutato per niente lo sviluppo della razza umana. Ci hanno tenuti occupati a costruire templi, ad essere fedeli alle più svariate religioni, ad elaborare complicatissimi sistemi teologici, sfruttando tutte le nostre energie, invece di pensare a come combattere la fame, una piaga purtroppo ancora attuale; a guadagnarci la “vita eterna”, soffrendo in questa con penitenze, privazioni, rinunce e devozioni; ci hanno tenuto occupati ad ucciderci a vicenda in difesa della patria o della religione; ci hanno ridotto a dei complessati con la credenza che questo mondo è una valle di lacrime e solo un passaggio per un altro.
Le lingue, le patrie, le religioni, le guerre sono stati i mezzi dei quali gli dei si sono avvalsi per ingannarci, dividerci e lottare senza sosta, in modo che non ci capissimo e non unissimo i nostri sforzi fisici e mentali per intraprendere il cammino di una evoluzione veramente umana.

Ciò che ci necessità è la possibilità di sviluppare una moralità umana, ovvero dei principi morali adatti alle nostre necessità e che ci portino ad essere più responsabili, più evoluti, meno disumanizzati e più in armonia con noi stessi; dobbiamo trovare le nostre strade di maturazione autonoma per l'uomo nuovo del futuro.
Ci dobbiamo difendere dagli dei perchè non ci lasciano essere uomini liberi e razionali e la prova sta nell'orrenda storia umana, vogliono che continuiamo ad essere loro schiavi incoscienti e sottomessi perchè ci temono come rivali nel dominio del pianeta.

Non dimentichiamo la scena biblica e mitologica del Paradiso terrestre, tenuto conto che i miti sono spesso la storia distorta dell'intervento degli dei nella vita dei popoli antichi: “Non voglio che mangiate dall'albero della Sapienza perchè, se mangerete, sarete come dei”. Non rendendosi conto di questo, l'umanità continuerà ad essere una umanità bambina.

Questa conoscenza e questa ribellione sono lo sradicamento della vecchia teologia , quella degli dei, che cercava Dio per adorarlo ad accattivarselo e che è risultata essere ingannevole e dannosa per gli esseri umani. La nuova teologia, che studia gli dei per smascherarli, è quella vera. Con questa nuova teologia l'uomo occuperà il posto che gli spetta nell'Universo e smetterà di considerarsi un povero schiavo peccatore, esiliato in questa valle di lacrime che, disperatamente, cerca qualcuno che lo redima e lo salvi da una eterna condanna.

Come dobbiamo difenderci dagli dei?
Se certi dei decidono di interferire nella vita di un uomo, l'uomo non avrà praticamente nessun mezzo per impedirlo e sarà alla mercè del dio e di ciò che vorrà fare di lui.
Tutte le religioni hanno cercato di sublimare questo fatalismo, o di spiegarlo in mille modi, ma non sono state capaci di evitarlo perchè gli dei che invocano, per quanto si presentino come “padri” o “benefattori”, sono esattamente gli stessi che lo provocano e sono sempre loro che, di volta in volta, ci mandano qualche “salvatore” che ci fa tirare avanti, perpetuamente, la nostra condizione di sottomissione senza vie d'uscita.

Gli dei, a malapena, s'interessano della vita privata degli uomini e rare volte interferiscono con qualcuno in particolare.
S'interessano molto dell'umanità considerata come un tutto, o perlomeno, in grandi gruppi sociali omogenei, ma s'interessano poco ai singoli individui, se non a quelli che possono esercitare una notevole influenza su molta gente. Come ho già detto tante volte, il miglior modo di studiare, in modo panoramico, il rapporto degli dei con gli uomini è comparandolo con quello che abbiamo noi con gli animali. Infatti non è che, in generale come umanità, ci preoccupiamo tanto di un singolo maiale o di una singola mucca, bensì operiamo per migliorarne la razza affinchè ci dia il miglior rendimento.

In ogni caso, dobbiamo sempre avere presente che noi qui nella materia terrestre siamo nel nostro elemento naturale, loro no, per cui non è automatica e assoluta la loro interferenza nella vita individuale ed è bene conoscere e seguire le regole con le quali ci è possibile impedire la loro “invasione” psichica manipolatoria inconsapevolmente.
Non dobbiamo trascendere i limiti del nostro ambiente umano; in altre parole, non dobbiamo cercare di entrare nel loro territorio con trance di qualunque tipo, in luoghi particolari, con la mente caricata con riti magici e religiosi (non dimentichiamo che la magia è l'altra faccia della religione), o non sottoporsi alle radiazioni anomale di certi predicatori; ecc.

Non consegnare mai la propria mente nelle mani di altri. La mente deve essere sempre libera e disponibile al servizio dell'essere umano Il fatto di “non consegnare la mente” ha una enorme importanza in questi tempi nei quali le grandi masse urbane e le società in generale sono plagiati come greggi dagli onnipotenti mezzi di comunicazione di massa come radio e televisione, maneggiati astutamente dai professionisti della manipolazione mentale.

Si deve tenere sempre la mente in stato di allerta e non consegnarla mai né ai leaders religiosi, né ai leaders politici, né agli idoli dello sport e dello spettacolo, né ai grandi medici e, meno che mai, a spiriti o esseri sovraumani. Tutti possono sbagliare e tutti, ad un derminato momento anche se non volontariamente, possono agire nel loro interesse approfittando della nostra credulità. La mente di ogni individuo, o meglio la coscienza, deve essere sempre l'ultimo giudice delle proprie azioni; consegnarla ad un altro o seguire ciecamente ciò che ci dice, è un suicidio mentale che si oppone diametralmente al grande comandamento dell'evoluzione che è una legge fondamentale del Cosmo.

Non invocare nessuno. Non evocare nessuno per adorarlo. Non prostrarti davanti a nessun dio-persona o dio-cosa per rendergli culto o celebrare riti
Il vero Dio dell'Universo, la Suprema Intelligenza, totalmente inconoscibile nella sua interezza dalla mente umana, non esige che le sue creature gli rendano costantemente adorazione; continua nella sua interminabile impresa di creare, compiacendosi nel veder evolvere le sue creature secondo la loro natura, senza l'obbligo che si rivolgano continuamente a Lui per ringraziarlo o per supplicarlo di non essere condannate ad un castigo eterno.
La migliore adorazione che possiamo rendere al vero Dio è l'uso corretto delle creature della natura, cosa che nel Cristianesimo, è stata disprezzata poichè secondo il punto di vista dei dottrinari cristiani, l'abuso non riguarda la religione. Il rispetto della vita, comunque questa si manifesti è, in alcune religioni orientali, uno dei comandamenti fondamentali. Nel Cristianesimo questo rispetto si applica solo alla vita umana, nel caso dell'aborto in particolare, salvo la eliminazione fisica di tutti i vivi che, nel corso dei secoli, sono stati considerati nemici, scismatici e eretici.

Quando s'invoca qualcuno si sta propiziando la sua presenza; da un lato lo si risveglia e, in molti casi, è l'energia mentale degli invocatori stessi che fortifica intensamente la sua capacità di manifestarsi; dall'altro lato, però, si debilita la propria psiche, diminuendo la resistenza alle influenze esterne e condizionandola a ricevere supinamente il “messaggio” dell'entità divina.
Quando dico “non invocare”, “non prostrarti in adorazione” non sto in nessun modo propugnando l'ateismo; sto solo solo cercando di elevare l'uomo ad un livello di maturità spirituale.
L'uomo cerca ed ha sempre cercato la Causa Suprema, il vero DIO e le diverse religioni gli hanno propinato una immagine distorta di questo Dio, personalizzata in qualche essere che beneficiava delle invocazioni dei mortali, approfittando dell'energia che riceveva da loro per manifestarsi ed agire nella nostra dimensione.

Un esempio della pericolosità di queste invocazioni generiche consiste nel gioco, apparentemente leggero o ameno, del tabellone (?), in cui si invitano a manifestarsi entità sconosciute. Come si è già detto, vi sono fra loro molte più differenze che fra gli esseri umani e, in queste invocazioni, è molto probabile che le più evolute non rispondano perchè non sono interessate; mentre le meno evolute o le meno intelligenti si presentino, magari per curiosità nei nostri confronti o per gioco, esponendo gli invocanti a qualsiasi interferenza.
Il mero fatto dell'invocazione è ciò che dà loro animo ed energia fisica per manifestarsi cioè fare il salto della barriera che li divide dal nostro mondo con conseguenze per gli umani spesso assai negative.
Le difficoltà che questi esseri meno evoluti incontrano nel “saltare” nella nostra dimensione, le incontriamo anche noi e, probabilmente anche maggiori, quando saltiamo nella loro, aiutandoci con particolari esercizi mentali e fisici o con l'assunzione di droghe.

Per ultimo, diciamo anche che colui che invoca si presta ad essere “infestato”, come si dice in certi ambienti di iniziati; cioè il dio può installarsi in modo continuativo nella mente e nella psiche di quel soggetto, attingendo energia, prana come e quando vuole senza più bisogno di essere evocato. In questi casi, che sono molto più frequenti di quello che si crede, la persona cade vittima di debolezze e infermità più o meno gravi, contro le quali potranno fare poco sia lei stessa che i medici

Dai miei studi ho appreso che tutti i mistici del Cristianesimo hanno sofferto di queste infermità; i loro biografi e le loro autobiografie ci dicono chiaramente che “il Signore li fa soffrire per il perfezionamento e la salvezza di altre anime”, secondo la teologia ascetica. Un mistico in estasi (di qualsiasi religione), con la sofferenza e la felicità riflesse simultaneamente sul suo viso, sono il momento culminante della relazione fra un dio minore e un mortale; il dio tormenta l'essere umano che gli si è consegnato e gli offre con piacere il suo dolore. In cambio, il dio gli fornuisce una specie di orgasmo psichico perchè il mistico non si scoraggi ed il suo cervello continui ad emettere le vibrazioni che tanto gli aggradano.

Non offrire il tuo dolore; non offrirti di soffrire; rifiuta il dolore per il dolore e non cercarlo mai; ribellati contro il “sacro” masochismo
Perchè in tutte le religioni il dolore, la rinuncia e il sacrificio giocano un ruolo così importante? Perchè, secondo i leaders religiosi di tutti i tempi, noi uomini dobbiamo sacrificarci per i diversi dei in cui crediamo e dobbiamo sacrificare anche gli animali?
L'unica spiegazione al mistero del dolore è che il Vero DIO non vuole il dolore umano, gli dei lo vogliono perchè ne traggono beneficio.
Purtroppo gli uomini confondono gli dei con la Suprema Energia Universale e si sentono obbligati al tributo della immolazione della vita.
Parafrasando la frase di Cristo: “Dovunque ci sono cadaveri, lì si riuniscono gli avvoltoi”, possiamo dire: “Dovunque c'è del dolore umano, lì transitano gli dei”. Gli abituali avvistamenti di UFO nelle grandi catastrofi, frequenti dopo i terremoti e nelle guerre (in quella recente delle Malvine ci fu una grande attività ufologica o i misteriori Foo fighters della guerra di Corea) sono fatti che dovrebbero farci riflettere, compresi gli ufologi “miopi” che o non li conoscono, o preferiscono non tenerne conto perchè contraddicono la loro teoria sulla bontà dei nostri visitatori. Si trovano lì in quel preciso momento perchè o sono gli autori dell'accadimento, anche se molte volte lo fanno apparire come naturale; o sono accorsi velocemente, dopo qualche cataclisma veramente naturale, per trarne in qualche modo i loro benefici.

Prescindere da dogmi e riti; mettere da parte le credenze tradizionali che hanno a che vedere con l'aldilà e con il modo di concepire questa vita
Finchè gli esseri umani rimarranno ancorati ai comandamenti-capriccio dei diversi dei, nei quali attualmente credono, e finchè continueranno a pensare che questi comandamenti sono superiori alla ragione e al buon senso, saranno sempre la loro facile preda. A forza di ammettere, generazione dopo generazione, come “volontà di Dio”, aberrazioni che vanno contro il normale buon senso e contro i più elementari giudizi della ragione, l'umanità è arrivata ad accettare e a fare propri dogmi ed enunciazioni assurdi. Finchè l'uomo non libererà la sua mente da queste assurdità, sarà incapace di evolvere ed occupare su questo pianeta e nel Cosmo il posto che gli spetta come essere razionale.

Eliminare il trauma: Liberare l'anima da tutte le paure, le angustie e le deformazioni che le erronee credenze religiose (in ultima analisi, gli dei) ci hanno inculcato nel corso dei secoli e nel corso della nostra vita
Le nostre menti sono inferme e la capacità di pensare obiettivamente è seriamente compromessa in tutta la razza umana in modo ereditario e questo è dovuto al fatto che, nell'infanzia di tutte le razze, gli dei ci spaventarono e ci inculcarono il complesso del non poter fare, del non saper fare, di non avere valore, sicchè avevamo bisogno di loro e dovevamo mettere la nostra vita al loro servizio.
In conseguenza di ciò, l'umanità ha sprecato, nel corso dei secoli, gran parte delle proprie energie a “servire Dio”, piuttosto che a migliorare se stessa e il pianeta, avendo vissuto una storia disastrosa e orrenda.

Le nostre menti sono veramente malate, tanto è vero che non riusciamo a metterci d'accordo e vivere in pace e giustizia per tutti e a tutti i livelli; anzi, sembra che sia in aumento una programmazione genetica che ci obbliga a guerreggiare e a vivere in perpetua discordia. E' più che mai necessario ed urgente che le sottomettiamo ad un processo di catarsi profonda. Questa pulizia deve iniziare da tutti i falsi assiomi che, probabilmente, sono inseriti in noi ancor prima della nascita e che ci tolgono la capacità di pensieri e scelte consapevoli che possono guidarci alla tappa evolutiva di superuomini.

Istituire un nuovo ordine di valori. Organizzare nuove priorità nella nostra vita, non per esaudire i desideri di qualsivoglia dio, bensì per le necessità del genere umano
Il risveglio della coscienza umana comporta una maturità grazie alla quale ci sentiamo capaci di assumere le nostre responsabilità, senza dover sempre dipendere dai “rappresentanti di Dio”
La sacralità, con cui le autorità religiose hanno rivestito molte cose e atti della vita umana, verrà meno quando gli uomini comprenderanno quale sia la sua vera funzione e se la scrolleranno dalle spalle.
L'unica cosa sacra della Terra è la Vita stessa e la sua retta evoluzione per gli esseri umani e per tutte le altre creature del pianeta, essendo l'unica volontà del Vero DIO, la grande Intelligenza che regge il Cosmo.

Dobbiamo cambiare radicalmente la nostra idea di Dio
Questo è importantissimo ed è la conclusione di tutta la trasformazione che l'umanità deve conseguire nei prossimi decenni. La mera parola “Dio” costituisce un vero problema per la teologia e i teologi più esperti, seppure rari, che ne stanno prendendo atto. Dobbiamo tenere presente che tutte le idee e i concetti religiosi sono opera dell'uomo e non di Dio e, come è naturale, l'uomo mescola e rispecchia nelle idee religiose la sua ignoranza, i suoi insuccessi e i suoi limiti, il cui sintomo primario è proprio la definizione di “Dio”
Io credo che ci sia un DIO, l'Essenza del Cosmo, che non ha niente a che vedere con il dio ebraico-cristiano e di altre religioni.

Albert Einstein si esprime così sull'argomento: “In un certo senso mi considero un uomo profondamente religioso; però mi risulta impossibile immaginare un Dio che ricompensi o castighi le sue stesse creature o che, in altre parole, abbia una volontà simile alla nostra” da: ” La mia visione del mondo”
In altra parte dice: “Nessuno nega che il credere in un Dio personale, onnipotente, giusto e benefico procuri piacere all'uomo; inoltre, grazie alla sua semplicità, questa idea è acquisibile dalle menti meno sviluppate. D'altro lato, questa idea di Dio ha molti punti deboli… L'origine principale dei conflitti attuali fra la religione e la scienza provengono dall'idea di un Dio personale…” da : “Idee e opinioni”
Einstein parla ripetutamente dell'argomento che definisce “religiosità cosmica”, difficile da comprendere perchè da essa non scaturisce un concetto antropomorfico di Dio. “… E' uno stadio dell'esperienza religiosa che riescono a superare solo certe società e certi individui particolarmente dotati” da: “La mia visione del futuro”.

Il dio vendicatore, il dio iracondo, il dio che s'incapriccia di un popolo e maltratta gli altri, il dio che lascia morire di fame milioni di persone, il dio nel cui nome si facevano guerre, si conquistavano imperi e continenti, il dio la cui fede era imposta con la spada e difesa con il rogo, il dio che godeva della pompa magna dei suoi rappresentanti, il dio che “ispirava” i suoi profeti a maledire e a lanciare anatemi su chi la pensava diversamente, il dio che ci impone la croce e la sofferenza come unici mezzi per arrivare a lui, il dio che castiga questa povera ombra chiamata uomo, questo dio è una minaccia per l'umanità, non ha alcuna spiegazione logica, solo un insulto alla intelligenza umana; questo è un dio che sta morendo nell'attualità e nella coscienza dell'uomo.

La mente dell'uomo d'oggi sta facendo un enorme sforzo per concepire una immagine di Dio che sia attinente alla realtà cosmica, una idea nella quale Dio non sia tanto umanizzato e tanto distorto.
Dio pulsa nell'Universo che ci circonda ed è troppo grande per essere recepito dalla nostra mente; tuttavia dobbiamo concepirlo in noi stessi come Onnipotenza, Ordine, Grandiosità, Luce, Bellezza e Amore: noi siamo suoi figli e partecipiamo alla Sua Divinità.

Sarete come dei
Questa famosa frase biblica, che ci fu sempre presentata come una menzogna con la quale Satana, nell'Eden, tentò di ingannare l'uomo, alla luce di questo nuovo modo di vedere le cose, risulta essere una grande verità e una indicazione da seguire se l'umanità vorrà superare il pericoloso stato in cui si trova attualmente.

La teologia cristiana classica ci dice che Lucifero si ribellò contro Yahvé e fu sconfitto; pieno di rabbia nei confronti del vincitore, con questa frase suggerì alla prima coppia umana di trasgredire l'ordine di Dio di non mangiare i frutti “dell'albero del bene e del male”, dicendo loro “se ne mangerete, diverrete come lui”
Questa frase è la preziosa confidenza che un falso dio, Lucifero, ci fece per vendicarsi di un altro falso dio, Yahvé, che lo aveva vinto dopo una fiera battaglia la cui vittoria avrebbe avuto come premio il dominio sulla razza umana.
In verità, l'osservanza coatta dei comandi ha bloccato la nostra evoluzione, ci ha tenuti schiavi, privi di consapevolezza.

Le lotte di supremazia fra gli dei si sono concretizzate sulla Terra nella spaventosa storia dell'umanità, piena di guerre e sangue fra gli esseri umani di tutti i tempi, camuffate da comandamenti religiosi impartiti ai vari popoli. Quelli che hanno comandamenti diversi si combattono per distruggere “l'infedele” o il “pagano”; quelli che li hanno uguali lo fanno per combattere “l'eretico”. E quando non bastano i motivi religiosi, entrano in campo tutte le altre strategie che abbiamo visto nelle pagine precedenti.

La triste verità è che noi uomini, invece di evolvere secondo una linea autenticamente umana, nella quale a poco a poco avremmo perfezionato la nostra natura e le nostre capacità corporali e spirituali, abbiamo passato i secoli a servire i nostri rispettivi dei, spendendo in loro onore il meglio della nostra ricchezza e della nostra energia fisica; impiegando nell'adorazione e nell'esaudimento dei loro desideri, il meglio delle nostre capacità intellettuali e spirituali.

Ogni volta che entriamo in una delle nostre meravigliose cattedrali, dovremmo tenere presente che simili montagne di pietra, lavorata con arte e maestra, che oggi ci stupiscono, hanno richiesto un enorme impegno fisico ed economico totalmente sproporzionato alle condizioni di vita degli uomini che le hanno realizzate. In quell'epoca, la fame e le pestilenze dimezzavano le popolazioni europee; però la mente umana, accecata dal fanatismo religioso, invece di dedicarsi a vincere queste piaghe sociali, dedicava tutte le sue energie a “fare una casa degna a Dio”… come se l'autore della volta celeste necessitasse di una casa!

Per questo è giunta l'ora di svegliarci. Capisco che le idee che sto propugnando sono molto difficili da accettare e condividere in quanto vanno contro il modo di pensare che è profondamente radicato nel nostro essere. Ogni uomo è aggrappato alle sue credenze, alle sue tradizioni, alla sua cultura, alla sua razza, alla sua patria, alla sua lingua, senza rendersi conto che queste cose “importantissime” sono le stesse che, in realtà, dividono l'umanità e le impediscono di essere felice.
Pochissimi, nella generalità, sono disposti a prescindere da questi “valori” perciò il farlo viene giudicato un tradimento dei “principi etici fondamentali”. Questo è l'inganno magistrale in cui ci hanno fatto cadere gli dei: farci credere che ciò che ci distrugge è “sacro” e intoccabile, così che non c'è molta speranza che queste idee siano accolte dalla maggioranza dell'umanità in tempi brevi.

Ciononostante, in tutto il mondo stanno aumentando le persone in cui queste idee fanno presa; si può dire che le nuove generazioni vengono, in un certo modo, predisposte ad accogliere queste nuove forme di pensiero e a lasciarsi alle spalle buona parte delle sacre tradizioni ereditate.
Il giorno in cui tutti i giovani del mondo rifiuteranno di arruolarsi negli eserciti per uccidere fratelli umani, ai politicanti paranoici e ai generali patriottici sarà molto difficile organizzare questo gioco mortale che ha afflitto finora l'umanità.

Stiamo iniziando la prima tappa che consiste nello svegliarci da un sonno secolare e non dobbiamo stupirci se ci sia una grande resistenza, soprattutto dei politici con interessi consolidati. Quando ci si sveglia da un lungo e profondo sonno, s'impiega del tempo a rendersi conto della realtà circostante; ma, dopo averlo fatto, saremo in grado di pianificare la nostra evoluzione su una linea completamente umana, ponendoci come meta il nostro perfezionamento fisico, psicologico e spirituale di modo che, in un futuro non troppo lontano, conseguiremo il rango a cui siamo destinati nella posizione della nostra scala cosmica. Perchè l'uomo ha dentro di sè un seme che deve far germogliare per continuare la sua ascensione verso il posto che gli spetta nell'Universo, libero dalla schiavitù a cui lo hanno sottomesso altri esseri “superiori”.

Evolviamo razionalmente senza paura
Dobbiamo evolvere intellettualmente, ampliando ogni giorno le nostre conoscenze per poter comprendere meglio il nostro mondo e l'universo che lo circonda; moralmente, migliorandoci ogni giorno, essendo più rispettosi dei diritti di tutti e del retto ordine della Natura; cooperatori della giustizia e del bene per tutta l'umanità;
esteticamente, cambiando i nostri gusti primitivi e materialisti con altri degni di menti più evolute. Non solo si deve amare la Bellezza, ma si deve anche cercare di crearla, ognuno secondo le proprie forze e la si deve godere. Infatti, questo mondo è un gradino dell'infinito ascendere di tutto l'Universo, dal meno perfetto al più perfetto; abbelliamo pertanto il nostro mondo e la nostra vita, godiamone come rendimento di grazie alla grande Intelligenza dell'Universo.

FINE


IL PARADOSSO DELLA NOSTRA ERA: "Abbiamo case più grandi e famiglie più piccole; Piu comodità, ma meno tempo; Piu esperti, ma piu problemi; Piu medicine, ma meno salute;
E’ un tempo in cui ci sono tante cose in vetrina e niente in magazzino.
Parliamo troppo, amiamo troppo poco e odiamo troppo spesso.