Rispondi a: I TAROCCHI

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#15018
farfalla5
farfalla5
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[quote1301152805=pasgal]
A me interessa sapere se in qualche tempo lontano, in uno di questi mazzi, vi si sia disegnata la conoscenza. Non l'arte divinatoria ma la conoscenza visiva del meccanismo che genera la vita di tutte le cose.

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Originer dei tarocchi

tarocchi sono nati in Egitto? Sono mutuati dalla filosofia ebraica? Oppure sono stai gli arabi a portarli in Europa? Forse i Gitani,che li avevano conosciuti in india o portati in Europa dalla lontana cina? Forse sono nati nel nord Italia o nel sud della francia?, molte le teorie,i teoremi,le pseude verità le ipotesi che riempiono le pagine di molti libri sull’argomento,ma come accade in altre discipline a volte la verità e molto meno romantica,suggestiva e mistica di quello che si possa pensare, analizzando quello che la storia ci ha lasciato in modo freddo e privo di suggestione forse scopriremo la verità, meno suggestiva forse ma che nulla toglierà al fascino che i tarocchi esercitano.
3000 A.C. FINO AL 1300 D.C.
EGITTO: non esistono testi,pitture,papiri,sculture che si possano relazionare ai tarocchi,nonostante la mole di materiale che ci è pervenuto, si conoscono parecchi giochi in uso presso la civiltà Egizia ,ma niente che assomigli
A gioche di carte.
GRECIA: Basterà citare il filosofo Pitagora di Samo che visse dieci anni nei templi Egizi di Amon ed altri dieci anni negli ziggurat di Babilonia con i maghi caldei ed al ritorno in grecia riattivò l’oracolo di Delfi ed in seguito fondò la scuola esoterica di Crotone in Italia,nonostante fosse a conoscenza di tutti i rituali egizi e delle conoscenze di numerologia,astrologia,astronomia,cabala,cosmogoni a e geometria divina,nei suoi lavori orali e scritti nulla si può relazionare con i tarocchi.
CIVILTA’ ROMANA: Numerosi gli scrittori latini che ci hanno lasciato tutti gli aspetti della società romana per citarli tutti,ma basterà ricordare Cicerone che nel suo “de divinatio”descrive tutti gli oracoli conosciuti senza menzionare giuochi di carte o similari.
EUROPA:Tutti i trattati di magia,occultismo,hermetismo,alchimici,cabalistici, gnostici, a tutto il 1200 non menzionano giuochi di carte o cose simili.
1300/1400.
Nel 1369 il re di francia Carlo V proibisce tutti i tipi di giuoco nei giorni feriali ma non menziona giuochi di carte,ma nel 1397 il prefetto di Parigi aggiunge al decreto i giuochi di carte.
Nel 1377 il monaco tedesco Joannes Von Reinfeldem scrive un manoscritto relazionando sopra un giuoco do carte
Chiamato ludus cartarum e descrive 52 carte commentando che le figure servivano ad un giuoco educativo.
Si ha notizia della diffusione delle carte da giuoco in spagna,francia,italia anche se si tratta di carte prodotte e dipinte a mano.
1400/1500.
Nascono vari stili di carte chiamate tarocco,tarocchino,naibi, o trionfi,anche la quantità di carte varia da 52 a 97 e già all’epoca non si aveva una percezione della loro esatta origine ma sono usate dai nobili come gioco di società,
a questo periodo risalgono gli affreschi del castello di Issogne (aosta) e di casa Borromeo a Milano che raffigurano giocatori di carte,nel ducato di Milano nascono le carte dei visconti che sono giunte fino a noi.
Nella chiesa di s. petronio a Bologna san Bartolomeo da Siena tiene un sermone contro il vizio delle carte da gioco.
In questo periodo inizia l’emigrazione dei Gitani in Europa dall’india da dove sono scacciati da Timur Lang, conquistatore Islamico dell’india e gli europei chiamandoli gypse equivocarono la loro origine pensandoli originari dall’egitto.
1500/1600.
Nel 1526 Francesco Berni scrive a Venezia “capitolo del gioco tarocchi”dove questiona sul fatto che tarocco,tarocchino
Trionfo e minchiate erano in realtà lo stesso gioco.
Nel 1540 viene pubblicato il primo libro che si riferisce all’uso divinatorio dei tarocchi “le sorti” di Francesco Marcolini da Forlì, nel 1572, Girolamo Bargagli scrive a Siena “Dialoghi de giochi che nelle vecchie senesi si usando fare” dove descrive l’uso dei tarocchi.
Pietro Aretino scrive nel 1524 “le carte parlanti”,nel 1545 Flavio Alberti Lollio scrive “invettiva contro il gioco dei tarocchi”.
Di questo periodo segnalo anche le opere di Paracelso,cornelius agrippa, giordano bruno,michel de notredame,che pur non riferendosi ai tarocchi indicano come il secolo fecondo per gli studi occultistici,alchimistici,ed astrologi.
1700/1800.
Eccoci al secolo del rinascimento dei tarocchi,essi sono già diffusi e conosciuti ma ancora non accettati nei circoli esoterici ed occultistici anche perché in europa si è diffusa una febbre culturale della civiltà egizia,le piramidi,i geroglifici fanno volare l’immaginazione sembra che essi racchiudono tutti i segreti della vita,va anche notato che i geroglifici non sono ancora stati decifrati.
In questo clima entra in scena un personaggio particolare,Antoine Court De Gebellin (1725-1784) costui,pastore evangelico,studioso di storia,era convinto che i geroglifici fossero la lingua da cui erano nate tutte le lingue conosciute.
Un sabato pomeriggio è invitato ad assistere ad un gioco di tarocchi,e lui stesso che lo scrive nel suo libro “il mondo
Primitivo” e tra la sopresa dei presenti decreta di conoscere i tarocchi essendo un libro sacro scritto dal dio Thot,inciso su lamine e che si sarebbe salvato dalle fiamme per questa peculiarità,afferma anche che il nome tarocchi in egiziano significa tar=cammino e ro=re o reale, Gebellin diventò ricco e famoso e disegnò anche un mazzo di tarocchi stanamente somigliante ai marsigliesi e non con disegni egizi.
Un altro personaggio segue la sua scia,si tratta di Aliette meglio conosciuto come Etteilla, sembra che fosse un parrucchiere della corte francese ed amico di mlle Lenormand e Julia Orsini famose cartomanti,Etteila arrivò a scrivere che i tarocchi furono creati 171 anni dopo il diluvio universale,opera di ben 17 maghi tra cui discendenti di Mercurio e nipoti di Caino che ordinò a Thot di creare le lamine.
Beh! Se Gebellin affascinava la gente figuriamoci Etteilla, costui “inventava la lettura rovescia delle carte e disegnava un mazzo di tarocchi sempre rifacendosi all’iconografia dei marsigliesi.
1800/1900.
Qualche anno dopo un vero studioso di magia scrive sopra i tarocchi,Alphonse Louis Constant conosciuto come Elifas
Levi, frate francescano anche se non era stato officializzato dalla chiesa cattolica,ma come si sa l’abito fa il monaco,
Levi introduce per la prima volta l’origine ebraica dei tarocchi, ed afferma che da Mosè i tarocchi siano passati agli ebrei e relazionati con l’alfabeto ebraico e con la cabala,molti hanno trovato affascinante la proposta di Levi ed ancora oggi molti ordini esoterici seguono questa filosofia.
Levi esecrava le teorie di Gebellin e di Etteilla perché a suo dire i tarocchi avevano nomi ebrei e non egizi e li considerava avventurieri assieme alla Lenormand che lui definiva grassa e brutta ed alla Orsini che lui chiamava prostituta.
Nel 1822 venivano publicati i lavori di Jean Francois Champollion,decifratore dei geroglifici egizi tramite la stele di rosetta e si poteva evincere che quanto scritto da Gebellin era pura fantasia,non esistevano nella lingua egizia i nomi dei tarocchi e tanto meno la traduzione fatta da gebellin della parola tarocchi.

Tanto tuonò che piovve!!!finalmente appare il primo mazzo di tarocchi con disegni egizi!!! A disegnarlo e Gerard Encausse,medico spagnolo naturalizzato francese e conosciuto come Papus,studioso di occultismo,Papus ci ha lasciato u n interessante libro edito nel 1863 “le tarò de Bohemiens”dove Paus ci presenta una mistura di tutto quello che si conosceva fino ad allora,errando però nell’attribuire i tarocchi ai gitani e perseverando nel credere questo popolo originario dall’egitto,ma l’errore e spiegabile in quanto Papus aveva ripreso un lavoro di J. A. Vaillant “ la vera storia dei Bohemiens” alla fine tutti avevano ripreso lavori precedenti adattandoli al proprio pensiero,esattamente come accade ancora oggi con le innumerevoli teorie e rituali attribuiti ai tarocchi.
Con tutto.inesattezze a parte è innegabile che i lavori di questi personaggi hanno contribuito a mantenere vivo l’interesse per i tarocchi nel tempo ma voglio ricordare che il primo scritto che la storia ci trasmette sull’uso divinatorio dei tarocchi è Italiano ed è quello di Francesco Marcolini da Forlì.

BIBLIOGRAFIA
ENCICLOPEDIA DEI TAROCCHI-ENCICLOPEDIA DEI TAROCCHI
ALBERTO COUSTE'-LA MACCHINA PER IMMAGINARE
TRILOGIA DEI TAROCCHI-NEL NAIFF
ALESTEIR CROWLER-THE BOOK OF TAROT
MACGREGOR-POWER TAROT
MARIO MONTANARO-TAROCCHI SPECCHIO DELL'ANIMA
PAPUS- LES TAROT DES BHOEMIEN
BARBARA WALKER- THE SECRET OF THE TAROT
HAJO BANZHAF- AS CHAVES DO TAROT
ANTOINE COURT DE GEBELLIN- LE MOND PRIMITIVE

e poi
http://www.eco-spirituality.org/n0013.htm


IL PARADOSSO DELLA NOSTRA ERA: "Abbiamo case più grandi e famiglie più piccole; Piu comodità, ma meno tempo; Piu esperti, ma piu problemi; Piu medicine, ma meno salute;
E’ un tempo in cui ci sono tante cose in vetrina e niente in magazzino.
Parliamo troppo, amiamo troppo poco e odiamo troppo spesso.