Rispondi a: 11\11\11 – Il Risveglio di Cheope

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SCOPO DEL PROGETTO CHEOPE

Il “Progetto Cheope” ha per scopo la realizzazione di ricerche archeologiche in Egitto e il disseppellimento di due reperti di estrema importanza:

Il grande Labirinto descritto da Erodoto e la tomba del faraone-costruttore della Grande Piramide.

Le informazioni sulla localizzazione di questi siti vengono fornite, a partire da maggio 2001, da Lucyna Łobos, residente a Breslavia (vedi “La storia del progetto”), principalmente nel corso di sedute di ipnosi regressiva. Le capacità di Lucyna Łobos possono essere paragonate a quelle di famose personalità quali ad es. il chiaroveggente polacco Stanisław Ossowiecki, l’americano Edgar Casey o padre Czesław Klimuszko, anche se nel caso di Lucyna, esse sono rivolte in una direzione diversa, rispetto al caso delle persone sopra citate.

Lucyna è una medium e le sue capacità riguardano sopratutto la valutazione della situazione mondiale attuale e indicano in modo straordinario la soluzione dei problemi esistenti. Questo modo è tanto semplice e logico che sono passati alcuni anni prima che il gruppo che collabora con Lucyna si sia reso conto che in verità si tratta di salvare gli uomini e la Terra.

Le tensioni sulla Terra, il terrorismo, i conflitti interpersonali che incalzano, i cambiamenti climatici che si intensificano, possono essere trattati come una fatale onda di coincidenze, oppure come un certo schema dal quale emerge una sorta di richiesta di fare attenzione ai mutamenti che caratterizzano sempre più il Pianeta Terra. Queste problematiche, con particolare riguardo al surriscaldamento globale, sono state descritte in una relazione indirizzata al Pentagono, elaborata da un gruppo di scienziati americani su richiesta di Andrew Marshall, direttore del “The Pentagon Office of Net Assessment”. Le informazioni su questa relazione sono state pubblicate nell’articolo scritto da Mark Townsend e Paul Harris, The Observer, il 22 febbraio 2004.

Il PROGETTO CHEOPE è quindi un Progetto di Salvataggio della Terra e si basa sulla tesi secondo la quale le civiltà dell'era della costruzione della Grande Piramide, avrebbero previsto i pericoli che incombono sulla Terra nell’epoca odierna e avrebbero creato un sistema di protezione che deve essere semplicemente attivato al momento giusto.

[color=#ff0000]Secondo i messaggi di Lucyna – la chiave di questo sistema è la mummia del faraone Cheope, nonché la Grande Piramide. Il momento per farlo è proprio adesso.[/color]

La conoscenza stessa riguardante la localizzazione della tomba, in nostro possesso già da maggio 2001, non rappresenta purtroppo un argomento sufficiente per le autorità che devono prendere decisioni, soprattutto per il modo in cui è stata acquisita. Perciò, affinché il progetto possa essere realizzato in collaborazione con gli archeologi, che sono per lo più diffidenti nel valutare informazioni di tipo “non scientifico”, occorre che gli uomini che decidono della concessione dei permessi, coloro che sono in grado di finanziare questo tipo di impresa e coloro che condurranno le ricerche sul posto, abbino la certezza che non si tratti di fantasie, di proiezioni immaginarie frutto di manie di protagonismo. È stato pertanto necessario rendere i messaggi di Lucyna credibili. Il progetto nel suo sviluppo è stato quindi suddiviso in tre fasi:

1. Prima fase: scavi in Polonia sul monte Ślęża nella zona di Sobótka, nei pressi di Breslavia. È la fase più semplice e meno costosa perché riguarda il nostro “cortile” polacco. Nel corso di alcune sessioni con Lucyna Łobos, abbiamo ottenuto informazioni su cosa si nasconda in realtà all’interno del monte Ślęża e su come raggiungere i tesori storici che secondo Lucyna, vi si troverebbero nascosti fin dai tempi di Re Bolesław Chrobry. Dopo tante difficoltà ed ostacoli di natura formale, questa fase è passata alla realizzazione il 17 gennaio 2004, per opera di un’equipe di archeologi dell’Università di Breslavia, sotto la guida del dott. Aleksander Limisiewicz (vedi “Ślęża – lo stato attuale delle ricerche”). Frammenti di alcune sessioni relative a questo argomento, si possono trovare nel capitolo “Ślęża – sessioni”. Questa fase non è stata tuttora completata, visto che i lavori hanno subito un fermo nel maggio 2006, ma ha tuttavia comprovato in modo inequivocabile che le informazioni provenienti da Lucyna sono credibili e verificabili sul piano fisico attraverso ricerche archeologiche.

2. Seconda fase: utilizzo degli esiti di questi scavi per la convalida della credibilità delle informazioni ottenute tramite Lucyna e creazione di una sorta di punto di riferimento per ottenere i permessi per le ricerche in Egitto. Lo scopo ultimo, come già detto, è quello di arrivare al disseppellimento delle stanze del cosiddetto Grande Labirinto di Giza, descritto da Erodoto. Secondo i suoi scritti, il Labirinto comprenderebbe circa 3000 sale, ma finora non è stato ritrovato. Grazie a Lucyna, siamo in possesso delle informazioni sulla localizzazione degli ingressi al Labirinto e alle cosiddette “Sale d’Oro”. Questa fase ha avuto inizio nel marzo 2008, quando il Consiglio Superiore delle Antichità ha dato il via libera alle ricerche nella zona della Necropoli di Hawara (Fayum). Proprio qui si spera di trovare l'ingresso al Grande Labirinto. Il 7 aprile 2008 è stato firmato un accordo ufficiale tra l'Università di Breslavia e l'Università del Cairo in merito a queste ricerche, le quali sono proseguite fino alla fine del 2008, per poi essere riprese nuovamente nel marzo 2009.

3. Terza fase: Le scoperte archeologiche relative al Grande Labirinto, dovrebbero convincere le autorità egiziane e contribuire all’ottenimento dei permessi necessari per scavare in corrispondenza del luogo in cui si troverebbe la tomba, vale a dire nell'area di Giza, nei pressi della Grande Piramide. Nel febbraio 2006, sono stati eseguiti sul posto dal prof. Mohamed Abbas dell’Istituto Nazionale di Astronomia e di Geofisica del Cairo, dei rilevamenti per mezzo di georadar (GPR), finanziati dalla Fondazione Polacca A Favore Delle Ricerche Archeologiche “Dar Światowida” e dalla Fondazione americana “The Mysteries of the World”. I rilevamenti eseguiti nei punti indicati da Lucyna Łobos, hanno messo in evidenza diverse anomalie alla profondità di 25-30 metri sotto la superficie terrestre, suggerendo l'esistenza di potenziali reperti archeologici.
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IL PARADOSSO DELLA NOSTRA ERA: "Abbiamo case più grandi e famiglie più piccole; Piu comodità, ma meno tempo; Piu esperti, ma piu problemi; Piu medicine, ma meno salute;
E’ un tempo in cui ci sono tante cose in vetrina e niente in magazzino.
Parliamo troppo, amiamo troppo poco e odiamo troppo spesso.