Rispondi a: David Wilcock – 2012 Event Horizon: Prophecies and Science of a Golden Age

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#15676

Kame1
Bloccato

Sul Cambio di Era leggo:
IL LIBERO ARBITRIO
Nella terza densità, non c’è alcuna “prova” diretta che Dio esista. È piuttosto probabile che esseri che si trovino in questo regno finiscano per credere di essere “soli nell’Universo”. Tuttavia, possiamo pensare al nostro intero Universo come a un grande gioco che è stato messo in piedi dall’Uno Infinito Creatore, dove l’idea era di
suddividere se stesso in molte parti distinte, ognuna delle quali dotata di libero arbitrio. Gli insegnamenti de La Legge dell’Uno enfatizzano ripetutamente che il libero arbitrio è la legge più importante dell’universo, e spesso la meno compresa o rispettata. C’era il libero arbitrio dietro ai differenti frammenti dell’Uno quando questi ha scelto di suddividersi e formare gli schemi che infine portano alla crescita delle galassie come mega-esseri coscienti.
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Qui siamo quasi al discorso che anche io condivido e a cui sono arrivato attraverso diverse letture, ma io sostengo che ciascuno non è una suddivisione dell'Uno ma contiene un frammento di quell'Uno che altrimenti non poteva restare più tale. Se noi pensiamo infatti al principio di Unità e subito dopo la frazioniamo, ecco che abbiamo ottenuto solo frazioni di Esso e quindi L'Unità si è suddivisa, coesiste nei vari “pezzi” ma in quanto Unità Integra non esiste più. Il concetto invece a cui credo è quello ad esempio dell'Ologramma, dove c'è cmq una Sorgente che rimane invariata e trasmette ad ogni “pezzo” una informazione del Tutto. Nella pratica ognuno di noi “contiene” una parte “altra” dell'UNO e quindi resta inteso che anche volendosi identificare in questa parte, ancora non lo sarebbe. L'unione però si può attuare, è come tutte le nascite del resto, ma deve intervenire prima un “fiat”, una volontà di essere in quell'UNO e di voler partecipare alla “scalata”. Quindi per me il concetto espresso da Wilchok è molto simile a quanto anche io credo ma nella sostanza cambia molto. Il Ra material parla che si può ascendere ad altre dimensioni o densità attraverso due vie, quella del Se e quella dedicata agli altri, io invece sostengo che tutto questo discorso è un abile modo per non far vedere realmente come stanno le cose. Se io (esempio) posso permettermi il lusso di ascendere cmq ad un livello superiore (nek RA Material si parla di personaggi come Gengis Khan o altri) a prescindere da quanto io penso e realizzo significa che “io” sono già l'UNO e che quindi sia nel bene che nel male sono destinato ad evolvere e in qualche modo a scalare questa vetta. Per me non mi sembra che possa essere in questo modo. Una personalità egoista che mette i suoi interessi prima di tutto e che rinnega per esempio la stessa possibilità di vita dopo la morte non sullo stesso piano di chi si prodiga per gli altri ma soprattutto coltiva quell'aspetto spirituale che poi è la chiave di quanto si diceva poco sopra. Per me qui come in ogni altro livello c'è una cernita (del resto anche il RA Material ne parla in altro modo, il raccolto) ma si tratta di un raccolto reale e non fittizio. Cioè, chi si vuole far raccogliere lo fa attraverso la volontà e i fatti, chi invece fa tutto il contrario e nega ogni evidenza anche di altre realtà si condanna da solo, se così dovessimo dire. Con quello che sostiene Wilchok, tutti indistintamente sono portati ad evolvere perché tutti sono nell'UNO, quindi è impensabile che anche un solo individuo si “perda”. In quello che io credo invece, non tutti gli individuo “arrivano” a destinazione, è un po come avviene per la fecondazione, molti concorrono ma pochi arrivano. E se nella fecondazione almeno c'era la volontà (da parte dello spermatozoo) di arrivare all'ovulo, qui mi sembra che debbano essere portati avanti tutti a prescindere. Per me è un grande tranello. Noi abbiamo vicino alla nostra natura, al nostro “essere” un elemento dell'UNO, esso è un catalizzatore che serve appunto per collegare due “elementi”. Essenzialmente esso è un tramite del'UNO e come tale è della stessa sostanza, con una differenza, che non siamo “ancora” noi. Per fare in modo che quel Frammento possa essere fuso con “il nostro essere” c'è bisogno della volontà personale. La differenza non è stratosferica ma di sostanza e tutto sommato di libera scelta. Non credo che tutti indistintamente possano partecipare ad una corsa anche se esprimo il volere di stare in panchina o peggio di andare altrove. L'UNO non può essere (secondo me) un percorso naturale o a premi ma è una scelta ben ponderata di vita. Come avviene in natura per tutte le cose, se il seme non muore alla vita non può nascere e crescere come piantina. Secondo me ll'inganno e il messaggio sbagliato potrebbe risiedere nel pensare che a prescindere da tutto NOI SIAMO DEI o insomma siamo immortali e quello che facciamo prima o poi ci riporterà alla coscienza primaria dell'UNO o Unità. Può essere che tutto sia in questo modo, non sto qui cercando di negare un posto nell'universo a qualcuno, anzi sarei davvero contento che tutti indistintamente arrivassero alla Cosciennza Unificante, pur tuttavvia sono scettico e credo che si tratti di una grande illusione perpretata a spese di chi vi crede. Intendiamoci nulla viene per nulla, c'è sempre un prezzo da pagare. E poi non credo che per esempio chi volesse interrompere il “viaggio” alla sua morte non lo possa fare ma sia destinato cmq ad attraversare lo stesso percorso di chi invece esprime già questa volontà. Insomma ci sarebbe una sorte di mancato rispetto del libero arbitrio. Capisco però che tutti viene giustificato in virtù del fatto che siamo Tutto Uno. Per me si nascondono dei tranelli. E poi se davvero le cose stessero in questo modo a cosa servirebbero tutte queste canalizzazioni, UFO, e tanto altro? Se cmq siamo tutti già destinati all'Eternità e siamo già immortali, tutte queste rivelazioni sarebbero davvero un contro senso. Sia che crediamo, che siamo scettici, che inseguiamo l'UNO oppure il nostro piacere personale, che siamo pacifici oppure spietati assassini, insomma, se tutti arriveremo all'UNO, tanto vale non dire nulla. Mettiamoci nei panni di chi viene assassinato brutalmente dei loro familiari, insomma ci viene detto che anche chi ci uccide è nostro fratello, quindi dovremmo guardare negli occhi un omicida e volergli anche bene? E' come svelare un inganno e farsi beffe degli altri? Cioè ti dico che tutti abbiamo diritto ad arrivare all'UNO, però intanto oggi qualcuno ti potrebbe uccidere o torturare un tuo familiare e tu non dovresti avercela con lui dato che forse sei stato tu stesso un carnefice in una tua vita precedente? Non so se si capisce quanto sto dicendo. Non sarebbe stato meglio tacere, se veramente le cose stessero nel modo che Wilchok sta cercando di raccontare?