Rispondi a: Cose saper vivere?

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#16150

giorgi
Partecipante

[quote1347124725=prixi]
non sò se riesco a spiegarmi meglio …

io sono te e tu sei me … siamo la stessa cosa
se imparo ad amare me, allo stesso modo amo te
[/quote1347124725]

Non è come dici, perché tutti siamo diversi, e ti faccio un esempio:

Il Creatore ha dato delle leggi da rispettare e Lucifero non le ha rispettate ed ha creato danno, qui ti allego uno scritto:

PRIMA DELLA RIBELLIONE
I corpi degli Uomini-Angeli erano costituiti da tre parti di astrale ed una parte di
materia. La loro presenza era di luce raggiante lo spirito reggente del pianeta luce
era un Elohim chiamato l'Arcangelo Lucifero.
Lucifero, rappresentante e capo patronimico di tutta una classe di Uomini-Angeli e
di spiriti del pianeta luce, era quegli che fra gli Arcangeli, aveva gettato il più
penetrante ed ardito sguardo nella sapienza creatrice di Dio.
Era il più fiero ed il più indomabile. Non voleva ubbidire ad alcun altro Dio. Tranne
che a se stesso. Gli Uomini-Angeli, i soli abitanti di quel pianeta, avevano raggiunto
un corpo astrale-fisico raggiante e riunivano in perfetta armonia l'eterno maschile e
l'eterno femminile ricreando sé stessi con il progresso immortale dell'Amore Divino.
Essi avevano l'Amore, il raggiare spirituale, senza turbamento e senza desiderio di
possesso egoista, perché erano astralmente androgeni.
Lucifero, aveva capito che per imitare Dio nell'arte della creazione bisognava
sviluppare nell'Uomo-Angelo, il desiderio di tale arte. Iniziò così la seduzione.
Una enorme folla di Uomini-Angeli si lasciò sedurre infiammandosi di grande
entusiasmo. Il desiderio di creare come Dio, li spinse a manipolare gli elementi
cosmici nel tentativo di indurli all'obbedienza assoluta.
Gli Arcangeli e tutti gli Elohim degli altri pianeti ebbero l'ordine di impedire il
pazzesco disegno, giacché un'opera simile avrebbe messo il disordine nella
creazione e rotto la catena della gerarchia divina e planetaria.
La lotta ardente e lunga che s'impegnò fra l'armata dell'Arcangelo ribelle e i suoi
pari e i suoi superiori terminò con la disfatta di Lucifero e dei suoi Uomini-Angeli.
Ed ecco per la prima volta nella storia dell'uomo il dramma della sua divina epopea.
ATUM, SOW GEBB, NIOT, OSIRIS, ISIS, SHET e NEBTHO, per volere dell'assoluto,
pur essendo rimasti i più devoti alle leggi dell'altissimo, dovettero rimanere con i
ribelli ed unirsi al loro destino.
Intanto tutto era pronto. Enormi transatlantici iniziarono la spola tra il pianeta luce,
la Terra e Venere. Per quaranta lunghissimi giorni e notti migliaia e migliaia di mezzi
solcarono il grande spazio.
Creature di diverse razze, animali e cose erano stati trasportati ed adagiati nei punti
prestabiliti della Terra e di Venere.
Sul pianeta luce, il mostro disintegratore aveva attaccato la crosta di quella cellula
universale in cerca degli elementi sensibili alla natura del duo corpo divenuto
mostruosamente grande.
Oramai la congiuntura era prossima. Il mondo agonizzante, tra le spire della bestia,
era rimasto solo con il destino come gli Uomini-Angeli ribelli, ribelli alle leggi di Dio-
Creatore, avevano sentenziato creando il male al posto del bene che solo Dio e
solamente lui poteva creare.
Dalla Terra e da Venere lo sguardo pensoso dei ribelli era rivolto verso il paradiso
perduto. Per la prima volta incontrarono la tristezza, un senso che faceva soffrire e
che non avevano mai conosciuto.
Intanto sul pianeta Terra e su Venere la scienza predisponeva ogni cosa secondo il
nuovo stato di cose e con il senso dell'immediata emergenza. Il terrorizzante ruggito
delle enormi bestie spaventate dava loro un altro senso che non avevano mai
conosciuto la paura.
Barriere di protezione erano state disposte in modo scientificamente sicuro. Gli
occhi di molti erano lucidi di lagrime; un altro fatto nuovo che non avevano prima
conosciuto:
la commozione dell'animo, l'intenso dolore.
Bharat, Angelo giusto in mezzo agli ingiusti, illuminato dalla coscienza universale,
era il solo a comprendere la grave punizione messa in atto da Dio.
La grande terribile discesa era già iniziata con la perdita del paradiso. Egli sapeva
tutto ed era con loro per un compito divino che doveva assolvere nel tempo con la
collaborazione di ATUM, SOW, GEBB, NIOT, OSIRIS, ISIS, SHET e NEBTHO
divenuti reggenti degli elementi della nuova vita.
Tutto sembrava calmo e nella notte tutti erano con gli occhi umidi di pianto in attesa
di qualche cosa che doveva avvenire. Ed ecco una possente voce venire dalla
profondità degli spazi:
“maledetti! Maledetti sino al giorno che io verrò!”

http://risveglio.myblog.it/media/02/01/2539353174.pdf